L’alienazione parentale boomerang di Battipaglia

10 luglio 2015 – E’ stata rinviata a giudizio per maltrattamento e abuso emozionale la madre dei bambini di Battipaglia, lo riferisce il quotidiano Il Mattino. La vicenda è assai complessa. Il padre è stato prima escluso dai figli che lo rifiutavano a causa della manipolazione della madre, poi dopo un periodo transitorio di 16 mesi in una casa famiglia gli stessi figli hanno accettato di riprendere i contatti con il padre e di andare a vivere con lui. Pare che però rifiutino la madre. I ruoli si sono invertiti, e minori restano sempre contesi.

12 aprile 2015  –  Abbiamo già parlato su queste pagine di quello che sembrava l’epilogo di un caso di alienazione parentale avvenuto nel 2014. Una madre che aveva formulato accuse ritenute false dalla magistratura subì l’allontanamento dei figli, collocati transitoriamente in una casa famiglia. Nel agosto 2014 i minori, superata l’alienazione genitoriale verso il padre, sono stati collocati presso di lui.

retaliationLa madre doveva vederli tre volte in settimana in attesa di un riesame della situazione da parte del giudice competente.

Ma ad aprile 2015 sono cominciati a circolare sulla stampa locale appelli disperati da parte di questa madre. Pare che ormai i figli si rifiutino di vederla. Prima rifiutavano di vedere il padre, ora hanno riallacciato i legami con lui, ma da quando hanno cominciato a risiedere nella sua casa è accaduto qualcosa che li ha convinti a non frequentare più la madre.

Possiamo immaginare che cosa sia questo fatto misterioso e dargli un nome preciso. Ma preferiamo non farlo perchè l’avvocato di questa donna ogni volta che sente parlare di “alienazione parentale” si arrabbia molto. Come farà adesso questa donna a difendersi da qualcosa che i suoi legali e i suoi consulenti dichiarano “non esistente”?

Siamo fermamente convinti che sia fondamentale per i figli di questa famiglia divisa mantenere rapporti sia con il padre che con la madre. Quello che è accaduto prima (le false accuse e l’esclusione di ogni contatto con il padre) è stato un grave trauma. Quello che è accaduto dopo, l’esclusione della madre, è ugualmente grave.

Qualcuno dovrebbe trovare una soluzione. Ma per farlo bisogna prendere atto che questo è un problema difficile e non può essere affrontato con le tattiche pressapochiste. Tattiche che ignorando la gravità del problema possono spingere i genitori a tutelarsi da soli con modalità di rappresaglia che alla fine danneggiano ulteriormente i minori.

Se dietro al rifiuto della madre da parte di questi ragazzi c’è veramente una manipolazione da parte del padre, questa è una reazione che ha una sua logica ineccepibile. Infatti, come spiega il professor Warshak nel suo articolo Family Bridges, la riattivazione immediata di incontri liberi con il genitore alienante (che fino al 2014 era la madre) può compromettere il recupero della relazione con il genitore alienato (che fino al 2014 era il padre). Può darsi che questo padre abbia ritenuto di non essere abbastanza tutelato dai servizi sociali che dovevano gestire gli incontri con la madre e abbia pensato di tutelarsi da sé. Del resto se il protocollo prevedeva sin da subito ben tre incontri settimanali con la madre, qualche rischio di ricaduta nell’alienazione parentale contro il padre era prevedibile. L’alienazione contro la madre, se (come pare) è in atto, è un ulteriore grave trauma per i minori, ma la causa principale di tutto questo è l’assenza di un protocollo standard per gestire questi casi. Gestione che viene lasciata al senso comune degli operatori. E il più delle volte è fatta male.

Le tappe della vicenda:

