Alienazione genitoriale di livello grave

A questo livello tutte le manifestazioni sintomatiche della PAS sono presenti in modo molto forte [link].  Secondo Gardner (1998) il 5-10% dei casi di PAS rientrano nel livello grave.

Il comportamento del genitore alienante è particolarmente attivo e manifesta apertamente il suo rifiuto e la sua svalutazione, associata ad un sentimento di reale paura nei confronti dell’altro.  L’alienatore è ossessionato dal distruggere la relazione dei figli con il genitore bersaglio per ferirlo psicologicamente.  Le convinzioni distorte sono ormai così profondamente radicate nella struttura psichica dell’alienatore da schermarlo dalla ragione.

Non ci sono trattamenti terapeutici efficaci per l’alienatore ossessionato [link].

Secondo Gulotta et al., i bambini che rientrano in tale livello hanno instaurato una relazione molto forte, quasi esclusiva, con il genitore alienante, condividendo incondizionatamente le sue fantasie “paranoiche” nei confronti del genitore alienato. Il legame simbiotico che si instaura tra il figlio e il genitore alienante può arrivare fino a una vera e propria “folie à deux” (Conway Rand, 1997a, 1997b). La continuazione di questo legame “malato” può rappresentare un grossissimo fattore di rischio per il minore che potrebbe portare all’insorgere di una psicopatologia permanente di tipo paranoideo (Gardner 1998a, 1999, 2001a).  Il legame tra genitore alienante e figlio sarà così “invischiato” che quest’ultimo tenderà a fare propri i pensieri, le emozioni, i comportamenti del genitore, affermando che sono frutto di un pensiero autonomo (Ward, 1996). Il bambino colpito da PAS grave vede il genitore alienato come totalmente negativo e non riesce ad esprimere sentimenti positivi verso di lui; molto probabilmente rifiuta i contatti, rifiuta di parlargli; rifiuta di vederlo; fa false accuse, minaccia di scappare, di suicidarsi se obbligato a vedere il genitore alienato; le motivazioni fornite sono irrazionali e prive di ambivalenza; insiste di essere il solo responsabile di questo atteggiamento e che il genitore alienante non ne sia colpevole; vede invece il genitore alienante come completamente positivo, lo imita ed ha difficoltà a differenziarsene; non mostra alcuna empatia per i sentimenti del genitore alienato; coinvolge nell’alienazione anche i parenti e gli animali da compagnia del genitore alienato; può sembrare un bambino sano al di fuori di tale conflitto.  Il Giudice Gomery dice: “l’odio non è una emozione naturale nei bambini.  Un genitore che insegna ad un bambino ad odiare l’altro genitore è un grave pericolo per la salute mentale ed emozionale di quel bambino”.

Non ci sono metodi di terapia efficaci per trattare l’alienazione di livello grave a meno che non si proceda all’allontanamento del figlio alienato dal genitore alienante. Tale soluzione era raccomandata dal prof. Gardner e in tutti i casi da lui studiati ha portato al recupero del minore. Misure altrettanto drastiche vengono proposti da Johnston che pure è una severa critica dell’approccio di Gardner alla configurazione della PAS come sindrome.

Una sistemazione intermedia presso un transitional site che permetta di evitare l’immediato trasferimento del bambino dall’abitazione di un genitore a quella del genitore alienato può risolvere molti dei problemi legati al trasferimento diretto del bambino e può aumentare l’accettabilità giudiziale della proposta (si veda a tale proposito questo articolo di Gardner).

Negli Stati Uniti il problema del trasferimento di residenza del minore dalla casa del genitore preferito alla casa del genitore rifiutato è stato affrontato con successo mediante programmi di recupero come Family Bridges creato dal prof. Warshak che permettono di evitare l’allontanamento da entrambi i genitori presso il transitional site originariamente suggerito da Gardner. Una sintesi completa dei metodi di recupero in caso di alienazione grave si può trovare sul sito www.alienazionepar.altervista.org.

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14 comments for “Alienazione genitoriale di livello grave

  1. PP
    27 marzo 2012 at 14:59

    Sono un genitore alienato ed accusato di abusi qui a Lecce . Mentre il tribunale dei minori dopo un anno, sembra aver capito la situazione di PAS di terzo grado, per quanto riguarda la procura mi barcameno tra CTU , CTP e forse un incidente probatorio. Ogni azione del tribunale dei minori è da 6 mesi interdetta dai tempi del giudizio penale. Lo stesso sono bloccati i terapeuti. Ho tanta paura per il destino mio e della mia bambina che tra poco compirà 9 anni . Questo sistema giudiziario non ha alcun rispetto per noi. A questo punto anche i cechi vedono che si tratta di PAS. Putroppo l’organizzazione giudiziaria appare come autoreferenziale e non vi è ne comunicazione reale tra i due tribunali, ne una vera tutela per il bambino. Ma almeno le procedure sono salve, beate loro.

