Secondo un articolo pubblicato su canestrinilex.com, il 15 aprile 2025 il Tribunale di Roma ha accertato la portata diffamatoria di diversi articoli pubblicati da La Repubblica a firma di Maria Novella De Luca, che riportavano la versione di Laura Massaro, ex compagna di Apadula, dipingendolo come un padre indegno e violento senza dar spazio alla sua replica. Gli articoli, pubblicati a partire dal 4 gennaio 2020, sono stati giudicati privi dei requisiti di verità e continenza, ledendo l’onore e la reputazione di Apadula.
La querela si inserisce in una lunga disputa giudiziaria tra Giuseppe Apadula e Laura Massaro, madre di suo figlio, che ha pubblicamente accusato Apadula di violenza, accuse poi smentite da sentenze e consulenze giudiziarie. La Repubblica avrebbe sostenuto la versione di Massaro in oltre 10 articoli, senza verificare adeguatamente le fonti giudiziarie e rifiutando repliche da parte di Apadula. Questo ha portato alla condanna per diffamazione, poiché gli articoli mancavano di veridicità e continenza, requisiti fondamentali per il diritto di cronaca.
Gedi News Network S.p.A., Maurizio Molinari e Maria Novella De Luca sono stati condannati in solido al pagamento di 30.000 euro a titolo di risarcimento danni, con Maria Novella De Luca responsabile per il 50% dell’importo. La sentenza ha anche disposto la pubblicazione di un estratto della decisione su La Repubblica.
In precedenza lafionda.com aveva riportato la notizia di una condanna per diffamazione aggravata contro l’agenzia di stampa D.I.Re. per aver dipinto Apadula come violento in 70 articoli, nonostante le accuse fossero state archiviate. Questo caso, pur riguardando un’altra testata, conferma il pattern di rappresentazioni mediatiche distorte contro Apadula.
Il sito lecodellitorale.it riporta una la notizia di una querela di Apadula contro l’europarlamentare Pina Picierno per diffamazione, legata a dichiarazioni pubbliche a sostegno di Massaro, indicando un più ampio sforzo di Apadula per contrastare rappresentazioni mediatiche distorte.
Le fonti sottolineano che, secondo il diritto italiano, il giornalismo giudiziario deve basarsi su atti ufficiali e verificare la veridicità delle notizie. La sentenza contro La Repubblica evidenzia come la mancanza di tale verifica e l’assenza di contraddittorio abbiano portato alla condanna per diffamazione. Inoltre, il direttore responsabile è ritenuto responsabile per omesso controllo sui contenuti pubblicati, come previsto dall’art. 57 del codice penale italiano.
15 aprile 2025