Tribunale di Lecce: il percorso Family Bridges per trattare il rifiuto genitoriale – 23.6.2025

Un’innovazione storica nel diritto di famiglia

Il diritto di famiglia continua a confrontarsi con sfide complesse, soprattutto quando si tratta di tutelare l’interesse superiore del minore in contesti di alta conflittualità genitoriale. Un recente provvedimento del Tribunale di Lecce, datato 13 giugno 2025 (Ordinanza, Est. Carra), segnalato dalla sezione locale dell’Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia, offre spunti di riflessione su come la giustizia possa innovare per rispondere a situazioni patologiche, come il rifiuto genitoriale.

Secondo quanto riportato, il caso riguarda un minore che, vivendo un rapporto simbiotico con il padre collocatario, ha maturato un rifiuto ostinato verso la figura materna, al punto da considerarla “superflua”. Il Tribunale, accogliendo il progetto elaborato dal Curatore Speciale in collaborazione con i Servizi Sociali, ha disposto un intervento mirato: un percorso di 15 giorni in una struttura residenziale durante l’estate, basato sul programma Family Bridges. Ideato dallo psicologo americano Richard A. Warshak, il Family Bridges prevede un percorso residenziale di 15 giorni con figure specializzate, volto a ‘decontaminare’ il minore dall’influenza di un genitore. In sostanza, mira a liberare il minore dall’influenza del genitore preferito e a ricostruire il rapporto con quello rifiutato, in questo caso la madre.

L’ordinanza si distingue per il suo impegno a promuovere la bigenitorialità, principio cardine del nostro ordinamento, anche di fronte a dinamiche che richiamano il fenomeno dell’alienazione parentale – pur non riconosciuta come patologia dalla giurisprudenza italiana. Il giudice ha ammonito il padre collocatario, invitandolo a evitare condotte ostruzionistiche, pena provvedimenti limitativi della responsabilità genitoriale o modifiche al regime di collocamento del minore. Questo sottolinea la determinazione del Tribunale a non tollerare comportamenti che compromettano il diritto del minore a mantenere relazioni significative con entrambi i genitori.
Un aspetto particolarmente interessante è l’adozione di una strategia non convenzionale come Family Bridges. L’inserimento temporaneo del minore in un contesto neutro, affiancato da figure specializzate e psicoterapeuti, rappresenta un tentativo innovativo di favorire una maggiore consapevolezza critica nelle scelte del minore e di riaprire un dialogo con il genitore rifiutato. Questo approccio dimostra come i tribunali italiani siano sempre più aperti a soluzioni alternative, soprattutto quando gli strumenti tradizionali non producono risultati. Se da un lato questa ordinanza apre nuove prospettive, resta da valutare l’efficacia di un approccio così innovativo nel contesto italiano, dove i casi di rifiuto genitoriale sono spesso complessi e multifattoriali.

Il provvedimento del Tribunale di Lecce ci ricorda l’importanza di un sistema giudiziario che, pur operando in situazioni di estrema complessità, pone al centro il benessere del minore. La collaborazione tra Curatore Speciale, Servizi Sociali e magistratura evidenzia, inoltre, il valore di un lavoro multidisciplinare per affrontare le sfide del diritto di famiglia. Resta da augurarsi che progetti come quello descritto possano ispirare ulteriori interventi innovativi, capaci di garantire il diritto di ogni bambino a crescere con il sostegno di entrambe le figure genitoriali.

Ringraziamo l’Avv. Stefano Sinisi e la sezione Ondif di Lecce.

23 giugno 2025

Fonte: Avv. Stefano Sinisi, Ondif Lecce, https://www.osservatoriofamiglia.it/contenuti/17521971

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