Fallisce il tentativo dei politici di ostacolare i Giudici che proteggono i bambini dalla PAS

Politici hanno tentato, mediante interrogazioni parlamentari e regionali, di chiedere di «evitare che la diagnosi di PAS possa avere una qualunque valenza giuridica», sollecitando anche l’adozione di iniziative ispettive Tribunali e Servizi Sociali.

Questo attacco contro l’indipendenza della magistratura è curiosamente opera in massima parte di taluni politici del partito IDV, nato per far fronte alla questione morale ma che ora sta scomparendo fra inchieste giornalistiche ed indagini della magistratura.

Il sottosegretario di Stato per la Giustizia, Antonino Gullo ha risposto ricordando ai politici che

«spettano al Ministro della giustizia l’organizzazione ed il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia, dovendosi riservare l’eventuale esercizio dell’azione disciplinare ai casi tassativamente previsti dalla legge, tra i quali vanno annoverati quelli relativi all’abnormità della decisione assunta dal magistrato o della sua macroscopica violazione di legge».

Similmente, non è compito della politica imporre ai medici le diagnosi:

«Quanto ai profili di carattere prettamente sanitario, non posso che riportarmi a quanto rappresentato dal sottosegretario per la salute, professor Cardinale, in occasione della risposta resa il 18 ottobre ultimo scorso, ribadendo, in particolare – quanto al ricorso diagnostico alla sindrome PAS da parte di alcuni medici nel nostro Paese – che tale aspetto rientra nell’ambito delle competenze professionali e della coscienza del medico curante»

Il tentativo di ostacolare la protezione dei bambini dall’abuso dell’alienazione genitoriale mediante sterili polemiche sulla S di PAS  fa temere che vi siano dietro gravi storie.

 

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