Lodi: figlio allontanato da madre alienante – 3.7.2022

Succede meno spesso che in passato, ma succede. La burocrazia giudiziaria percorre tutto il lungo iter che parte dalla constatazione che uno dei due genitori ostacola i contatti del figlio con l’altro genitore e finisce con un provvedimento che cambia la collocazione del figlio. Il problema è che questi provvedimenti non vengono applicati subito e la situazione si incancrenisce.

Nel caso di Lodi le autorità sono passate all’azione con modalità che hanno fatto parlare di “sotterfugio” (si veda questo articolo del  quotidiano Il Giorno). Ne è nato il solito parapiglia mediatico, che però ad oggi non ha visto nessuna autorità politica muoversi con particolare sollecitudine (forse questa madre non ha santi in paradiso?).

Invece il presidente del Tribunale di Lodi ha fatto le sue precisazioni alla narrazione della vicenda fatta dai mass media. Ne è nato l’articolo che ripubblichiamo qui. Da notare come il magistrato con grande professionalità corregge le errate informazioni fornite in precedenza dai giornalisti: “E’ un provvedimento non fondato sulla sindrome da alienazione parentale né motivato sulla base della morale personale dei magistrati sulla bigenitorialità come espressamente scritto nell’articolo“. E’ trattandosi della precisazione chiesta da un magistrato il giornale ha prontamente pubblicato la rettifica alla notizia che era stata pubblicata.

Di seguito il testo dell’articolo pubblicato dal sito del quotidiano Il Giorno:

Casalmaiocco (Lodi), 3 luglio 2022 – Un bambino di 9 anni sottratto alla madre da agenti in borghese, nel corso di un incontro nel municipio di Casalmaiocco. Una vicenda denunciata dalla legale della donna e che ha suscitato un’ondata di reazioni per le modalità con le quali è avvenuta. Il “Giorno“ l’ha raccontata nell’edizione del 2 luglio con il titolo Bimbo allontanato dalla madre grazie alla forza e a un trucco. “Questa è una violenza istituzionale”. Una ricostruzione che il presidente del Tribunale di Lodi, Angelo Gin Tibaldi, smentisce. “I fatti sono i seguenti – rettifica al nostro giornale -: il 29 giugno 2022 il Tribunale di Lodi ha pubblicato il decreto nel quale si è disposto, con efficacia immediata, che il minore venisse temporaneamente collocato in comunità”. Collocazione “con diritto dei genitori di visitarlo secondo le modalità prescritte dai servizi sociali” “necessaria dopo il fallimento di ogni percorso di accompagnamento della madre nell’esclusivo interesse del minore”.

Risultanze processuali e consulenze tecniche “hanno evidenziato come la condotta manipolatrice della genitrice sia stata e sia tuttora pregiudizievole per la salute psichica del minore oltre che gravemente lesiva del diritto del padre” che “non riesce a tenere con sé il figlio dall’anno 2017 e non lo vede dal dicembre 2020”. Un provvedimento, sottolinea il presidente Tibaldi non fondato “sulla sindrome da alienazione parentale” né “motivato sulla base della ”morale personale dei magistrati sulla bigenitorialità” come espressamente scritto nell’articolo”. “La stessa Corte Europea dei Diritti dell’uomo – sottolinea – ha affermato come fondamentale il diritto del genitore a vedere e stare con il proprio figlio”. La presenza “della forza pubblica” è stata motivata “dalle pregresse condotte della madre”. Tuttavia “l’esecuzione, per quanto riguarda il minore, è avvenuta senza violenza e traumi”. Mentre la donna “ha assunto immediatamente una condotta violenta ed oppositiva”. Considerato che mai erano state riferite “condotte violente del padre ai suoi danni o del minore”, per il presidente del Tribunale “l’Autorità giudiziaria ha assunto un provvedimento motivato”.

3 luglio 2022

Fonte/Credits: https://www.ilgiorno.it/

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