  1. 15 marzo 2013: due bambini vengono tolti alla madre e collocati presso una casa famiglia. La madre diffonde un video delle fasi concitate del prelevamento. Dichiara alla stampa:  «Il Pas non ha alcuna validità scientifica, ha stabilito la Cassazione a marzo. Tutto è stato deciso, invece, dopo le denunce contro il padre su abusi di tipo sessuale e violenze. Denunce confermate dai bambini il 5 novembre scorso al giudice per i minori, in una deposizione che naturalmente è tutta video filmata».
  2. 8 maggio 2013: un sito di informazione riferisce che nell’udienza a porte chiuse della Corte d’Appello è emerso che i due bambini anche dopo la collocazione in casa famiglia non vogliono più vedere il padre.
  3. 10 Maggio 2013: Il Corriere del Mezzogiorno informa che i due bambini resteranno almeno per un anno nella casa famiglia dove sono stati collocati.
  4. 23 dicembre 2013: la Repubblica riferisce di una raccolta di firme promossa dalla madre per far rilasciare i bambini. “«Gli viene impedito di frequentare anche amichetti e cugini». Il civilista che ha difeso la madre di Cittadella, Andrea Coffari, ha proposto ricorso in Cassazione: «Diagnosticare la Pas quando i minori parlano di abusi  dice il legale fiorentino  profila un serio problema di civiltà giuridica»
  5. 17 febbraio 2014: la madre interviene a “Mi manda RAi3” per chiedere la liberazione dei figli.
  6. 27 febbraio 2014: l’on. Cera interviene alla Camera dei deputati per sollecitare risposte ad una interpellanza a firma Cesa, Buttiglione e Binetti per la liberazione dei due fratelli. “Nel ricorso la signora ha evidenziato la sentenza della Corte di Cassazione che ha dichiarato la PAS priva di valore scientifico“.
  7. 18 marzo 2014: l’on Cera interviene di nuovo alla Camera per ribadire la necessità di una risposta alla sua interpellanza a favore dei due bambini reclusi in una casa famiglia. “La mamma è stata accusata di PAS davanti al tribunale dei minori. Siccome lo Stato è omertoso non mi resta che chiedere a papa Francesco di pregare per questi due bambini“.
  8. 25 giugno 2014: conferenza stampa a Montecitorio dei promotori dell’interpellanza (Cesa, Buttiglione e Binetti). L’onorevole Binetti afferma che si deve fare di tutto per restituire i figli alla madre e solo se possibile tutelare il rapporto dei figli con il padre (sottindendo che questo sia solo un particolare secondario e sacrificabile). L’avvocato della madre afferma che “la PAS è una falsa malattia inventata da attivisti della pedofilia. Degli attivisti della pedofilia americani hanno prodotto un alibi per i casi di incesto. (sic!)
  9. 1 agosto 2014: il Corriere del Mezzogiorno informa che i bambini dopo aver cominciato ad incontrare il padre hanno anche accettato di andare a risiedere a casa sua e hanno quindi lasciato la casa famiglia. La madre potrà vederli in incontri protetti.
  10. 3 aprile 2015: il Mattino riferisce che la madre non vede più i figli da sette mesi. “«Speravo di poterli vedere per far loro gli auguri di Buona Pasqua – racconta affranta – ma si è presentata solo l’assistente sociale…Ormai dicono di non volermi vedere. Così le ho chiesto di telefonare almeno per poterli sentire». Ed è stato allora che sia per mamma Donatella che per l’assistente sociale il dispiacere si è trasformato in costernazione. «Sono al lavoro con papà. Non posso venire – ha detto al telefono il più grandicello – Mio fratello è col nonno a fare una consegna».”
  11. 3 aprile 2015: Salerno Cronache: “Perchè le assistenti sociali non fanno il proprio lavoro?”
  12. 9 aprile 2015: Lettera aperta di Donatella Cipriani ai responsabili dei servizi sociali.
  13. 10 luglio 2015: la madre viene rinviata a giudizio per maltrattamenti e abuso emozionale.
  14. 6 ottobre 2015 Interrogazione a risposta orale degli onorevoli Cera e Binetti: “in questi mesi la madre dei bambini, Donatella Cipriani, sembra essere stata quella che ha maggiormente sofferto del distacco, almeno per quanto è dato di cogliere, secondo gli interroganti, dai fatti riferiti dai protagonisti della vicenda e apparsi in diverse occasioni sulla stampa; si tratta di una madre che, in questo momento, appare pesantemente penalizzata perché colpevole di aver ipotizzato gesti e abusi sessuali del padre sui figli; la madre si è battuta in tutti i modi possibili per ottenere il ritorno a casa dei bambini, dimostrando l’assoluta infondatezza dell’accusa di sindrome di alienazione parentale, che le era stata rivolta; la sindrome di alienazione parentale che gli scienziati considerano priva di qualsiasi fondamento scientifico e che il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali non prende neppure in considerazione; finalmente, dopo 16 mesi, i bambini sono tornati a casa, ma non nella casa materna da cui erano partiti, bensì, con grande sorpresa di tutti, in quella paterna, nonostante il sospetto all’origine della separazione non sia mai stato chiarito: né confermato, né tanto meno confutato; la madre potrà vedere i bambini solo due volte la settimana in forma protetta, il che significa senza quel clima di spontaneità e di libertà che dovrebbe caratterizzare il rapporto di un figlio con sua madre; come se la responsabilità dei fatti che hanno condotto alla separazione fosse solo sua
  15. Il 18 maggio 2016 un sito Internet informa della conferenza stampa di Binetti, Cera e Lupi in cui oltre a parlare della PAS in generale è stato riferito che “Alla conferenza doveva esserci anche Donatella Cipriani, la mamma di Battipaglia alla quale da ventuno mesi ormai viene impedito di vedere i due figli che sono stati trasferiti in un casa famiglia. Sul suo caso Cera ha presentato interrogazioni al ministro della Giustizia.” In realtà i figli sono da quasi due anni affidati al padre, ma hanno invertito i ruoli dei due genitori, rifiutano la madre mentre prima rifiutavano il padre.

 

Visualizzazioni dopo 11/11/11: 3005

2 comments for “L’alienazione parentale boomerang di Battipaglia

  1. 12 aprile 2015 at 16:59

    quello che sta accadendo purtroppo a questa madre e’ la normalita’ per la maggior parte dei papa’ italici. Ma noi padri nn facciamo notizia. Dobbiamo lottare x i ns figli malgrado una legge dal 2006 tutela i minori. I bimbi a casa loro con i genitori che si alternano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *