Calabria: la coordinatrice delle donne PD riconosce l’alienazione parentale – 9.11.2020

(9/11/2020) Siamo ormai abituati a prese di posizione ideologiche – in genere provenienti da esponenti politici di sinistra più o meno estrema- volte a negare l’esistenza dell’alienazione parentale.

Ma oggi c’è una buona notizia.

In Calabria, Teresa Esposito, coordinatrice regionale delle donne PD, ha espresso il suo plauso al questore di Catanzaro per un provvedimento di ammonimento a carico di un uomo che con reiterate condotte minacciose cercava di intimidire la ex moglie e di metterle contro i figli.

Secondo Teresa Esposito «Il provvedimento emesso dalla Questura di Catanzaro ha dei tratti rivoluzionari perché parla apertamente di tentativi di alienazione parentale, ossia quella serie di comportamenti che mirano a screditare un genitore agli occhi dei figli fino al punto di neutralizzare la figura genitoriale stessa. Tentativi di condizionamenti mirati ad annientare il rapporto genitore-figli e a compromettere il sano ed equilibrato sviluppo psicologico dei minori. Per chi, anche in politica, lotta per il superamento delle violenze di genere, sapere che ci sono istituzioni a cui affidarsi in caso di necessità, nonostante lockdown e zone rosse, ci rende sereni e orgogliosi».

Anche la consigliera regionale di parità, Tonia Stumpo si è complimentata con il questore: «il contrasto e la prevenzione della violenza di genere deve avvenire quotidianamente e con i fatti». «In questi mesi – ha continuato – silenziosamente ma laboriosamente abbiamo fatto muro attorno a una faccenda dolorosa e inquietante che ha toccato una madre e una donna che con coraggio e determinazione ha deciso di rivolgersi alle istituzioni. Istituzioni che non sono rimaste sorde e immobili e che hanno provveduto a fare rete intorno a lei. Ringrazio pubblicamente la Questura di Catanzaro che a seguito della mia segnalazione e poi dell’istanza della donna è intervenuta con un celere ammonimento. D’altronde l’ufficio diretto dal Dott. Mario Finocchiaro si è contraddistinto positivamente già durante i mesi del primo lockdown adottando ben 100 misure di prevenzione e dimostrando concreta vicinanza alla tutela delle donne».

La notizia è stata riportata dal portale www.lacnews24.it  che ricostruisce la vicenda riportando dettagli significativi:

Un noto imprenditore catanzarese, operante nel settore della domotica, dei sistemi di allarme e della videosorveglianza, è stato ammonito per stalking dal Questore di Catanzaro.
Il provvedimento, emesso giovedì scorso, ripercorre numerosi fatti che il Questore ha qualificato come “reiterate condotte moleste e minacciose” nei confronti della ex moglie, tali da provocarle “uno stato di grave e perdurante ansia fino a temere per la propria incolumità con conseguente alterazione delle proprie abitudini di vita”. L’imprenditore da circa due anni perseguitava l’ex moglie con email e messaggi denigratori, utilizzando le visite ai figli minorenni come mezzo di conflitto e vessazione. Per il Questore, difatti, i comportamenti dell’uomo nei confronti della donna erano tesi a sminuire la sua qualità di genitore con interferenze nella sua vita, sia in campo lavorativo che relazionale. Inoltre, il provvedimento parla espressamente di “tentativo di alienazione sociale e parentale”.
Tra le condotte denunciate vi è anche quella, non di poco conto, di aver utilizzato il sistema di videosorveglianza installato dall’uomo nella ex casa familiare per spiare la moglie. Da sottolineare, però, la collaborazione della sua società con le istituzioni pubbliche tra cui la Provincia di Catanzaro e la stessa Questura.

Tanto di cappello quindi alle donne del PD Calabrese che hanno saputo scegliere una rappresentante così intelligente. E che dirà la senatrice Valeria Valente che si è così tanto spesa contro il riconoscimento dell’alienazione parentale? Assisteremo presto ad un commissarimento delle donne del PD calabrese? Non possiamo saperlo per ora, seguiremo con attenzione il seguito di questa vicenda.

