Padre alienante a Brescia… Chi sarà a negare l’alienazione? – 3.1.23

IL GIORNO denuncia la situazione  di una madre di Brescia che non riesce più a vedere i suoi tre figli, trattenuti dal ex che vive in un’altra città e messi contro di lei con false accuse.

Non sono noti i precedenti della vicenda ma trattandosi di un caso di alienazione parentale condotta dal padre a danno della madre, sarebbe interessante conoscere la posizione delle figure pubbliche che si proclamano paladine dei diritti delle donne vittime di violenza istituzionale. Che cosa hanno fatto per tutelare questa donna privata dei figli?

E la seconda curiosità che suscita questo caso riguarda la posizione di questo padre, che, a sua volta, probabilmente si dichiara vittima della malagiustizia (infatti le varie CTU gli hanno dato sempre torto).

Insomma si tratta di un caso esemplare  che serve da cartina di tornasole per evidenziare la buona o la mala fede di molti personaggi che si sono esposti in questi anni sul tema dell’alienazione parentale. Facciamo un’ipotesi: vuoi vedere che questo padre è un accanito negatore dell’esistenza dell’alienazione parentale? E vuoi vedere che proprio le paladine delle madri lo hanno preso sotto la loro protezione? A pensare male si fa peccato, ma a volte si indovina.

“Lontana dai miei figli da 11 mesi”. A Ghedi una mamma minaccia gesti eclatanti

Dopo un matrimonio finito e un provvedimento di affidamento congiunto dei tre ragazzi

Ghedi (Brescia) – La scorsa primavera si era incatenata due volte fuori dal tribunale per protestare e chiedere aiuto dal momento che l’ex, padre dei suoi tre figli, due femmine di 14 e 12 anni e un maschio di 10, non le faceva vedere i bambini da 102 giorni a dispetto di un provvedimento di affidamento congiunto, a settimane alterne. Nel corso dei mesi la situazione non è cambiata di una virgola e questa mamma, una 40nne di Ghedi, è tornata alla carica con la forza della disperazione per denunciare una vicenda che ormai ha assunto i contorni di un caso di alienazione parentale.

E ogni giorno che passa, dice lei, diventa sempre più “surreale”. “Se nulla si smuove dopo le feste mi vedrò costretta a un’azione forte”, annuncia. La storia con l’ex, un ufficiale dell’Aeronautica, durata dal 2007 al 2015 (“Decisi di separarmi dopo anni di violenze psicologiche e fisiche”) si è trasformata in un calvario che le sta “logorando l’esistenza”, tanto da averla obbligata a un percorso psicoterapeutico e a una vita scandita dai contatti con i suoi avvocati, Paola Landi e Gianluca Venturini. Dopo la separazione, la coppia è sprofondata in un tunnel di denunce reciproche.

Lui ha denunciato lei per avere mollato uno schiaffo alla primogenita (la procura ha chiesto l’archiviazione ma l’ex si oppone), lei invece ha denunciato lui per stalking, diffamazione, sottrazione di minore, inottemperanza di tre provvedimenti del giudice (e il fascicolo è pendente).
“Dal 27 febbraio 2022 non vedo i miei ragazzi, da quando cioè il padre, che vive e lavora a Roma, li ha portati con sé e li ha convinti che sono una madre maltrattante e inadeguata – fa sapere la donna. Ma non ho nulla di cui avere timore, sono sempre stata un’ottima mamma e i miei figli erano sereni e felici”. A suo favore la signora, che interagisce con loro a fatica solo con videochiamate, ha tre perizie (ctu). L’ultima, del novembre 2022 addirittura avallerebbe la sua idoneità genitoriale inquadrando il padre come un soggetto “manipolatore” e “antisociale”. Eppure, nonostante siano stati scomodati a ripetizione giudici, magistrati, l’Unicef, l’Aeronautica, non si muove una foglia. “Più il tempo passa e più i ragazzi si allontanano. Sono costretti anche loro a subire la violenza psicologica che ho subito io per 8 anni da parte di un uomo controllante, ossessivo, aggressivo e dominante”. Di qui l’annuncio di gesti eclatanti: “Non ho nulla da perdere ormai”.

Fonte/Credits: ILGIORNO 

 

Visualizzazioni dopo 11/11/11: 408

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *