Come l’alienazione genitoriale ha distrutto il legame tra un padre e una figlia

17243_16082_locandina-TANA-_Image“Ero innamorato di quella donna ma mi ha rovinato la vita”
di Margherita De Bac 12-1-1997

Sul citofono niente nome: “L’ho tolto dopo i noti fatti”, si giustifica sulla soglia dell’appartamento di via Martelli, ai Parioli. E mostrando l’interno: “Lo vede come e’ adesso? Beh, quando ci sono rientrato dopo due anni che ci aveva vissuto la Vaz, e non la chiamo moglie per rispetto a chi lo e’ davvero, era devastato. Topi, niente mobili, smontato perfino il camino di marmo”.

Enzo Alberto Tana racconta, documentandola passo per passo con sentenze, verbali e perizie, la sua storia. “A confronto . ironizza . Via col vento e’ una favoletta della Montessori”. Sul tavolo le fotografie che lo ritraggono felice con la figlia Barbara, Capri ’90. La bambina ride, gli stringe la mano. Allora gli scriveva “papa’, ti voglio bene”. Eppure, secondo la madre, a quei tempi le violenze erano in atto. Tana, quando ha conosciuto Aurora Vaz? “Nell’80. Ambedue eravamo gia’ sposati. Mi innamorai. Mi racconto’ che era figlia del governatore dell’Angola, caduto in disgrazia per colpa di Fidel Castro. Poi scopri’i che il padre faceva l’impiegato commerciale. Barbara e’ nata il 21 marzo dell’83. Fin dall’inizio mi e’ stato impedito di farle da padre. Non potevo portarla a passeggio ne’ dai nonni, ne’ insegnarle matematica. Giustificavo le stranezze con la giovinezza della madre. La situazione peggioro’. Vedevo Barbara sempre piu’ assoggettata alla Vaz che aveva un piano: plagiarla e ricattarmi per ottenere vantaggi economici. “Se non mi intesti l’appartamento, ti denuncio per violenza carnale sulla bambina e la perderai…”, minacciava. Il neuropsichiatra Bollea, in una perizia, ha parlato di “abuso psicologico sulla minore” da parte della mamma”.

E il 29 ottobre del ’92 arriva la denuncia. “Esatto. Nel settembre dell’anno prima me ne ero andato di casa. Pensavo che almeno, da separato, avrei potuto vedere mia figlia due volte a settimana. Ma la Vaz non me lo permetteva, malgrado l’ordinanza del giudice che dovette inviare assistenti sociali. Letta la loro relazione il tribunale decise di affidare Barbara a me. E fu la fine. La Vaz mi denuncia per bloccare l’affidamento, come infatti avviene. Mi attribuisce le peggiori infamie: atti di libidine violenta contro mia figlia, alcolismo, percosse, droga, masturbazione. In tre anni di assoluta convivenza con la madre, Barbara e’ stata rovinata psichicamente. Quando la rividi in tribunale, mi chiamo’ “il Tana”. Era l’11 novembre del ’94. Quel giorno non lo scordero’ mai, l’ho perduta per sempre. Solo tre anni prima, quando gia’ ero andato via di casa, mi telefonava piangendo “papa’ torna”. La registrazione e’ agli atti”.

Ha mai ricevuto minacce? “Si’ e l’ho denunciato. Nel giugno del ’95 ricevo la telefonata di uno sconosciuto. Mi voleva incontrare per un lavoretto: “sai, tu capisci, un braccio rotto, una bella scarica di botte”. Appuntamento all’Euclide. Non si e’ mai presentato. Poi ho capito il perche’. Era stato disturbato dall’indagine di carabinieri”.

E la sparatoria del 23 novembre scorso? “Se c’e’ una connessione fra i fatti che racconto lo dira’ il magistrato. Non faccio ipotesi. Ricordo pero’ che pochi giorni prima avevo chiesto di nuovo l’affidamento di Barbara”.

