L’appello di Yasmin Abo-Loha alle femministe che cercano di negare che alienare un bambino è un abuso

La dott. Yasmin Abo Loha, coordinatrice in Italia dei programmi ECPAT (organizzazione internazionale impegnata sin dal 1990 a difendere i bambini e gli adolescenti dallo sfruttamento sessuale, in collaborazione con il Consiglio d’Europa ed il Ministero delle Pari Opportunità) lancia un appello alla ragione a quella corrente minoritaria del femminismo che tenta di negare che l’Alienazione Genitoriale (PAS) è un abuso sull’infanzia agitando lo spettro della pedofila (altra forma di abuso, contro cui Yasmin Abo Loha è seriamente impegnata):

Sorelle, una riflessione: forse nello stroncare a prescindere si cade nell’errore.

La PAS purtroppo esiste, non è l’invenzione di un povero pazzo come voi vorreste insinuare.  In tutto il mondo gli studi di Gardner hanno trovato riscontro a livello universitario, in Italia sono stati approfonditi da una moltitudine di accademici ambosessi, da Guglielmo Gullotta (TO) ad Isabella Buzzi (MI), da Vittorio Vezzetti (VA) a Loretta Ubaldi (RM).

La vostra analisi della PAS, inoltre, parte da un presupposto falso: il bambino che rifiuta di incontrare il padre perché dal padre è stato abusato, dovrebbe essere costretto ad incontrarlo forzatamente se solo questi dichiarasse che è la madre a “programmarlo”.

Ma stiamo scherzando?

Sorelle, ma dove avete letto Gardner ?

La PAS non ha nulla a che vedere con gli abusi sessuali. Il condizionamento del figlio avviene gradatamente attraverso la riscrittura dei ricordi, la complicità indotta dal genitore programmante, la denigrazione continua del genitore bersaglio e l’applicazione sistematica di caratteristiche negative ad ogni sua iniziativa.

L’obbiettivo è quello di generare nei bambini programmati il rifiuto di frequentare il genitore bersaglio, anche senza che sia mai stata presentata alcuna denuncia per abusi sessuali.

Il genitore “programmante” considera i figli un proprio possesso esclusivo, non vuole che l’ex coniuge abbia alcun ruolo nel processo di crescita, quindi condiziona i figli a rifiutare gli incontri per poi dire “io non mi oppongo, sono loro che non vogliono andare dal padre”.  Egli rifiuta di riconoscere un particolare: ha lavorato nell’ombra mesi, a volte anni, per raggiungere il risultato voluto. A volte si può innescare il processo contrario: il genitore programmante ha bisogno di trovare uno straccio di motivazione al rifiuto dei figli, quindi insinua la più turpe delle accuse.

In ogni caso, il più grande atto di disinformazione è insinuare che per il padre sia sufficiente dire “c’è la PAS” per togliere i figli alla madre. La PAS, se c’è, deve essere diagnosticata da un consulente nominato dal Tribunale.  Non si tratta quindi di uno strumento dato ai padri pedofili/aguzzini per continuare ad abusare dei propri figli.

È falso, sfacciatamente falso, vergognosamente falso.

Si tratta di predisporre i dovuti accertamenti (ad opera di personale appositamente formato) per evitare che un genitore consideri i figli una proprietà da togliere all’altro, e per raggiungere il suo scopo sia disposto a tutto, anche a violentare emotivamente i figli stessi.

Indurre all’odio verso un genitore è un abuso nei confronti dei figli, vogliamo riconoscerlo?

Sorelle, la PAS non si è mai occupata di pedofilia, come mai questa forzatura così accanita? Ho tutta la letteratura scientifica di Gardner in lingua originale, se può servire consultiamola insieme, punto per punto.  Come mai la sequela di informazioni distorte, denigratorie, inventate ? Come mai lo spettro della pedofilia viene fato aleggiare su ciò che non vi piaccia, dall’affido condiviso alla PAS ?  Come mai questa maniacale ricerca del legame con la pedofilia, tirato a forza su  argomenti con i quali non nulla ha a che fare?

Questa sessualizzazione forzata per generare terrore, questa fobia per il sesso è di stampo clericale, non certo di sinistra. Sembra di sentir parlare Ratzinger…

Inoltre, in merito all’allontanamento dei figli dal genitore violento…  sacrosanto, ma quando il genitore violento è la madre ?  Qualcuna di noi può sostenere che nessuna madre abbia mai fatto del male, fisicamente ed emotivamente, ai propri figli? Tutte le ricerche mondiali dimostrano il contrario.  Secondo Bunny Sewell “in tutto il mondo l’82% delle persone subiscono la loro prima esperienza violenta per mano di una donna”.  Per un caso che emerge ce ne sono mille che rimangono nel silenzio delle mura domestiche, milioni di casi di violenza quotidiana dei quali non si saprà mai nulla.

Ridurre il problema al facile teorema donna-buona/uomo-cattivo appare limitativo, colpevolmente miope, gravemente fuorviante. “Noi siamo il Bene, loro il Male”, “Noi l’amore, loro l’odio”….Anche questo non è di sinistra, sembra di sentir parlare l’omino di Arcore.  Io non mi sento ne’ fragile, ne’ indifesa, ne’ tantomeno alla mercè del mio compagno che ho scelto solo per il gusto perverso di avere un criminale in casa.

Non voglio pensare che “femminismo”, termine e concetto in cui credo, si riduca a sinonimo di cieco odio antimaschile.

Pensiamoci, Vi prego, per non prestare il fianco a facili contestazioni.

[Fonte]

Yasmine Abo Loha Coordinatrice dei Progetti ECPAT ITALIA

 

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