Foti come Tortora? Perchè i radicali hanno preso una cantonata – 24.10.20

Il 23 ottobre 2020 si è svolta una conferenza stampa organizzata dal Partito Radicale. La locandina portava il titolo “Parliamo di Bibbiano. Il caso Foti“. Un trasparente riferimento alla storica battaglia in difesa di Enzo Tortora che i Radicali di Pannella fecero negli anni 80.

Ma ha senso paragonare Tortora a Foti?

E’  una gigantesca castroneria, per una serie di motivi.

Innanzitutto Tortora venne accusato senza prove di un reato inverosimile, aver spacciato cocaina nel suo ambiente di lavoro. L’unica prova a suo carico era la parola di un pentito che poteva avere motivi validi per mentire.

Invece Foti viene accusato con una serie di prove, tra cui la registrazione di una seduta di terapia da lui stesso prodotta a discarico, e ritenuta dal magistrato valida come prova di accusa.

Ma la differenza più stridente tra i due casi è la personalità dei due accusati. Tortora era un innocuo presentatore TV che non aveva mai fatto uso della sua professione per accusare il prossimo di reati infamanti. Foti invece nella sua lunga carriera ha servito come consulente dell’accusa per reati di abuso sessuale sui minori. Ci sono stati casi in cui gli accusati sono stati assolti dopo un lungo calvario. Nel caso di Biella si sono suicidati prima dell’inizio processo.

Mettiamola così, è come se i Radicali dei tempi di Pannella avessero preso le difese di qualcuno dei giustizialisti che accusavano Tortora su cui fossero emerse prove di manipolazione del processo. E avessero lasciato Tortora a marcire in carcere invece di candidarlo per farlo liberare come fecero nel 1984.

L’iniziativa presa dai Radicali, con l’avvallo dei loro vertici non lascia perplessi solo noi. Lo dimostrano le centinaia di commenti inferociti riportati sulla pagina Facebook da persone che sono state vittima della malagiustizia minorile. E chiedono a gran voce ai radicali “perchè non difendete noi dagli abusi della giustizia?”. Eh già, perchè?

Ma soprattutto, perchè i radicali non si occupano delle migliaia di casi in cui i figli dopo la separazione vengono manipolati psicologicamente e messi contro il padre o la madre? Noi qui ce ne occupiamo da anni, abbiamo raccolto una documentazione importante. Il malfunzionamento della giustizia ha un ruolo fondamentale nell’esito infausto di molte di queste vicende familiari.

Ah già, però Foti sostiene che non esistono. Evidemente ha interlocutori molto in alto nel partito radicale che gli danno ascolto.

 

PS: Il Resto del Carlino è stato tra i pochi a parlare della conferenza stampa, che evidentemente è stato un flop.

Foti, per i Radicali un nuovo caso Tortora

Il partito si schiera al fianco dello psicologo, uno degli imputati chiave di ’Angeli e demoni’. Oggi a Roma la conferenza stampa

Pubblicato il 23 ottobre 2020

di ALESSANDRA CODELUPPI

Il partito Radicale prende sotto la propria ala protettrice lo psicologo Claudio Foti (foto), uno degli imputati-chiave dell’inchiesta ‘Angeli e demoni’ sui presunti affidi illeciti di bambini. Per presentarlo, pur con i dovuti distinguo, come un secondo caso ‘Enzo Tortora’. La vicenda giudiziaria che ha portato Bibbiano, sede dei servizi sociali della Val d’Enza, alla ribalta nazionale, si avvicina a uno snodo importante: per il 30 ottobre è fissata l’udienza preliminare in cui il gup Dario De Luca dovrà decidere se rinviare a giudizio i 24 indagati, tra cui figura il 69enne di Torino, padre del centro ‘Hansel e Gretel’. A pochi giorni di distanza, i Radicali hanno convocato per stamattina alle 11.30 una conferenza per i giornalisti, con tanto di segretario nazionale del partito, Maurizio Turco e del tesoriere Irene Testa. L’oggetto, in un significativo rovesciamento dello slogan accusatorio che fu del centrodestra nella campagna elettorale per le regionali, è “Parlateci di Bibbiano. Parliamo di Bibbiano. Il caso Foti”. Numerose le polemiche sulla pagina Facebook del partito, che replica così: “Scopo di questa conferenza stampa è denunciare le storture del processo mediatico cui è stata sottoposta, sulla base delle sole indagini della polizia giuriziaria passate scientificamente ai giornali, una persona che allo stato è innocente e non è stata ancora processata. Vogliamo far sapere che c’è ancora una parte di mondo che aspetta i processi prima di condannare”. In passato seguito dall’avvocato Andrea Coffari, lo psicologo fondatore del centro ‘Hansel e Gretel’, accusato di frode processuale, abuso d’ufficio e lesioni personali, è ora seguito anche da un nuovo difensore, il legale Giuseppe Rossodivita, che, come emerge dallo stesso invito alla stampa, è anche membro del consiglio generale del partito Radicale. Rossodivita aveva assistito a processo l’ex maresciallo di Correggio Roberto Cesi, assolto da molteplici accuse. Di Foti, oltreché di Rossodivita, è annunciata la presenza all’incontro di stamattina: segno che lo psicologo potrebbe voler dire la sua pubblicamente. Ci saranno anche Luigi Cancrini, ex deputato e psichiatra, consulente della difesa di Foti, e lo psichiatra Antonello D’Elia. Ma al tavolo romano siederà anche l’avvocato reggiano Marco Scarpati: storico militante dei Radicali, nel 2017 nominato anche membro della direzione provinciale del Pd, era stato indagato a piede libero in ‘Angeli e demoni’, e infine archiviato dal gip Luca Ramponi su richiesta del pm Valentina Salvi.

 

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