I bambini alienati oggi adulti dicono come volevano essere protetti

[Fonte: valutazioni conclusive del capitolo “Il ruolo del genitore alienato” diFigli divisi”, Amy J.L. Baker]

Molti dei figli adulti della PAS pensavano che il genitore alienato avrebbe dovuto essere più risoluto nel difendere il loro rapporto ed impedire l’alienazione. Ciò valeva per i figli di genitori divorziati ma soprattutto per quelli di famiglie intatte, nelle quali i genitori alienati avevano contatti più facili e frequenti con i figli. Molti ritenevano che i genitori alienati fossero stati troppo creduli e ingenui e quasi sempre ignari delle motivazioni dei genitori alienanti. Si avvertiva inoltre la sensazione che ciò avesse in parte una connotazione generazionale.

Alcuni figli adulti della PAS erano cresciuti in un’epoca in cui nelle società occidentali un genitore era la principale figura di accudimento (solitamente la madre) e l’altro la figura preposta al sostentamento della famiglia (solitamente il padre) e quest’ultimo era molto meno coinvolto nell’allevamento dei figli rispetto al genitore che si prendeva cura di loro. In queste famiglie se il genitore alienante era la figura di accudimento, le probabilità di alienazione erano maggiori, soprattutto se il genitore alienato tendeva a delegare all’ altro le proprie responsabilità o a considerarsi una figura secondaria.

I figli adulti provavano dolore e rabbia quando il genitore alienato finiva per rinunciare al rapporto con loro. Per quanto fossero stati categorici nel rifiutare i contatti con quel genitore, essi rimanevano tuttavia sconvolti quando questi rispettava la loro scelta e si allontanava. Ciò veniva solitamente vissuto come un rifiuto. Quando questi genitori non telefonavano, né scrivevano o mandavano regali, essi ne soffrivano ancor di più poiché il genitore alienante approfittava prontamente di ogni manchevolezza da parte del genitore alienato. I figli adulti non tolleravano di essere stati posti nella condizione di dover difendere qualcuno (il genitore alienato) che avvalorava la tesi del genitore alienante. Sebbene comprendessero che il genitore alienante avrebbe probabilmente sminuito il valore di qualsiasi biglietto o lettera inviata o limitato qualsiasi tentativo di contatto, essi desideravano tuttavia che il genitore alienato continuasse ad inviare quei biglietti e quelle lettere.

Un’altra considerazione è che i figli adulti non pensavano che il genitore alienato avrebbe dovuto credere o reagire al rifiuto del figlio. Malgrado fossero stati irremovibili nel rifiutare ogni contatto, non desideravano tuttavia che il genitore alienato accettasse tranquillamente la loro decisione.

Essi hanno espresso la convinzione che questi avrebbe dovuto rendersi conto che i figli non erano che burattini che si limitavano a pronunciare le parole e mettere in atto i comportamenti che avevano interiorizzato allo scopo di mantenere il rapporto con il genitore alienante.

In sostanza, essi chiedevano al genitore alienato di comportarsi come se avesse avuto davanti due figli: il figlio aliente che compiva automaticamente i gesti dell’alienazione e il figlio che lo amava e non avrebbe mai voluto rinunciare al rapporto con lui. Poiché i genitori alienati non compresero appieno la misura in cui i figli venivano manipolati, essi reagirono razionalmente soltanto al contenuto dei segnali e dei messaggi loro rivolti (ad esempio, che il loro rapporto non fosse apprezzato né desiderato).

Allo stesso tempo, molti dei figli adulti erano convinti che per quanto il genitore alienato avesse potuto fare, il genitore alienante avrebbe perseverato inesorabilmente nell’alienazione e che qualsiasi tentativo di mantenere vivo il rapporto sarebbe stato efficacemente contrastato. I genitori alienanti erano percepiti come individui spietati e fermamente decisi a distruggere il loro legame con l’altro genitore.   Molti dei figli adulti, dunque, pur ritenendo che i genitori alienati avrebbero potuto compiere sforzi maggiori e non arrendersi, non credevano che essi sarebbero riusciti a mitigare o impedire l’alienazione. Alcuni arrivarono a sostenere che se il genitore alienato fosse stato più tenace, il genitore alienante si sarebbe comportato in modo anche peggiore.

Molti scoprirono in seguito che il genitore alienato aveva persistito nel suo intento più di quanto essi sapessero. Alcuni appresero di battaglie legali, di lettere e regali restituiti intatti al genitore alienato. Nella maggior parte dei casi venire a conoscenza di simili tentativi fu molto significativo.

A distanza di tanti anni essi erano grati che il genitore alienato avesse lottato molto più di quanto essi immaginassero.

