Juana Rivas l’eroina fallita smascherata dalla giustizia italiana – EL ESPAÑOL 21.3.19

Il tribunale di Cagliari ha dato l’affidamento esclusivo dei suoi due figli al suo ex partner, Francesco Arcuri. La sentenza descrive la donna come affetta da un “funzionamento psichico severamente patologico associato a una disorganizzazione del pensiero”.

di Andros Lozano @AndrosLozano

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Vedi anche: El mundo commenta il caso juana rivas

(21.3.19)”Tutto il mio sostegno a Juana Rivas nella sua lotta per proteggere i suoi figli. I bambini sono vittime di violenze sessiste “, aveva detto la presidentessa dell’Andalusia Susana Díaz su Twitter il 25 luglio 2017. A quel tempo, Juana Rivas era salita alla ribalta dei media spagnoli come madre eroica in lotta per tenere i due figli lontani dal padre, l’italiano Francesco Arcuri, condannato a tre mesi di carcere per maltrattamenti su di lei.

(FILES) In this file photo taken on August 22, 2017 Spanish Juana Rivas reacts outside the Court of Granada after she was provisionally released without bail.
A Spanish mother at the heart of a bruising public custody battle was sentenced to five years jail after hiding with her sons to avoid handing them to her ex-partner whom she accused of abuse, a court said on July 27, 2018. The court in the southern city of Granada accused Juana Rivas of “exploiting the argument of abuse” to retain custody of her sons, now 12 and four, ordering her to pay 30,000 euros ($35,000) in compensation and her ex-partner’s legal costs. / AFP PHOTO / JORGE GUERRERO

Anche l’allora presidente del governo, Mariano Rajoy, si schierò a suo favore. “Si deve mettersi nei panni di questa madre (…) La gente dovrebbe seguire questa storia, cercare di capirla e poi arrivare alle conclusioni”. Molti politici, commentatori di talk show e organizzazioni femministe hanno sostenuto senza eccezioni la Rivas, che però in seguito è stata accusata di aver sottratto i due figli dopo averli nascosti per un mese a Maracena (Granada).

Ma nelle ultime due settimane, questo Grenadina è andata incontro a due sconfitte giudiziarie che mettono in cattiva luce la sua figura. Sullo sfondo senbra di sentire ancora la frase “Siamo tutti Juana Rivas” ascoltata nelle dimostrazioni o letta in migliaia di post sui social network.

Il 14 marzo, il tribunale provinciale di Granada ha ratificato la condanna a cinque anni di prigione per Juana Rivas per la sottrazione dei suoi due figli. Solo la Corte Suprema (TS) può evitarle il carcere ora.

Nel maggio 2016, Rivas li ha portati dall’Italia, dove hanno vissuto, in Spagna. Non restituendoli al padre, come avevano concordato i due genitori, aveva violato gli ordini del tribunale. Juana Rivas era scomparsa per un mese con i bambini dopo aver ricevuto un’ultima richiesta dall’Italia nel luglio 2017.

Ma ora (21 marzo 2019) è la giustizia italiana a condannare la donna. La prima sezione civile del Tribunale di Cagliari ha concesso l’affidamento esclusivo dei figli di Juana Rivas al suo ex-partner, Francesco Arcuri, e le chiede di sottoporsi a corsi di trattamento a sostegno della genitorialità.

Il tribunale, composto da tre giudici e presieduto dal magistrato Ignazio Tamponi, ha stabilito che i due bambini, di età compresa tra 5 e 12 anni, vivranno con il padre e che potranno trascorrere parte delle vacanze estive con Juana Rivas e un fine settimana ogni 15 giorni quando risiede in Italia, o uno su cinque quando vive in Spagna o in qualsiasi altro paese.

La sentenza descrive una donna “dotata di grande capacità manipolativa nei confronti dei minori” e sottolinea che “l’unica soluzione” per l’nteresse dei bambini è stare con il loro padre, che viene identificato come “comprensivo”, “responsabile” e pronto a permettere ai suoi figli di continuare a mantenere una relazione con la donna che li ha messi al mondo.

Juana Rivas ha restituito i suoi due figli ad Arcuri nell’agosto 2017. Da allora i due bambini risiedono con il loro padre a Carloforte, una piccola isola nel sud della Sardegna, dove la Rivas ha una casa e fino ad ora i bambini hanno trascorso molti fine settimana con lei. Da  ora potranno farlo solo secondo il regime stabilito dal tribunale di Cagliari. Nel 2016 Juana Rivas raccontò di essere fuggita in Spagna perché il suo compagno la picchiava. Presentò una denuncia che non ebbe effetto. La sentenza del Tribunale di Cagliari cita, appunto, la decisione di un tribunale di Granada nel 2009 che ha condannato Arcuri a tre mesi di carcere per maltrattamenti in famiglia. Ma in quest’ultima sentenza, non viene presa in considerazione una successiva denuncia da parte della Rivas contro Arcuri, che è in attesa di giudizio.

In questa nuova sentenza sull’affido dei figli, la giustizia italiana ha basato la sua decisione su “una pluralità di comportamenti” di Juana Rivas Rivas. Nello specifico, si cita la violazione della custodia nel 2016 e un’altra situazione “simile” nell’ottobre 2018, quando ha trattenuto i bambini per un paio di giorni in più rispetto al regime di visita dettato.

Nella sentenza, i tre giudici che hanno dato l’affido esclusivo ad Arcuri (il padre) fanno affermazioni severe su Juana Rivas. Dichiarano che la donna ha “una grande capacità manipolativa nel rapporto con i minori” e che “giustifica” il proprio comportamento come vittima della violenza di genere.

Si è anche constatato che la madre “ha dimostrato con il suo comportamento di essere assolutamente inconsapevole del danno che ha causato” ai bambini quando li ha separati da loro padre. “Mostra un funzionamento psichico severamente patologico associato a una disorganizzazione del pensiero”.

L’avvocato di Rivas, María Eugenia Álvarez, presenterà un appello a una sentenza che considera “assolutamente ingiusta” perché, secondo lei, si basa solo sui postulati della difesa di Arcuri. “Non ha tenuto conto della vita passata di questa famiglia e di tutti gli abusi che la madre e i bambini hanno avuto. Almeno siamo riusciti a garantire Juana l’autorità genitoriale sui suoi figli e di poterli portare in Spagna durante le vacanze, il che dimostra che la sentenza si fida di lei. Ma dobbiamo continuare a combattere. ”

L’avvocato spagnolo di Francesco Arcuri, Enrique Zambrano, spiega che il suo cliente “è soddisfatto” della sentenza e ritiene “positivo” che la donna si sottoponga a un programma di riapprendimento della genitorialità. Precisamente, la sentenza della corte italiana assicura che “il rapporto del figlio con la madre sembrava patologico perché mancava di reciprocità e si basava sul controllo e sul desiderio del bambino di compiacere la madre”. Chi non ha mai smesso di sostenere e credere in Juana Rivas è Francisca Granados, direttrice del Centro per le donne di Maracena che è in contatto permanente con lei. “In quella sentenza si sono dette cose orribili su Juana. Ma sono sicura che non reggerà all’appello e che la reputazione di questa donna, che vuole solo il bene dei suoi figli non ne uscirà macchiata. ”

Andros Lozano @AndrosLozano

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