Il caso Juana Rivas: ulteriori sviluppi – 22.7.2025

Il caso di Juana Rivas, che nel 2016 aveva scosso l’opinione pubblica spagnola e internazionale per la sua battaglia legale contro l’ex partner Francesco Arcuri, continua a essere al centro dell’attenzione. Come riportato nel nostro blog all’epoca, Rivas aveva portato i suoi due figli in Spagna dall’Italia, denunciando Arcuri per violenza di genere e rifiutandosi di restituirli al padre, decisione che l’ha portata a essere condannata per sottrazione di minori. A distanza di anni, la disputa sulla custodia dei figli rimane complessa e carica di tensione.

Il 22 luglio 2025, il Tribunale di Prima Istanza n. 3 di Granada ha ordinato la consegna del figlio minore, Daniel, a Francesco Arcuri, per il ritorno in Italia. Questo ordine è stato confermato nonostante il ricorso di Rivas al Tribunale Costituzionale spagnolo, che il 22 luglio ha respinto la richiesta di misure cautelari, definendola “prematura” e priva di “rilevanza costituzionale”. Di conseguenza, Rivas ha rispettato l’ordine, consegnando Daniel al Punto di Incontro Familiare di Granada, da dove è stato portato in Italia da Arcuri. Questo evento ha segnato un momento cruciale, con Arcuri che ha chiesto ai media rispetto per la privacy del figlio.

Parallelamente, in Italia, Francesco Arcuri è sotto processo per presunti maltrattamenti gravi e abituali nei confronti dei figli, con un’udienza fissata per il 18 settembre 2025. La difesa di Rivas ha cercato di sfruttare queste accuse per impedire la consegna di Daniel, ma il pubblico ministero italiano dei minori ha stabilito a gennaio 2025 che non vi erano ostacoli al ritorno del minore in Sardegna. Nel dicembre 2024, durante una visita natalizia a Granada, Daniel aveva espresso timore di tornare dal padre, denunciando presunti maltrattamenti. Questo aveva portato a una misura cautelare temporanea che ha permesso al minore di rimanere in Spagna fino a gennaio 2025, ma il Tribunale per la Violenza sulle Donne di Granada ha successivamente classificato i fatti come violenza domestica, non di genere, rimettendo il caso a un altro tribunale.

Il caso continua a dividere l’opinione pubblica. Su piattaforme come X, alcuni utenti sostengono Rivas, sottolineando la condanna di Arcuri per maltrattamenti nel 2009 e il processo in corso in Italia, mentre altri accusano Rivas di manipolazione e chiedono giustizia per Arcuri, sostenendo che sia vittima di una campagna mediatica. Il movimento femminista, che nel 2016 si era mobilitato con l’hashtag #JuanaEstáEnMiCasa, continua a supportare Rivas, mentre il dibattito sull’interesse superiore del minore rimane centrale.

Questo caso evidenzia le complessità dei conflitti giudiziari transnazionali, dove le accuse di violenza si intrecciano con le decisioni sulla custodia.

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