La sindrome di alienazione genitoriale è descritta nel DSM5 – prof. Giovanni Battista Camerini

cameriniIl prof. Giovanni Battista Camerini suggerisce una serie di considerazioni da utilizzare nelle CTU nei casi in cui si riscontrasse la cara e vecchia “PAS – Sindrome di Alienazione Genitoriale” alla luce dell’uscita del nuovo DSM5 in cui sono inserite le recenti definizioni che il Prof. Gulotta ha anticipato.

Tra i Problemi Relazionali, il DSM5 descrive i Problemi legati all’Educazione Genitoriale e, all’interno di questi, il Bambino affetto da Distress da Relazione Genitoriale (V61.29):

Questa categoria dovrebbe essere usata quando il focus dell’attenzione clinica è rappresentato dai negativi effetti della discordia nella relazione tra i genitori (per esempio alti livelli di conflittualità, di distress, o di denigrazione) su un bambino della famiglia, inclusi gli effetti sui disturbi mentali o su altre condizioni mediche nel bambino.

Qualora la relazione tra i genitori sia contraddistinta soprattutto da un’azione di denigrazione dell’uno nei confronti dell’altro, questa condizione corrisponde alla nozione di Parental Alienation secondo la definizione di Bernet (2008) ripresa da Cavedon e Magro (2010) a partire dalla originaria teorizzazione di Gardner (1985).

Si tratta quindi, nel presente specifico caso, di indicare i comportamenti del sig./della sig.ra X coerenti con l’ipotesi in questione.

(Descrivere i comportamenti più significativi in tal senso:

  • indottrinamento circa i difetti e le mancanze
  • estensione delle critiche alla famiglia allargata
  • coinvolgimento di altri membri della famiglia
  • sollecitazione di un’alleanza
  • legame simbiotico
  • tentativo di sostituzione del genitore con il proprio/la propria partner
  • ostacolo alle visite
  • denunce infondate di molestie
  • …)

La condizione descritta coinvolge sia il piano giudiziario, sia quello clinico:

sul piano giudiziario, i comportamenti in questione qualificano una violazione dei diritti relazionali dei soggetti coinvolti ed in particolare il diritto del minore alla bigenitorialità, giustificando quindi eventuali misure e provvedimenti in una prospettiva di tutela. Come ha ribadito in diverse sentenze la Corte EDU, gli “obblighi positivi” di cui si discute non si limitano al controllo a che il bambino possa incontrare il suo genitore o avere contatti con lui ma includono l’insieme delle “misure preparatorie” che permettono di raggiungere questo risultato. Per essere adeguate, le misure deputate a riavvicinare il genitore con suo figlio devono essere attuate rapidamente, perché il trascorrere del tempo può avere delle conseguenze irrimediabili sulle relazioni tra il fanciullo e quello dei genitori che non vive con lui. Non deve, dunque, trattarsi di “misure stereotipate ed automatiche”.

sul piano clinico, va rilevato quanto il DSM5 specifica a proposito dei Problemi Relazionali:

Un problema relazionale può sollecitare un’attenzione clinica in ragione del fatto che il soggetto cerca un’assistenza sanitaria o per un problema che riguarda il decorso, la prognosi o il trattamento di un disturbo mentale o di un’altra condizione medica.

Questi problemi richiedono spesso un intervento psicosociale in una prospettiva clinica e preventiva. Si rimanda a tale proposito al documento redatto dalla SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza) – maggio 2013 -:

La comunità scientifica è concorde nel ritenere che l’alienazione di un genitore non rappresenti di per sé un disturbo individuale a carico del figlio ma piuttosto un grave fattore di rischio evolutivo per lo sviluppo psicoaffettivo del minore stesso.

 

Fonte: www.psicologiagiuridica.eu

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4 comments for “La sindrome di alienazione genitoriale è descritta nel DSM5 – prof. Giovanni Battista Camerini

  1. salvo
    20 giugno 2013 at 14:18

    Alcune osservazioni per mostrare la vaghezza e ambiguita’ di questo ‘progetto’ pseud0-scientiifico: Sono osservazioni inziali, e a caldo, ma che si possono esaminare in modo piu’ preciso e chiaro — se fosse necessario … ma non lo sara’.

    (Descrivere i comportamenti più significativi in tal senso:

    indottrinamento circa i difetti e le mancanze
    estensione delle critiche alla famiglia allargata
    coinvolgimento di altri membri della famiglia
    sollecitazione di un’alleanza
    legame simbiotico
    tentativo di sostituzione del genitore con il proprio/la propria partner
    ostacolo alle visite
    denunce infondate di molestie
    …)
    Alcuni punti semplici da far venire la pelle d’oca:

    1)
    Questa sembra essere una ‘laundry list’ / menu di possibili comportamenti, ma non da’ una minima idea di quali di questi fattori ‘comportamentali’ — di nuovo al famigerato beaviorismo la cui scientificita’ e molto piu’ che dubbia — siano
    a) necessari,
    b) sufficienti,
    c) necessari e sufficienti.

    Affermare che siano i comportamernti piui’ significativi non specifica come sono significativi, quanto siano significativi, e ‘perche’ (meccanismo causale) siano significativi.

    Il problema del meccanismo causale deve pure specificare quali variabili (comportamenti e strutture) siano endogene e quali siano esogene; quali siano i feedbacks (di nuovo endogeni-esogeni); quale sia la sequenza dei comportamenti nella causalita’. Meno di questo, e si arriva alla teoria quantum della super-position and non-localita’, in cui tutto e’ legato al tutto … senza teoria per spiegare il perche’ come, quando, quanto, dove, ecc.

    2) Non pecifica come tali fenomeni comportamentali vengono investigati dai … professionisti (psichatri o psicologici) usando norme / convenzioni riconosciute come scientifiche:.
    a) quali sono i research designs appropriati (case studies, comparativi, statistici, quasi-experimenti nel tempo?
    b) quali sono le unita’ di analisi necessari e sufficienti? La laundry list ha di tutto:
    — indottrinamento … che indottrina chi, come, perche, ecc; quanto ‘razionale’ / intenzionale e diretto e’ l’indottrinamento? indottrinemnto va in una sola direzione (genitore alienante – bambini); o il genitore alienato contribuisce pure all’indottrinamento con gli effetti del suo comportamento sull’altro genitore e il bambino? … quindi quali sono i feedbacks; cosa lega chi, e chi lega cosa — causalmente.
    — estensione delle critiche alla famiglia allargata … addirittura! Quanto allargata e’ la famiglia, e di quale famiglia si parla — del genitore alienante o alienato … quanta differenza genera l’allargamento nei ‘comportamenti dei genitori e del bambino? Che ruoli specifici giocano le famiglia allargate sia dei genitori alienanti sia delle famiglie alinenate? Sono simili o dissimili? In che modo?

    — sollecitazione di un’alleanza. Che tipo si alleanza? Tra genitore alienante e bambini? Tra genitore alienato e bambini? Sollecitare l’alleanza e’ un atto ‘razionale’, conscio e diretto a ottenere certi obiettivi da parte del genitore alienante e/ o alienato? E’ l’ente sollecitato — i bambini — capace di capire la sollecitazione come strumento razionale? O la sollecitazione ha elementi “non-razionali” in cuil il gioco fine-mezzi segue logoiche non-strumentali? Chi e’ piu’ propenso a usare la sollecitazione con logiche strumentali– il genitore alienato o quello alinenate? Che ruolo giocano le famiglie allargate?

    — legame simbiotico: legame tra chi e chi? Puo’ essere il legame tra genitore alienante e i bambini simbiotico? E tra il genitore alienato e il bambino? E se e’ simbiotico, perche’ attaccarlo? E’ simbiosi o alleanza, o coalizione, o collaborazione, o cooperazione, o ,,, ecc. Come si operazionalizza, misura, e osserva il legame simbiotico.

    ecc.:
    tentativo di sostituzione del genitore con il proprio/la propria partner
    ostacolo alle visite
    denunce infondate di molestie

  2. dadtux
    24 giugno 2013 at 13:04

    Salvo,
    lei non deve fare altro che scrivere al professor Camerini all’indirizzo email che pubblica sul suo sito e proporre tutte le obiezioni che ha postato qui.
    http://www.giovannibattistacamerini.com

  3. Massimo
    2 luglio 2013 at 07:32

    Infatti tutta questa serie di dubbi indirizzati non a chi li ha suscitati ( Prof. Camerini) ma ad altri, rivela non il desiderio di chiarire ma quello di intorbidire le acque. Come dice Dadtux ha perplessità su quanto dice Camerini, signor Salvo? Scriva direttamente a lui, non le pare? Sembra il mio vecchio parroco che esprimeva il suo disappunto per la gente che non andava a messa con quelli che ci andavano …..

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