9 novembre 2020

Fonte/Credits: https://www.lacnews24.it/

 

POST SCRIPTUM 1:

Pare che la Esposito sia stata richiamata all’ordine da qualcuno. In un articolo pubblicato da Quotidiano del Sud si parla di un fraintendimento. Ma si conferma però che il questore nel suo provvedimento ha fatto riferimento esplicito all’alienazione parentale tentata da un padre ai danni della madre, per metterle contro i figli.

VIBO VALENTIA – «Il provvedimento di ammonimento del Questore di Catanzaro Mario Finocchiaro nei confronti di un noto imprenditore locale che teneva comportamenti di stalking nei confronti della moglie è certamente un fatto positivo. La denuncia di una donna coraggiosa ha trovato ascolto da parte delle istituzioni, e questo è molto importante e premia l’impegno di tutti noi. Spiace quindi che io sia stata fraintesa sul ricorso del questore al concetto di alienazione parentale e che le mie parole siano state strumentalizzate. Non è infatti corretto utilizzare, neanche in questo contesto, il concetto di alienazione parentale che non ha fondamento scientifico. La mia dichiarazione nella quale sbagliando ho fatto riferimento all’alienazione parentale era infatti molto più generica».

Lo dice la coordinatrice regionale Pd delle donne della Calabria, Teresa Esposito sottolineando che «per questo è importante la formazione di tutti gli operatori e che venga data corretta attenzione alla violenza indiretta sui minori nei casi di violenza domestica».

www.quotidianodelsud.it

 

POST SCRIPTUM 2:

Anche la senatrice Valeria Valente ha fatto sentire la sua voce, rammaricandosi per il fatto che sia stata nominata la parola deplorevole “alienazione parentale”. In futuro negli ambienti politicamente corretti sarà necessario usare una circolocuzione come si usa negli Stati Uniti per certi termini offensivi (forse diranno “the A word” per indicare quella cosa che non si può individuare con il suo nome). Comunque a beneficio dei lettori ecco il comunicato della Valente pubblicato su Facebook il 13 novembre 2020:

Sono qui di nuovo a parlare di Pas, una presunta sindrome priva di alcun fondamento scientifico. Proprio in queste ore il questore di Catanzaro Mario Finocchiaro, in un provvedimento molto positivo di ammonimento per stalking nei confronti di un uomo che vessava la moglie, ha purtroppo fatto ricorso al concetto di alienazione sociale e parentale, per descrivere il comportamento dell’uomo nei confronti della moglie e dei figli minori.

Sono rammaricata, ma soprattutto preoccupata da questa scelta. Ricordo che l’alienazione parentale non è un comportamento patologico riconosciuto a livello scientifico e che troppe volte viene utilizzato, o comunque richiamato, in ambito processuale per descrivere il comprensibile disagio e allontanamento dei figli nei confronti del genitore maltrattante, dandone la colpa all’altro genitore, generalmente la mamma.
segue su:
https://www.facebook.com/valeriavalenteufficiale/photos/a.699859276785551/3080206462084142/

 

POST SCRIPTUM 3:

Quelle che negano l’alienazione parentale dopo aver intimato il silenzio a Teresa Esposito si sono rese conto che si trattava di una mezza vittoria, in quanto evidentemente la Rappresentante delle Donne PD Calabria non conta nulla nella nomenclatura del partito. Dopo aver riletto attentamente la notizia di stampa hanno finalmente capito che a riconoscere l’alienazione parentale non è stata la povera Teresa Esposito, ma un organo dello Stato, il Questore di Catanzaro. Ecco allora il 14 novembre una lettera che intima la rettifica anche al Questore, il dottor Mario Finocchiaro. Risponderà mandandole a quel paese? Staremo a vedere.

ll.mo Dott. Mario Finocchiaro,

apprendiamo dalla stampa che, recentemente, ha emesso un provvedimento di ammonimento a carico di un noto imprenditore locale che teneva comportamenti di stalking nei confronti della moglie.Nell’ esprimere la nostra soddisfazione per l’emissione di un provvedimento a tutela di una donna vittima di atti persecutori da parte del marito, noi donne dell’UDI – Unione Donne in Italia – di Catanzaro tuttavia non possiamo esimerci dal manifestare la nostra più viva preoccupazione per l’utilizzo, in detto provvedimento, del termine “alienazione parentale”. Segue su https://udicatanzaro.wordpress.com/

 

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