Documentario “Victims of Another War”: le vittime della PAS raccontano l’abuso che subirono da piccoli

«L’alienazione genitoriale è una forma di abuso sull’infanzia. Già traumatizzati per la rottura della famiglia, questi bambini vengono intrappolati in una situazione insostenibile, da cui possono non riprendersi più. Perso per sempre è il sentimento di fiducia. Perso per sempre è il sentimento di sicurezza. Persa per sempre è la loro infanzia.

 

Victims of another war – Documentary

 

Cecilia, rapita dal padre a 5 anni e alienata contro la mamma dice:

La devastazione mentale che ho subito da bambina è un abuso sull’infanzia molto serio, e anche ora soffro nel guardare indietro a come sono stata manipolata per il suo interesse.

Dovevamo andare al parco, invece mi portò all’aeroporto, fino a New York.   Piangevo “voglio anche la mamma”.  Poi, col tempo,  nella mente di un bambino, l’immagine di mia madre svanì.

Ricordo che gli chiedevo “dov’è la mamma?” e mi rispondeva “arriverà”, e mi fidavo di lui.

Fino a quando mi disse “non vuole più vederti”.

Per 10 anni non potevo parlare di mia madre con lui…  Si arrabbiava, tirava cose sul pavimento, ero spaventata.

Nella mia mente divenne colpa di mia madre. C’era un grande vuoto in me.

Quando avevo 6 anni mia madre ci trovò e si rivolse al tribunale, andavo a scuola poco.  Papà mi disse che d’ora in poi mi chiamavo Sara, continuavamo a viaggiare.  Mi disse che mamma era una persona cattiva, che faceva cose cattive con persone cattive.

Avevo questa immagine oscura nella mente, non la vidi per altri 12 anni.

Era difficile sentirsi parte di questa persona dipinta come malvagia e distruttiva.

Credevo che mio padre facesse tutto questo per proteggermi. Ora non ho più fiducia nelle mie percezioni.  Ha rovinato la mia vita, soffro di depressione, problemi a dormire, incubi. Una pena tremenda.

Un bambino americano, portato in Messico ed alienato dalla madre contro il papà racconta:

Iniziai a notare che mia madre diceva cosa terribili contro mio padre.

Per la prima volta provai la depressione, ero completamente triste.  Gli urlò al telefono “non hai diritto di vedere i figli”. Mi sentii maie.

Fummo usati come armi da mia madre, voleva punirlo, fregandosene di cosa significava per noi.

Usò ogni possibile ricorso legale.

Le chiesi che volevo vedere mio padre, ma me lo impedì.

Anche lei si è rovinata la vita.  Non ci sono vincitori in questa guerra.

A 43 anni soffro di mancanza di autostima, non sono sposato.
Ha rovinato la nostra vita, ci ha danneggiati per il resto della nostra vita.

Un bambino alienato dalla madre contro il papà racconta:

Sono stato rapito dalla mamma e dalla nonna, allo scopo di impedirmi di vedere mio papà. Temevo che la nonna ci uccidesse.
Mamma mi disse che era l’anno zero, che non bisognava parlare del passato, che dovevo avere paura di papà, così mi dicevano mamma e nonna, alla fine ci credevo.

Una volta a scuola venne papà per vedermi, lo rifiutai.
Entrai in una gang di hooligans, dicevo che ero mio padre, credevo che fosse un mostro, e credevo che ero anche io un mostro.»

 

Fonte:

  • Il sito web del documentario http://www.victimsofanotherwar.com
  • Il video-documentario “VICTIMS OF ANOTHER WAR: The Aftermath of Parental Alienation”:
    – è scricabile interamente da questo indirizzo: http://akidnappedmind.com/wp-content/uploads/2012/03/victims.m4v
    – è visibile direttamente on line su questa pagina del sito www.akidnappedmind.com
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