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11 comments for “I bambini alienati oggi adulti dicono come volevano essere protetti

  1. Stefano da Cagliari
    24 giugno 2012 at 10:17

    Sconfiggere l’alienazione genitoriale nei nostri figli non è facile nè impossibile.
    Chi è alienante cova il rancore, l’odio e la falsità, ingredienti che non appartengono al mondo ed alla natura dei bambini, i quali al contrario nutrono trasparenza e purezza.
    Per questo motivo, alcuni atteggiamenti non sono facilmente comprensibili e automaticamente traducibili per i bambini.
    Questo dobbiamo far capire ai nostri figli e cioè che gli atteggiamenti non traducibili sono impuri e alienanti.
    Per sconfiggere le falsificazioni quindi è sufficiente che la loro purezza d’animo trovi e scopra le contraddizioni, i ma e i se, che spontaneamente nascono, con l’esperienza diretta e crescendo con l’età.
    Parole e sguardi quindi possono essere smascherati.
    Semplicemente, serve alimentare il loro spirito con tanto amore e spontanea purezza, una quantità infinita.
    Tutto questo amore serve per aiutarli a smontare le macchinazioni e le bugie che gli estranei d’accordo con lo stesso genitore falsificante ed i nonni mettono in atto per allontanare i figli dall’altro genitore.
    Sarà per loro a quel punto assai più facile scoprire quando certe parole verranno proferite, soprattutto in ambiente familiare, per ricattarlo, allontanarlo, deriderlo o umiliarlo.
    Per smontare le falsificazioni messe in atto dal genitore falsificante insieme ai nonni serve innanzi tutto essere consapevoli che questa esiste, che è sicuro che prima o poi l’altro genitore userà dei “mezzi” per colpire l’altro.
    Accadrà e bisogna essere coscienti del fatto che prima o poi userà i figli per raggiungere il suo scopo, molto spesso con la complicità dei nonni, degli zii e degli amici più intimi, questi ultimi il più delle volte ignari di come stanno veramente le cose.
    Come sconfiggere le falsificazioni genitoriali ? sarà sufficiente scoprire e rivelare ai figli ogni bugia, parlando e ancora parlando in modo semplice, anche se questo significherà farli soffrire, ma rivelando loro le prove delle bugie.
    Questo sarà necessario, perchè i bambini conoscono solo la verità.
    Capiterà che i malumori e le tensioni familiari renderà tutto assai confuso e difficile e non sarà facile convivere con l’odio che nonni e genitore falsificante, hanno creato per allontanarli da noi o per giustificare raggiri da loro architettati.
    Il compito di noi genitori sarà quello di sostenerli sempre con tanto e tanto amore.
    Serve combattere con loro, e per loro, le loro angosce, aiutandoli a crescere e diventare grandi, forse più in fretta degli altri bambini, ma indicandogli la strada e proteggendoli lungo il loro cammino. Loro lo gradiranno e ce ne saranno grati.
    Sarà necessario fare grandi sacrifici per ottenere questo, ossia che i nostri figli possano crescere sani e forti.
    Sarà ancor più difficle riuscire a incontrarli quando sono molti piccoli e trascorrere più tempo insieme a loro.
    Dobbiamo essere consapevoli che dovremo fare molte rinunce. Dovremo rinunciare al tempo libero e sacrificare tante delle nostre cose e dei nostri soldi ma mai dovremo negare la nostra presenza.
    Anche quando ci metteranno alla prova e ci diranno che non hanno bisogno di noi, dobbiamo capire che il più delle volte la loro è una richiesta di aiuto e sarà il momento per concedere loro ancora più spazio.
    Lo scopo di tutto questo è uno solo, amarli ed essere amati, per avere quella sana complicità ed intesa che può unire un padre e un figlio, e che solo un Padre e un Figlio possono avere.
    Serve un animo grande e generoso, una sensibilità enorme, perché la falsità si nutre di odio e non conosce amore, la falsificazione si nutre di insensibilità, freddezza e superficialità.
    Bisogna mostrare loro che esiste una natura generosa e onesta che può essere contrapposta alla natura egoista e ingrata delle persone falsificatrici.
    La cura: è l’Amore.
    StefanoS

  2. Fabrizio
    21 settembre 2013 at 00:16

    Sono separato da soli 6 mesi ed ho una bambina di 9 anni. La mia ex interroga la bambina tutte le volte che torna da lei dopo aver passato del tempo con me, gli impone dei segreti, delle regole rigide. In poche parole la manipola! A volte non so che fare e mi rimane solo il dolore per questa bimba. Questa sera però ho letto, nel vostro blog, di manipolazione e alienazione genitoriale trovando conferme e nuove idee. Per questo volevo ringraziarvi e consigliare a tutti i papà di non SALVARE IL MATRIMONIO per il bene dei figli. Quando si ha una compagna/o egoista e manipolatore la separazione è lo “strumento” per permettere ai figli di scappare dal carnefice. Io sono rinato e mia figlia anche e avrà la possibilità di scegliere cosa e chi diventare e soprattutto essere. Grazie, Fabrizio.

  3. lara
    21 agosto 2014 at 18:20

    strano ma vero sono la mamma e mio figlio cerca di essere in tutto e per tutto uguale al babbo e questo comprende anche le critiche nei miei confronti . il mio ex ha manipolato completamente la mente di mio figlio e non intende smettere con l’aiuto dei nonni ……..mi sta facendo nacere un sentimento di rifiuto nei confronti di mio figlio,mi sento profondamente tradita non so come uscirne !!!!!!!!!!!

