I falsi abusi di Reggio Emilia e l’alienazione parentale

Un’inchiesta della Procura della Repubblica di Reggio Emilia resa nota il 28 giugno 2019 ha evidenziato una serie di reati commessi da una organizzazione finalizzata a condizionare bambini a fare false accuse contro i loro genitori per poi toglierli alle famiglie e darli in affido ad altri (che ne ricavavano guadagno). All’organizzazione partecipavano medici, psicologi, assistenti sociali e politici.

Proviamo qui a fare una prima analisi della vicenda, esclusivamente dal punto di vista di questo blog che segue il fenomeno dell’alienazione parentale (chi volesse dettagli generali sull’inchiesta può consultare questa rassegna stampa).

Domande e risposte sui falsi abusi di Reggio Emilia

  1. In che senso l’alienazione parentale è connessa con i fatti di Reggio Emilia?
    Non risulta che i casi di Reggio Emilia fossero “figli contesi” tra i genitori. Si tratta di allontanamenti dall’intero nucleo familiare operati dai servizi sociali con il supporto di consulenti esterni. Tuttavia sono emersi tentativi di manipolazione psicologica dei bambini che sono simili a quelli che vengono messi in atto dai genitori separati quando vogliono escludere l’altro genitore da ogni contatto con i figli. Quindi, se si adotta una definizione allargata di “alienazione parentale” la risposta alla domanda è positiva: sì, era alienazione parentale operata da estranei a danno di entrambi i genitori.
  2. Che posizione hanno gli indagati sulla teoria dell’alienazione parentale?
    Alcuni hanno provato a sostenere che gli indagati sarebbero stati sostenitori della teoria dell’alienazione parentale. E’ falso, nessuno degli indagati risulta attivo a favore della teoria dell’alienazione parentale. Anzi il principale indagato, Claudio Foti, ha partecipato assieme al suo avvocato difensore a vari convegni in cui si parlava della teoria dell’alienazione parentale in termini estremamente negativi. Più in generale la rete di professionisti legata alla Associazione Hansel e Gretel si è sempre segnalata per la sua ostilità assoluta verso il tema dell’alienazione parentale, come risulta dal loro stesso sito web
  3. Perchè gli indagati hanno sempre avuto posizioni critiche sull’alienazione parentale?
    Si tratta di una questione complessa. Chi segue l’approccio degli indagati sul tema degli abusi sessuali in famiglia, generalmente è portato ad attribuire una grande diffusione a questo fenomeno. fornendo talvolta percentuali inquietanti (“un bambino su 5 subisce abusi in famiglia”). Ma l’analisi dei casi di alienazione parentale nelle famiglie separate evidenzia invece come la maggior parte delle accuse di abuso sessuale presentate da un genitore contro l’altro siano infondate (se non intenzionalmente false). E’ chiaro allora che proprio questa questione dell’alienazione parentale diventa un grosso ostacolo per i seguaci della teoria secondo cui gli abusi sessuali in famiglia sarebbero estremamente diffusi. Invece di prendere atto del fatto che, purtroppo, i bambini possono essere strumentalizzati dai genitori in conflitto, i seguaci della teoria degli abusi sono partiti a lancia in resta all’attacco dei loro colleghi che si occupano di alienazione parentale. E’ nata così una controversia che si trascina da anni.
  4. L’alienazione parentale è sempre connesa con false accuse di abuso sessuale?
    No, non è vero che in tutti i casi di alienazione genitoriale sono presenti accuse di abuso.  Leona Kopeteski che nel 1991 descrisse 84 casi di alienazione genitoriale sostiene che solo il 54% di questi casi sono connessi con false accuse. In altri termini, non ci sono affatto denunce di abuso in almeno la metà dei casi di alienazione genitoriale. I seguaci della teoria della enorme diffusione degli abusi sessuali in famiglia sbagliano bersaglio nell’attaccare la teoria dell’alienazione parentale perchè non si tratta di una teoria per spiegare gli abusi sessuali, ma di una teoria per spiegare il rifiuto ingiustificato di un figlio per uno dei genitori per motivi pretestusi, futili o sproporzionati.
  5. E corretto dire chi è contro la teoria dell’alienazione parentale nega che sia possibile manipolare psicologicamente un bambino?
    Sì, coloro che si sono espressi contro la teoria dell’alienazione parentale implicitamente o esplicitamente sostengono che non è possibile (o è quantomeno molto difficile) manipolare psicologicamente un bambino a rifiutare un genitore. I bambini non sarebbero “programmabili” e quindi la posizione che sostiene che talvolta le accuse dei bambini contro un genitore possono essere frutto di condizionamento sarebbe solo una forma di copertura delle responsabilità degli accusati a danno dei bambini vittime degli abusi.
  6. Le condotte accertate nel corso delle indagini di Reggio Emilia sono forme di manipolazione?
    Quanto emerso dalle intercettazioni dimostrerebbe che gli indagati hanno cercato con vari mezzi di condizionare psicologicamente i bambini a fare false accuse contro i genitori. Quindi alcuni dei sostenitori della teoria per cui “non esiste la possibilità di manipolare i bambini” avrebbero attivamente praticato questa manipolazione (che quindi esiste).
  7. Le manipolazioni del caso di Reggio Emilia sono riuscite?
    Non sappiamo se i bambini allontanati da queste famiglie nel 2019 sono effettivamente stati convinti a rifiutare i loro genitori. Ma sappiamo dal caso Veleno (Bassa modenese) di fine anni 90 che praticamente tutti i minori allontanati dalle famiglie non hanno più voluto rivedere i loro genitori, benchè quasi tutti siano stati assolti dalle accuse in vari processi che si sono trascinati per anni.
  8. Gli operatori del caso Veleno sono gli stessi del caso di Reggio Emilia?
    Pablo Trincia ha scritto il 27 giugno 2019 “Hanno arrestato Claudio Foti, responsabile del Centro Hansel e Gretel di Torino, lo stesso da cui provenivano le psicologhe che avete visto interrogare i bambini di Veleno. Foti aveva da tempo scritto contro di noi, facendo addirittura una petizione contro il podcast.” (Profilo Facebook di Pablo Trincia)

(2 luglio 2019)

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