E’ accaduto a Mechanicville nello stato USA dello Utah. Una donna ha avvelenato la figlia e i quattro nipoti alla vigilia di una visita con il padre.
I bambini non vedevano il padre da sei anni, nonostante i provvedimenti giudiziari ne stabilissero il diritto di visita. La relazione di Sarah Myers con il padre dei quattro bambini, Brady Harmon, è stata segnata da un divorzio conflittuale. Sposati nel 2015 e separati nel 2019, avevano l’affido congiunto dei figli — di 13, 11 e 10 anni — con un accordo che prevedeva l’affidamento alla madre e un periodo ininterrotto di permanenza estiva presso il padre, da luglio a settembre. Nonostante fossero garantiti contatti telefonici regolari e la condivisione di festività e compleanni, la realtà era stata molto diversa dagli accordi. Al momento del drammatico epilogo del 23 giugno, la madre aveva appena ricevuto una convocazione ufficiale dal tribunale per il 29 giugno 2026, in seguito a una “richiesta di esecuzione” presentata dal padre per la reiterata inottemperanza ai termini dell’accordo di custodia.
Negli Stati Uniti, il sistema di family law è caratterizzato da una forte discrezionalità dei giudici locali e da una notevole autonomia delle singole giurisdizioni statali. Spesso, la gestione dei casi di alienazione o di rifiuto di visita si scontra con l’inefficacia delle misure coercitive: quando un genitore si oppone fermamente all’esecuzione di un ordine, il sistema giudiziario può impantanarsi in una spirale di contenziosi che durano anni. In questo caso specifico, la pressione dell’udienza di giugno — finalizzata proprio all’applicazione coattiva dell’ordine di visita — sembra aver agito da catalizzatore per un gesto estremo da parte della nonna che probabilmente era la regista occulta della logorante contesa sui figli.
Sebbene il contesto normativo sia diverso, anche in Italia il diritto di famiglia deve confrontarsi con la gestione delle resistenze all’affido condiviso. La Riforma Cartabia ha cercato di rispondere a questa esigenza introducendo la fattispecie del rifiuto genitoriale e rafforzando la figura del curatore speciale, che funge da garanzia autonoma per il minore, svincolata dal conflitto tra i genitori. Tuttavia il caso di padri e di madri rifiutati dai figli a causa di manipolazioni psicologiche operate dall’altro genitore sono molto numerosi, stime non ufficiali parlano di decine di migliaia di casi.
Fonti:
- CBS6 Albany (WRGB) CBS6 Staff. (2026, 24 giugno). Court papers reveal custody deal in Mechanicville case, CBS6 Albany.
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Tully Rinckey – Analisi legale: Questa fonte serve per comprendere il contesto procedurale. Un avvocato esperto in diritto di famiglia analizza l’accordo di custodia definendolo come “standard” per genitori residenti in stati diversi, sottolineando che Sarah Myers aveva accettato volontariamente i termini (inclusi i soggiorni estivi col padre). La fonte chiarisce che la giurisdizione era nello Utah e che l’accordo non conteneva clausole inaspettate.
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WTOL / Rapporti di Polizia: Questa fonte fornisce i dettagli fattuali confermati dalle autorità: le circostanze della scoperta dei corpi, la conferma dell’avvelenamento intenzionale tramite farmaci e la dichiarazione del padre, Brady Harmon, riguardo ai sei anni di contenzioso legale seguiti al trasferimento non autorizzato dei figli dallo Utah a New York nel 2019.
Qui il testo del provvedimento che imponeva alla madre di consegnare i figli al padre (pubblicato da CBS6):