Il Tribunale di Venezia affida i figli al padre togliendoli alla madre – Studio Cataldi 30.1.22

Il portale giuridico Studio Cataldi riferisce di una sentenza del Tribunale Civile di Venezia del 17 novembre 2021 che affida i figli al padre in seguito al comportamento oppositivo della madre.

Una mamma che non si attiene alle decisioni giudiziali, rivolge accuse infondate di abusi nei confronti del padre dei suoi figli e non collabora con i Servizi Sociali danneggia i minori. Questa la situazione che porta il Tribunale di Venezia a disporre l’affidamento dei minori ai Servizi sociali, il collocamento prevalente presso il padre e visite protette della madre, ribaltando così le decisioni iniziali, senza fare il minimo cenno nella decisione alla Pas. Nel caso di specie è la condotta della madre la causa del disagio psicologico dei figli. Questo quanto emerge dalla decisione del Tribunale di Venezia dello scorso 17 novembre 2021.

La sentenza è disponibile gratuitamente sul portale in formato pdf. In ogni modo il commento della dott.ssa Annamari Villafrate ricostruisce in ogni minimo dettaglio i passaggi del provvedimento che hanno portato a questa decisione. Non ci sono informazioni sulla sua esecuzione per cui il giudice ha disposto l’uso della forza pubblica.

La vicenda processuale
Una coppia con figli si lascia e inizialmente i minori vengono affidati a entrambi i genitori con collocazione prevalente presso la madre. In seguito viene disposta un’indagine finalizzata ad accertare la capacità genitoriale delle parti e definire in modo adeguato l’affidamento. In seguito però i minori vengono affidati ai Servizi Sociali e viene definito un calendario di incontri tra il padre e i figli e in seguito il collocamento extra-familiare dei minori. La madre si oppone a questa decisione, ma la Corte di Appello di Venezia rigetta il reclamo.

Nel frattempo, in sede penale, il Gip di Venezia archivia i procedimenti penali avviati dalla madre a carico del padre dei minori per i reati di violenza sessuale aggravata.

La situazione complessiva della famiglia viene monitorata dai Servizi sociali e dai Servizi Specialistici territoriali, nei confronti dei quali la madre manifesta diffidenza, opponendosi alla collocazione extra famigliare dei suoi figli e ai contatti degli stessi con il padre, seppur in modalità protetta. Condotte dalle quali emerge l’indisponibilità della donna a collaborare nell’interesse dei figli e la difficoltà a comprendere che il suo atteggiamento oppositivo costituisce la principale causa di disagio dei figli.

La condotta della donna è di continuo ostacolo ai Servizi sociali affidatari, la stessa inoltre rende dichiarazioni pubbliche a giornali, ostacola la frequentazione della scuola da parte dei figli, perché a suo giudizio l’autorità giudiziaria non li sta tutelando a sufficienza.

La condotta oppositiva della madre danneggia i figli – Comportamento che, come emerge da una relazione peritale “si riverbera, in modo ormai conclamato in danno dei figli minori”.

La relazione del C.T.U evidenzia infatti che i minori sono sottoposti, a causa della condotta materna, a una vera e propria forma di abuso psicologico perpetrato con la collaborazione dei nonni, che tengono nei confronti dei minori condotte condizionanti finalizzate ad allontanarli dal padre. Il tutto in netta contrapposizione alle risultanze dei giudizi, anche penali, intrapresi dalla donna per dimostrare le condotte abusanti del padre.

Accuse talmente infondate che il C.T.U a un certo punto, pur confermando l’affidamento dei minori ai servizi sociali, ritiene di dover indicare, come soluzione migliore, il collocamento dei bimbi presso il padre, il diritto di visita della madre in uno spazio neutro e un percorso di sostegno alla genitorialità.

Figli affidati ai servizi sociali ma collocati presso il padre – Alla luce degli eventi descritti il Tribunale di Venezia, con la decisione del 17 novembre 2021 decide di affidare i minori in via provvisoria ai Servizi Sociali, con collocazione prevalente presso il padre, conservando il diritto di visita della madre in modalità protetta. Il Tribunale autorizza l’uso della forza pubblica per garantire il rispetto della decisione, dispone che i Servizi sociali monitorino e segnalino con sollecitudine condizioni di pregiudizio per i minori a causa degli inadempimenti degli obblighi genitoriali e che relazionino l’attività svolta

30 gennaio 2022

Fonte/Credits: Studio Cataldi/Annamaria VIllafrate.

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