  2. Ernesto
    28 marzo 2012 at 20:58

    Attenzione che in zona i negazionisti sono molto attivi. Se commettono atti illegali ci faccia sapere

  3. Anna
    26 ottobre 2013 at 15:18

    Sono vittima di alienazione genitoriale da parte dell’ex marito che sta manipolando psicologicamente mio figlio. Agirò a breve per vie legali per tutelare mio figlio il quale presenta già sintomi di sdoppiamento della personalità quando è con suo padre, raccontando fatti anomali al padre in mia assenza, solo perché vuole, ai suoi occhi, essere perfetto. In realtà ha il terrore dei giudizi del padre e vive tutto in maniera davvero preoccupante. Spero di riuscire a dimostrare il plagio nei confronti del bambino

  4. katia
    29 gennaio 2014 at 16:53

    Questa è la stoia che sto vivendo io con le mie figlie, ho trovato questa spiegazione che calza perfettamente:
    i figli che subiscono un livello grave di alienzione, hanno instaurato una relazione molto forte, quasi esclusiva, con il genitore alienante, condividendo incondizionatamente le sue fantasie “paranoiche” nei confronti del genitore alienato. Il legame simbiotico che si instaura tra il figlio e il genitore alienante può arrivare fino a una vera e propria “folie à deux“. La continuazione di questo legame “malato” può rappresentare un grossissimo fattore di rischio per il figlio che potrebbe portare all’insorgere di una psicopatologia permanente di tipo paranoideo- Il legame tra genitore alienante e figlio sarà così “invischiato“ che quest’ultimo tenderà a fare propri i pensieri, le emozioni, i comportamenti del genitore, affermando che sono frutto di un pensiero autonomo. Il ragazzo/a colpito/a da PAS grave vede il genitore alienato come totalmente negativo e non riesce ad esprimere sentimenti positivi verso di lui; molto probabilmente rifiuta i contatti, rifiuta di parlargli; rifiuta di vederlo; fa false accuse, minaccia di scappare, di suicidarsi se obbligato a vedere il genitore alienato; le motivazioni fornite sono irrazionali e prive di ambivalenza; insiste di essere il solo responsabile di questo atteggiamento e che il genitore alienante non ne sia colpevole; vede invece il genitore alienante come completamente positivo, lo imita ed ha difficoltà a differenziarsene; non mostra alcuna empatia per i sentimenti del genitore alienato; coinvolge nell’alienazione anche i parenti e gli animali da compagnia del genitore alienato; può sembrare una persona sana al di fuori di tale conflitto. Un genitore che insegna al proprio figlio ad odiare l’altro genitore è un grave pericolo per la salute mentale ed emozionale di quel ragazzo/a.

  5. carla
    25 aprile 2014 at 12:22

    Anch’io vivo questa tragedia disumana.
    Mia figlia, oggi 26 anni, che ha vissuto sempre con me, dopo essere stata manipolata e condizionata sin da bambina dal padre, da cui sono divorziata da circa 20 anni, è andata via da casa e non mi vuole più vedere nè sentire, senza alcuna valida ragione. Sono stata una mamma amorevole, attenta e presente, l’unico mio torto è stato di non rivolgermi al tribunale minorenni quando era piccola. Questo perchè nonostante la “programmazione” paterna, era una bambina serena, brava a scuola, legatissima a me. Circa sette anni fa il padre è morto improvvisamente, è stato un grave trauma per mia figlia, che da allora via via è cambiata nei miei confronti, fino ad arrivare ad essere spietata, fredda, completamente priva di empatia. Io inizialmente l’ho cercata, senza comunque forzarla a tornare (sa benissimo che la casa è sempre aperta), ma in cambio ho ricevuto solo umiliazioni. Inoltre sta manipolando anche i miei genitori, che sono anziani. Ho bisogno di condividere con chi ha il mio stesso problema e di comunicare con specialisti per qualche consiglio….sto molto male, ma devo sopravvivere, continuare a lavorare e raccogliere i cocci della mia vita. Un abbraccio speranzoso a tutte/tutti.

  6. Claudio
    23 giugno 2014 at 08:07

    Vorrei rispondere alla sig.ra Carla che è stato provato, sia letteralmente impossibile che un genitore non affidatario il quale riesce a ritagliarsi quei brevi spazi concessi dai nostri Tribunali da terzo mondo,riesca a esercitare una campagna denigratoria sui propri figli…Consiglieri invece Carla di riflettere attentamente sul fatto che la filglia non la vuole più vedere…forse dovuto al fatto che la campagna denigratoria sia stata invece esercitata dalla madre stessa e quindi la figlia crescendo abbia realizzato il fatto e portato a adiare il genitore affidatario!!!….

  7. 25 febbraio 2015 at 15:39

    Signora Carla, cerchi di vivere e dare un valore alla sua vita, dia buoni esempi alla sua ragazza, forse sta solo passando un brutto periodo, si faccia aiutare per capire, magari da una psicoterapeuta in gamba, cosa può fare per riavvicinare la sua figliola…..l’amore fa miracoli!!!!!
    katia

  8. carla
    4 maggio 2015 at 19:53

    rispondo ai commenti, seppur in ritardo. Lungi dal ritenermi una madre perfetta, informo che, pur essendo affidataria, ho acconsentito a mia figlia di vedere il padre anche al di là di quanto previsto dall’ordinanza di separazione, per venire incontro al diritto della bimba di vedere il genitore anche oltre i giorni e gli orari previsti. E non ho osato mai manipolarla o denigrare il padre, anzi me ne sono guardata bene per non provocare ulteriori disagi nella bambina e poi ragazza (ho studiato psicologia all’università, non avrei potuto farlo mai). Forse il mio errore è stato di subire tutto passivamente credendo che l’amore potesse aggiustare tutto… Comunque il rapporto con mia figlia da diversi mesi è ripreso e ci vediamo, anche se ancora i problemi non si sono del tutto risolti…ma confido nel tempo ….èvero che l’amore fa miracoli

  9. Anna Massimino
    10 agosto 2016 at 12:11

    Purtroppo anch’io sono vittima di alienazione parentale.. Di entrambi i figli
    Ho una figlia di 21 anni e uno, il mio cucciolo, di 11.. Purtroppo la grande, che era considerata da me non una figlia ma la mia migliore amica, si è coalizzata col padre denunciandoli di maltrattamenti e stalking.. Hanno loro il mio bambino, io sola come un cane,miei genitori sono morti e anche la mia cara sorella maggiore, vivo nel più totale sgomento perché mi rendo conto che sto rischiando anni di carcere perché il padre voleva avere tutto anche la casa di proprietà cointestata… Anche l’ amante del ex mi ha denunciata,purtroppo al male non c’è mai fine… Il mio bambino lo vedo solo tramite i servizi sociali, davanti ad una dottoressa ignorante delle condizioni di mio figlio, mio figlio è stato alienato… Mi odia mi aggredisce.. Parla poco perché gli hanno ordinato di farmi sapere che l amante si è trasferita a casa mia… Mi fa molto riflettere questa situazione perché piano piano sto perdendo i miei figli, la cosa più importante della mia vita… Il mio ex ha corrotto il sistema tramite un amico influente… Mi hanno archiviato tutte le mie denunce e le loro sono già davanti ai giudici… Sto cercando di farmi coraggio ma è difficile, vorrei tanto morire e finire questa angoscia… Ma farei il loro desiderio…cerco di darmi forza e continuare a combattere il male…prego il buon Gesù Cristo che mi dia la forza di andare avanti e di farmi trovare almeno un giudice non corrotto…. Mia figlia è stata la mia più grande delusione, ha venduto la propria madre per una carta di credito e una vita senza ristrettezze,quelle che prima aveva in continuazione dal padre…. Mi ha spezzato il cuore in mille pezzi… Eravamo sempre insieme ci chiamavamo ” amore della mia vita “… Sembravano innamorate..e io lo ero di tutti e 3… Oggi mi faccio coraggio e prego che almeno uno mi ritorni…

  10. Patrizia
    1 novembre 2016 at 10:50

    Anna Massimino stessa identica situazione

  11. Filigrana
    16 gennaio 2017 at 03:32

    La cosa che più mi fa male è lo stare non bene dei propi figli. Continuo ad essere paziente e fiduciosa .L’amore opera miracoli, la legge no!

  12. Giampietro
    1 settembre 2017 at 23:15

    Maledette separazioni, questi sono i conti che paghiamo attraverso i nostri figli: prima di distruggere la famiglia pensiamoci cento volte: all’inizio sembra la soluzione più facile per mettere fine alle liti, la soluzione inevitabile. Quando ci si separa, invece le liti si portano avanti usando i figli come arma. Spesso per ignoranza: non si capisce che l’odio che trasmettiamo al bambino è il danno che stiamo facendo a lui. Cosa fare? L’odio si può vincere solo con l’amore, diversamente è come spegnere il fuoco con la benzina. Per farlo bisogna assolutamente prendere il proprio ex marito o moglie e farlo.ragionare : se il rapporto tra coniugi è finito che senso ha litigare? Se uno dei due non ci sta ed è vendicativo cancellarlo dalla nostra esistenza toglie in lui ogni motivo di continuare a rovinarci e rovinare la vita dei figli. Se aliena i figli contro di noi attiviamo i sevizi sociali, non aspettiamo, e se non ne veniamo fuori facciamocene una ragione. Se riteniamo di non meritarci tutto questo sappiamo che forse è la croce che dobbiamo portare per guadagnarci un posto in paradiso. Guardiamo avanti, asciughiamoci le lacrime e pensiamo al futuro: abbiamo ancora tanto bene da fare. Coraggio.!

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