Milioni di francesi in piazza per proteggere i bambini dai politici che vogliono legalizzare alienazione e affido omosessuale

14 Maggio 2011: Strauss Kahn, favorito futuro presidente francese, viene eliminato con una falsa accusa di stupro.   Così, votato solo dal 28.6% dei francesi al primo turno, sale al potere il socialista Hollande portandosi dietro il carro di femministe solitamente agganciato ai partiti di sinistra.

L’agenda di queste signore è la stessa di sempre: imporre la falsa ideologia del genere, distruggere la famiglia, accusare gli uomini di tutte le peggiori nefandezze, con i papà separati ed i loro bambini in prima linea, loro malgrado.

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Milioni di francesi sono ripetutamente scesi in piazza per dire no a queste follie, per difendere i bambini e le famiglie.

Non sono stati ascoltati.

A colpi di maggioranza, il governo Hollande ha eliminato gli sgravi fiscali per le famiglie.  Poi, imposto i matrimoni gay.  Poi, l’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali (al 90% vuole dire lesbiche, nei paesi che consentono tale adozione).  I test di paternità sono vietati con la galera!  In compenso, la maggioranza femminista ha bocciato una proposta di legge per la protezione dei bambini dall’abuso dell’alienazione genitoriale.  Il testo recitava:

« Le fait, par tout ascendant, d’entraver l’exercice de l’autorité parentale par des agissements répétés ou des manipulations diverses ayant pour objet la dégradation voire la rupture du lien familial est puni d’un an emprisonnement et de 15 000 euros d’amende. »

ovvero:

«Il fatto, compiuto da qualunque ascendente, di interferire con l’esercizio della potestà genitoriale mediante atti ripetuti o varie manipolazioni aventi come fine il degradare e spezzare i legami familiari è punito con un anno di carcere e 15000€ di ammenda»

 

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Le associazioni femministe si oppongono alla protezione dei bambini dall’abuso dell’alienazione genitoriale perché gestiscono il sistema delle false accuse alienanti.  Il settimanale l’Express denuncia il sistema:

«sono aumentate in maniera allarmante queste accuse, basate spesso sulla sola parola del bambino o della madre, conferma Yvon Talle, sostituto procuratore a Parigi. […] «Ancora 3 anni fa, questo genere di accuse erano rarissime» ricorda Pascaline Saint-Attoman, avvocatessa che collabora con SOS Papà «ora sono due o tre a settimana».

Così Bouchaib Raye, un lavoratore ospedaliero la cui moglie ha rapito i due figli prima di effettuare una accusa contro di lui per aver toccato la figlia di 4 anni.  Un anno più tardi è stato anche accusato — falsamente, secondo la giustizia — di aver abusato della nuova partner della ex, nel frattempo diventata lesbica.

Come per Jean-Pierre Atlas, anche lui falsamente accusato, che sta cercando di ripristinare un rapporto normale con il suo bambino di 8 anni che lo definisce un “bastardo” ogni volta che lo incontra: «Ho iniziato la terapia con lui da uno psicologo, ma due ore alla settimana non è affatto sufficiente quando il resto del tempo, la madre continua a lavaggio del cervello».

Secondo gli esperti, le calunnie hanno quasi tutte le stesse caratteristiche: vengono usati bambini piccoli, da 2 a 5 anni, che non presentano alcun segno di violenza, coinvolti in separazioni conflittuali in cui i nonni spesso assumono un ruolo decisivo. […]

I casi di false accuse sembrano curiosamente molto più numerosi nella piccola città di Pontoise, vicino a Parigi, dove il fenomeno ha assunto l’aspetto di una epidemia.   15 papà accusati nello stesso tribunale per storie simili, alla fine si sono uniti per proclamare la propria innocenza.  Nessuno è mai stato condannato e 9 già assolti.  In 10 di questi casi le madri accusatrici erano rappresentate dalla stessa avvocata.  Che in tutti i casi ha presentato la denuncia secondo la formula che impedisce di archiviare il caso obbligando ad aprire un procedimento penale. «La sig.ra M. è una attivista femminista che fa da avvocata per la locale Casa della Donna» dice Dominique Marion, uno dei padri falsamente accusati «si è specializzata in tali accuse, che usa per mettere i papà fuori gioco e allontanarli dai figli».  La relazione di uno psicologo esperto nominato dal Tribunale parla apertamente di «ruolo nefasto» giocato dall’avvocata femminista, qualificata come «fanatica» e «settaria»: «I suoi eccessi, la sua abitudine alla menzogna, a volte diffamatoria, dimostrano la sua incapacità a mantenere una distanza sana ed oggettiva in queste faccende».

«Certe madri fanno il tour degli abusologi fino a quando trovano quello che certificano quello che vogliono» constata Nicole Tricart, presidente del Tribunale dei Minori di Parigi «a volte ci troviamo di fronte certificati che fanno rabbia.  Come quella psicopatica che ha descritto in dettaglio l’esame con il quale decideva che una bambina di 5 anni era stata abusata: le sentiva il polso mentre sussurrava all’orecchio della bambina la parola “incesto”, dall’aumento dei battiti ha dedotto un forte trauma sessuale».

«Molto spesso il primo passo compiuto dal magistrato è quello di sospendere i diritti di accesso del genitore accusato. Che nel caso di una falsa accusa, è esattamente ciò che il genitore accusatore sta cercando».

Nessuno esce indenne dalle accuse, né il bambino né l’imputato né l’accusatore, ha detto Lawrence Becuywe, giudice del tribunale di Pontoise. Dal momento in cui sono stati lanciati, si entra nel campo della follia, odio o perversione allo stato puro.  Il problema del magistrato incaricato delle indagini penali è quello di raccogliere prove per condannare o assolvere. […]

Lo psicologo canadese Hubert Van Gijseghem, specialista mondiale nel settore, afferma che le false accuse hanno conseguenze gravi quanto la pedofilia vera e propria.

Psichiatri americani hanno definito una “sindrome da alienazione genitoriale” caratteristica del bambini coinvolti in divorzi che, traumatizzati per la scomparsa di un genitore, per paura di perdere il legame con il genitore che li ha in custodia, ne diventano succubi e denigrano sistematicamente il genitore assente.»

L’avvocatessa Pascaline Petroff, colpevole di battersi per l’affido condiviso, ha subito un tentato omicidio ad opera di due donne:

“l’avvocato incontra la finta giornalista accompagnata da una giovane. Le propongono di salire in macchina. L’avvocato esita ma cade nella trappola. Viene colpita alla testa, chiusa nel cofano     Mi insultavano – ricorda Saint-Arroman Petroff – . Ripetevano ‘Gli uomini sono tutti delle merde’”. Infine, la sera di martedì, l’ostaggio viene scaricato in un bosco isolato dell’Oise, a cinquanta chilometri dalla capitale. “Avevo paura di soffrire. Ho detto: “Preferisco essere uccisa con un colpo secco””. Le due donne decidono invece di legarla a un albero, lasciandola in mezzo alla neve.  Nella notte tra martedì e mercoledì l’avvocato riesce a liberarsi. Alla polizia Saint-Arroman Petroff ha raccontato di aver tagliato le corde con i denti e camminato per due ore fino al paese più vicino»

http://www.scoop.it/t/affaires-familiales-droits-des-enfants

http://www.nosdeputes.fr/14/valerie-lacroute/dossier/992/amendements?page=4

 

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