  4. La Legge non esiste
    2 settembre 2014 at 11:21

    Se solo i giudici ascoltassero per 1 ora quello che succede da ambedue le parti, i problemi verrebbero risolti. Io oramai sono stato completamente alienato, ma non mollo. purtroppo dovrò aspettare la loro maturità. Cmq il 70 % delle persone (uomini e donne) non reggono la situazione e reagiscono in modi brutali di auto giustizia. la legge non è uguale per tutti, fa distinzione di sesso, religione e razze. Gli unici vincitori sono gli avvocati e lo stato che si beccano un sacco di soldi per bolli e spese varie.
    Quest’Italia è uno schifo, gli ultimi ad essere tutelati sono i bambini.

  5. ila
    17 settembre 2014 at 08:46

    IO SONO UNA MADRE ALIENATA!

    E’ pazzesco trovarsi in queste situazioni,consolante che tanti le vivano,ma squallido che nessuno possa fare nulla.Io mi faccio sempre una domanda:il mio ex è arrabbiato,geloso e nutre nei miei confronti un desiderio di vendetta,ci può anche stare…ma i suoi genitori,sopratutto la madre,come fanno ad accettare che il figlio faccia odiare la mamma ai propri figli?Così gli avvocati che spingono il cliente a comportarsi in questo modo(e quasi sempre sono madri o padri!) e giudici che non approfondiscono i disagi dei bambini ma si fermano alla pura apparenza.
    In tutto questo come ci si tutela?Come possiamo tutelare i nostri figli?
    La separazione è sì un disagio,ma se fosse vissuta ed affrontata con intelligenza e buonsenso non porterebbe alla sofferenza dei figli con,come risultato,situazioni degenerate e bambini “orfani di vivi”.
    La domanda che poi scaturisce da tutto questo è:ma chi ho sposato?come ho fatto a passare tanti anni della mia vita con una persona del genere?
    Guardando il bicchiere mezzo pieno,non è mai troppo tardi per capirlo e nonostante tutto il male che possano provare a farci gli ex coniugi,anche i nostri figli lo capiranno,avranno bisogno di aiuto per farlo,ma ci arriveranno:il tempo,l’amore e le basi solide ci daranno ragione!

  6. giuseppe
    23 novembre 2015 at 18:48

    In galera tutti quelli che trattano i figli come giocattoli di proprietà

  7. caliandro francesca
    19 dicembre 2015 at 18:01

    Sono una mamma separata da un anno e mezzo a cui è stato tolto il diritto di stare vicino ai figli di 14 e 17 anni perke alienati dal padre e nonni paterni .in modo brutale e purtroppo la legge nn aiuta. Sono scoraggiata ma leggere le vostre testimoniamze mi da forza x reagire e dimpstrare il mio amore ancor di piu grazie .Francesca .

  8. Trilly
    1 luglio 2016 at 15:48

    Anche io madre alienata…il mio ex marito ricco mentre io povera ha sempre ricattato i miei figli minacciandoli di non comprare loro quello che vogliono se non fanno quello che dice lui,ossia andare contro la madre in ogni cosa criticandola con tutti e raccontando in giro solo bugie… E pensare che fino sl 2011 i miei figli erano sempre con me e stravedevano per me…ora non riesco piú a vederli né sentirli e abitiamo a 10 km di distanza…. Avvocati giudici se ne rendono conto di questa situazione innaturale e provocata dal genitore alienante ma allargano le braccia senza sapere cosa fare…e attorno ai figli il mio ex marito ha creato una rete di falsi amici che supportano le sue idee contro di me allontanando da loro oltre me anche chi mi sosteneva…. Siccome una giustizia terrena non esiste spero almeno in una giustizia divina!!

  9. Dubbiosa
    30 dicembre 2016 at 22:55

    Cosa dobbiamo fare quando abbiamo accanto un genitore che subisce? Come stare vicino? E che può far se i figli sono anche a 1000 chilometri?

  10. Vittoria Chiriano
    10 febbraio 2017 at 20:07

    Buona sera ..anche iomi trovo nella stessa situazione mamma e fratelli alienati da un padre che addirittura ha la condanna alla reclusione perché non si e’ mai occupato dei figli….l’assurdo nell assurdo…siamo in Italia.. Il consiglio che posso dare e’ cercare di non arrendersi mai….. Cercare di essere presente anche nel minimo possibile..questo da fare anche se avvertite un rifiuto categorico da parte dei figli… un domani se riuscite a non rinunciare i figli ve ne saranno grati

  11. 21 aprile 2017 at 02:34

    Gli avvocati devono stare lontano da queste situazioni.Chi distrugge di più sono loro!Fanno solo danno.Anzi fomentano!Io sono stata distrutta dall’Avvocato di mio marito e il Giudice l’ha aiutato condannandomi a pagargli la parcella.C è mancanza di sensibilità e il ruolo che si ricopre Nn aggiusta.Che questo scritto Nn sia solo una Testimonianza, ma un mezzo x divulgare la Grande Sofferenza.L’aleniante deve essere seguito affinchè possa capire il danno che provoca….

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