Il caso Eitan e il “lavaggio del cervello” – 18.9.2021

Eitan Biran, è il bambino sopravvissuto nella strage della funivia del Mottarone che, dopo aver perso nel tragico incidente genitori e fratellino, è stato prelevato e portato di nascosto in Israele dal nonno materno.

Casi come questo, che coinvolgono bambini residenti in Italia e portati all’estero, ce ne sono varie centinaia ogni anno. Si chiamano “sottrazioni internazionali” e come spiega il sito ufficiale del Ministero della Giustizia

si parla di sottrazione internazionale quando un minore avente la residenza abituale in un determinato Stato è condotto in un altro Stato senza il consenso del soggetto che esercita la responsabilità genitoriale, che comprende il diritto di determinare il luogo di residenza abituale del minore. Alla sottrazione è equiparato il trattenimento del minore in uno Stato diverso da quello di residenza abituale, senza il consenso del genitore o di altro soggetto titolare dell’affidamento. Per proteggere i minori e risolvere le controversie derivanti dall’illecito trasferimento in uno Stato diverso da quello di residenza abituale, sono state stipulate convenzioni internazionali che definiscono regole applicabili in tutti gli Stati aderenti.La convenzione di specifico riferimento è la Convenzione dell’Aia del 25 ottobre 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori.

[https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_2_5_10.wp]

Normalmente è un genitore che compie questo atto illecito, ma Eitan i genitori li ha persi entrambi e dopo aver subito questo trauma si trova ora coinvolto come bambino conteso nella controversia tra la famiglia materna (che risiede in Israele) e la famiglia paterna (che risiede in Italia).

Perchè ne parliamo su questo blog? Perchè come succede spesso nei casi di sottrazione internazionale dopo pochi giorni dal cambiamento di residenza del bambino entra in gioco una “cosa” (evitiamo di darle un nome per intanto) che noi cerchiamo raccontare da oltre 10 anni. Secondo alcune fonti di stampa il bambino mostrebbe ormai chiari segni di essere condizionato, ovvero influenzato per convincerlo a prendere la parte del nonno che lo ha portato via dall’Italia dove era affidato alla zia.

«Anche se Eitan appare in condizioni fisiche buone, è preoccupante notare la presenza di un plagio psicologico» hanno detto gli avvocati in base a quanto riferito da Hagai Biran, altro zio paterno del piccolo che ha confermato quanto detto dallo zio Or Nirko ieri. Insieme alla moglie, l’uomo ha incontrato il nipote a casa del nonno materno Shmuel Peleg, in Israele. «Il ritorno di Eitan a casa sua in Italia appare più urgente che mai» hanno aggiunto gli avvocati della famiglia Biran, che ora forniscono importanti dettagli sull’incontro degli zii con il bambino. [www.open.online]

Anche il sito del Corriere della Sera riporta la notizia

«Lavaggio del cervello». «Incitamento». A questo punto per la famiglia Biran non è più questione di «condizioni di buona salute» che riconosce al piccolo Eitan. Haggai – fratello di Aya, la zia e tutrice legale, e del padre Amit, morto nell’incidente sul Mottarone – vive in Israele e ha incontrato il bambino questa mattina per un’ora a casa del nonno materno Shmuel Peleg, che sabato scorso lo ha prelevato dall’Italia e portato in Israele [www.corriere.it/cronache/].

Quindi come si chiama la cosa di cui mostra i segni questo bambino? Non possiamo chiamarla “alienazione genitorale” perchè il padre e la madre sono entrambi morti e il bambino era stato affidato alla zia. La parola che che hanno usato i testimoni che hanno potuto incontrare il bambino è “lavaggio del cervello” o “plagio”.

Ma perchè è così importante scegliere con cura le parole in questi casi? La risposta è semplice: perchè quando in fenomeni dello stesso tipo sono coinvolti i genitori separati, nasce una diatriba terminologica su cui in questi ultimi anni si è fatta una gara a chi le spara più grosse. C’è stato chi ha sostenuto che il “plagio non esiste” perchè la Corte Costituzionale ha abrogato un reato con questo nome con una sentenza del 1981. C’è anche chi sostiente che questa cosa non esiste perchè non è riportate in modo testuale con le parole giuste nel catalogo dei disturbi psichiatrici DSM5. Uno dei più feroci sostenitori della non esistenza di questa cosa recentemente si è anche candidato in una lista che sostiene le ragioni no-vax,  e questa stessa persona (coerentemente) sostiene anche che i bambini seguiti dal dottor Claudio Foti nel caso Bibbiano e in molti altri casi non hanno subito nessun condizionamento: è abbastanza logico: se la cosa, (plagio lavaggio del cervello o come la si voglia chiamare) non esiste, allora il dottor Foti è innocente.

Potremo andare avanti ancora per delle pagine a seguire le varie ramificazioni di questa diatriba, che ai non addetti ai lavoro può sembrare abbastanza folle, ma possiamo fermarci qui, dato che ci sembra chiaro dove vogliamo arrivare. E cioè: cosa si deve pensare della situazione in cui si è venuto a trovare suo malgrado il bambino Eitan di 6 anni? Che deve decidere lui dove vuole stare? (come ha detto con arroganza l’avvocato di chi lo ha rapito). Che non c’è motivo di preoccupazione perchè tanto “il plagio non esiste”?

18 settembre 2021

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