Si finisce in tribunale per manipolazioni psicologiche dei figli – Avvenire 4.7.2026

Quello della “famiglia nel bosco” non è l’unico caso in cui la questione famiglia e giustizia viene analizzata e raccontata in modo unilaterale, puntando sulla spettacolarizzazione e sul clamore, senza tenere conto del parere di tutti gli attori coinvolti. È capitato anche a proposito di due sentenze recenti che hanno ripreso e approfondito una questione decisiva come quella dell’alienazione parentale. Di cosa si tratta? È quell’atteggiamento che, nelle separazioni conflittuali, spinge un figlio a sviluppare un rifiuto intenso e persistente nei confronti di un genitore perché influenzato negativamente dall’altro genitore. 

di Luciano Moia – Avvenire 4 luglio 2026

L’articolo di Luciano Moia su Avvenire analizza le criticità della giustizia familiare italiana, focalizzandosi su conflitti, allontanamenti di minori e manipolazioni genitoriali. Quando avvocati, assistenti sociali e tribunali intervengono, emerge la fragilità delle famiglie: povertà economica, educativa e relazionale spesso si intrecciano, con i minori al centro di sofferenze profonde.  L’autore denuncia l’attenzione mediatica unilaterale su casi eclatanti, mentre ogni giorno avvengono decine di rimozioni poco visibili. Le statistiche Istat (2024) parlano di circa 75mila separazioni e 77mila divorzi, con oltre 40-50mila minori coinvolti annualmente. Le separazioni giudiziali (non consensuali) crescono, alimentando conflitti. L’affidamento condiviso è previsto dalla legge 54/2006 (92% dei casi), ma nella pratica i figli vivono prevalentemente con la madre (80%), con padri marginalizzati. Questo sbilanciamento favorisce l’alienazione parentale (o rifiuto genitoriale): un genitore  influenza negativamente i figli contro l’altro, generando rifiuto e danni psicologici. Non si tratta di una “sindrome da alienazione parentale”  ma di condotte manipolatorie che sono facilmente accertabili da qualsiasi giudice con un po’ di esperienza nel diritto familiare.

Detto degli oltre 300mila adulti invischiati nei fondali insidiosi di separazioni e divorzi, dobbiamo mettere a fuoco statisticamente anche il tema dei figli. Anche in questo caso parliamo di migliaia di bambini e ragazzi coinvolti ogni anno nella litigiosità dei genitori. Solo nel 2024 oltre 40-50mila. Una cifra a cui si arriva considerando il 42 per cento delle 75.014 separazioni in cui sono presenti figli (1,5 per coppia secondo i dati Istat) e aggiungendo i numeri relativi ai figli dei nuovi divorziati e delle unioni non matrimoniale di cui, evidentemente, possiamo avere solo una stima. Va inoltre considerato che il numero di figli “coinvolti” nelle procedure di separazione e di divorzio non coincide con quello dei figli che sperimentano un’elevata conflittualità che, come facilmente immaginabile, sono molti, molti di più. In ogni caso cinquantamila all’anno – che vuol dire mezzo milione di minori nell’ultimo decennio – rimane un numero ragguardevole, che non può lasciare indifferenti. [ Avvenire 4 luglio 2026]

Due sentenze recenti danno indicazioni: la Corte d’Appello di Roma condanna una madre al risarcimento per aver escluso il padre; la Cassazione conferma l’affido esclusivo al padre e sospensione della responsabilità genitoriale per una madre manipolatrice, imponendo un percorso di sostegno. La giustizia deve bilanciare bigenitorialità, interesse del minore e ricostruzione delle competenze genitoriali, oltre a deterrenti economici.

L’articolo chiama la società, le comunità e la Chiesa a non abbandonare le famiglie spezzate: la pastorale familiare deve accompagnare separati e figli, contrastando la logica “tanto si separano tutti”. Serve un approccio culturale e relazionale più attento, che privilegi il bene possibile senza ideologie. La giustizia sola non basta; occorrono supporto psicologico, educativo e spirituale per mitigare traumi e favorire ricomposizioni.

Luciano Moia – Avvenire 4 luglio 2026

2 Comments

  1. GIUSEPPINA RAVIZZA

    Purtroppo quando il genitore subisce l’ esclusione dall’ altro genitore manipolatore e non ha mezzi economici per difendersi cosa può fare oltre all’ immane sofferenza?

  2. batman

    E’ ammesso il patrocinio gratuito anche per le cause di affido dei figli. Il costo maggiore non è tanto la difesa legale ma la Consulenza Tecnica di Parte, ma non è detto che sia necessario avere un consulente di parte, in molti casi il manipolatore è palesemente dalla parte del torto. Ci sarebbe anche una strada che le madri escluse possono tentare, rivolgersi ai centri antiviolenza. Peccato che secondo la dottrina ideologica questo problema non esiste. C’è comunque una brava psicologa a Milano che difende uomini e donne vittime di violenza senza preconcetti ideologici: https://associazioneperseo.it/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *