Un padre di Cremona, dopo oltre un decennio di controversie giudiziarie, ha ottenuto l’affidamento esclusivo della figlia minore.
Secondo il suo racconto riportato da La Provincia di Cremona, tutto inizia nel 2012 con la separazione dalla ex moglie. Per anni il contatto con la bambina è stato limitato o impossibile. Nel 2019 la situazione precipita: la madre denuncia l’uomo per presunti atti sessuali sulla figlia (allora di 9 anni), abusi di mezzi di correzione e mancato pagamento integrale degli alimenti. Accuse gravissime, ma giudicate infondate: il gip archivia il procedimento il 29 giugno 2020 “per infondatezza della notizia di reato”.
Il padre sostiene che la ex abbia progressivamente manipolato la bambina, inducendola a rifiutarlo e arrivando – secondo la sua versione – ad alterarne i ricordi. Nel 2021 la donna cambia residenza della figlia (portandola fuori provincia), numero di telefono e scuola senza informarlo, violando – a suo dire – un provvedimento del Tribunale per i minorenni di Brescia. Questi comportamenti hanno portato la Procura ad accusarla di sottrazione di minore e ostacolo ai rapporti con l’altro genitore; la donna è ora a processo.
Un uomo «annientato, incredulo» per dirla con l’avvocato Marilena Gigliotti, quando, nel 2019, scopre che l’ex moglie lo ha denunciato, accusandolo di atti sessuali sulla figlia. La mamma, si scoprirà poi, ha manipolata la bambina. «La bambina mi era stata messa contro e non mi voleva vedere», fa mettere a verbale il padre. Addirittura, la madre allega alla querela alcuni disegni della figlia. Il padre non esiste, la piccola si firma con il cognome del nuovo compagno di mamma. La finalità ella dona è di ottenere dal Tribunale per i minorenni di Brescia la decadenza della responsabilità genitoriale del padre e l’affido esclusivo della figlia a lei. Durante l’indagine sui presunti abusi, la bambina viene sentita. E il castello di bugie crolla. Archiviazione. E in nulla finiscono anche altre due querele della donna contro l’ex marito. (La Provincia di Cremona)
Il padre descrive anni di impotenza: «Potevo andare a casa sua per vedere la bambina, ma dopo le denunce i legali mi hanno consigliato di non stressarla durante le indagini». Ora la figlia vive con lui e il legame sta lentamente ricostituendosi.
Ma a febbraio 2023 il Tribunale per i minori ha deciso l’affidamento esclusivo alla bambina al padre. La madre può vederla solo in incontri protetti. L’avvocato del padre, Marilena Gigliotti, ha definito la vicenda “molto faticosa”, sottolineando come le condotte materne siano andate “ben oltre l’alienazione parentale”, con alterazione dei ricordi della piccola.
Questa storia porta alla luce temi delicati come l’alienazione parentale, le false accuse nei procedimenti familiari e le difficoltà di far rispettare i provvedimenti giudiziari. Casi simili mostrano quanto sia complesso bilanciare la tutela del minore con il diritto di entrambi i genitori a mantenere un rapporto significativo.
30 gennaio 2026