Tanto tuonò che piovve: il Ministro della Salute riconosce l’alienazione parentale

Alla fine la senatrice Valeria Valente del PD ha avuto la risposta che chiedeva a gran voce al Ministro della Salute Roberto Speranza in una interrogazione del 30 ottobre 2019.

La senatrice Valente aveva chiesto al Ministro della Salute di attivarsi per impedire gli allontanamenti dalla madre alienante, recitando la solita litania anti-PAS (“non esiste”, “costrutto ascientifico” ecc.).

Il Ministro le ha risposto con una nota (che alleghiamo) dove ricostruisce il concetto di alienazione parentale. Secondo il Ministro non si tratta di una patologia psichiatrica (in termini tecnici non è un “disturbo”) bensì di un problema relazionale, come è chiarito anche dal famoso catalogo DSM, che il Ministro cita a sostegno della sua posizione. Quindi questa “cosa” esiste, e si tratta di “un grave fattore di rischio evolutivo per lo sviluppo psicologico ed affettivo del minore”. Nè più nè meno di quanto scriviamo da anni noi su questo blog, riportando testualmente i pareri dei più illustri studiosi italiani e stranieri. E che si tratti di una completa accettazione della teoria standard dell’alienazione parentale come processo psicologico è confermato da un commento di Marco Pingitore alla nota del Ministro.

Consentitemi un sincero ringraziamento all’On. Valeria Valente la cui interrogazione al Ministro ha permesso di chiarire meglio la questione dell’AP. Infine, un sentito ringraziamento a tutte quelle persone che da anni si sforzano di demolire la teoria dell’alienazione parentale. Quando posso leggo sempre con estremo interesse le loro teorie da cui cerco di estrapolare il meglio per apportare correttivi e chiarimenti alla teoria scientifica dell’AP.
Un implicito gioco di squadra, proprio come l’alienazione parentale, in cui ogni giocatore è parte attiva. [Marco Pingitore 10.6.2020]

E la senatrice come l’ha presa? Non ha capito quanto le è stato scritto (in un italiano piano e semplice, ma tant’è). Infatti ha cantato vittoria con un comunicato pubblicato da DiRE.

Più intelligenti di lei sono state alcune blogger, come la famosa Ricciocorno che imbeccata da una fan ha preso tempo per approfondire prima di pronunciarsi.

Anche Nadia Somma ha fatto capire di aver mangiato la foglia e di non essere per nulla soddisfatta della risposta del Ministro. Insomma, da questa vicenda esce uno spaccato del nostro paese che conferma quanto sostengono alcuni commentatori: la nostra classe politica ha risorse di intelligenza sempre più limitate, tanto da non capire i problemi di cui si occupa. Si salvano i cittadini che come il Ricciocorno o Nadia Somma dedicano il loro tempo libero ad una causa. Non si capisce però perchè questi cittadini così bene informati continuino a votare politici così limitati.ministero_salute_pas_29maggio2020

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