Qual e’ il sentimento che prevale? “Rabbia. Hanno distrutto la psiche di una bimba. Da adulto sopporto il dolore anche se nessuno mi ripaghera’ dell’infamia di essere stato sospettato di pedofilia. Ma non perdonero’ mai la madre che ha ucciso l’infanzia di un’innocente. La Vaz e’ rimasta impunita, e’ lei che ha vinto. Volevo salvare mia figlia dalla “simbiosi nefasta”, sono parole degli specialisti, che la lega alla madre. Da 5 anni non so dove vive, come vive, cosa fa. Le sembra giusto? E le sembra giusto che debba versare alla Vaz un cospicuo assegno di mantenimento che lei utilizza per pagare marescialli corrotti e personaggi che mi devono “neutralizzare”?”.

Se dovessero affidarle sua figlia, come si comportera’? “Rispondero’ che non sono in grado di gestirla. Barbara ha dichiarato che non mi devo piu’ permettere di chiamarla figlia. Ne ho preso atto. Ma se vorra’ tornare da me, sono pronto ad accoglierla a braccia aperte”.

La signora Vaz ha dichiarato di essere pronta ad essere ascoltata da Marini sull’agguato dell’Aniene. “Spero che una volta tanto non menta. Io pero’ credo che non lo fara’ mai. Scommettiamo?”.

Fonte/Credits: Corriere della Sera, 12 gennaio 1997


Nel marzo 2015 Carolina Tana ha partecipato alla trasmissione televisiva Mattino Cinque, rilasciando una intervista in cui ribadisce di non riuscire a capire come sia accaduto che si sia lasciato l’affido della figlia ad una madre così problematica. Il video si può vedere su Vimeo:


“Ho accusato falsamente mio padre di molestie. Ora gli chiedo scusa”: il libro di Carolina Tana
19 febbraio 2015

“Tutta la verità, nient’altro che la verità”: la figlia dell’ex presidente degli agenti di cambio racconta delle menzogne dette ai danni del papà quando era soggiogata dalla madre, la bellissima Aurora Pereira Vaz. “Ci credette tutta la stampa nazionale – ha detto Carolina a FQ Magazine – nessun giornalista tra i più blasonati del nostro paese si pose mai la questione se quello che dicevo fosse comprovato da dati oggettivi. Pensavano solo allo scoop”

Giura di dire la verità. E stavolta è quella buona. L’ultima versione di Carolina Tana è il capitolo finale di un libro lungo una vita fatto di traumi e vessazioni, che finalmente si chiude. Oggi gli anni sono 31, ma la ragazzina della Roma bene salì, ahilei, agli onori della cronaca quando, ancora adolescente, accusò il padre di molestie sessuali prima in tribunale, poi ancora da minorenne con un libro autobiografico. Il papà era, ed è, Alberto Tana, ex presidente della Borsa Valori, si dice vicino a Giulio Andreotti, figura di spicco dell’alta borghesia romana. L’eco di giornali e tv fu amplissimo. L’uomo venne assolto dalla giustizia ordinaria, querelò testate ed editori, ma psicologicamente fece fatica a riprendersi. Carolina invece attese ancora un po’. Diventata grande ha cercato la libertà per sé. Poi ha intrapreso la strada della verità. E ora nel volume in uscita per Alpes, Giuro di dire tutta la verità, nient’altro che la Verità, spiega cos’è realmente successo quando era un’adolescente soggiogata dalla cattiva madre. “Lo so, lo capisco dopo quello che ho detto in tribunale e su quella biografia scritta quand’ero minorenne la mia credibilità non esiste più”, spiega Caterina Tana a FQ Magazine. “In questo mio nuovo libro però racconto tutta la verità, la mia verità. Elenco fatti inoppugnabili, come quello di aver denunciato mia madre per ciò che mi ha fatto e costretto a fare quand’ero piccola. E soprattutto è il mio regalo personale a mio padre, un modo per togliergli il fango gettato addosso in questi anni”.

Lei, la mamma bugiarda e machiavellica, è la signora Aurora Pereira Vaz che all’inizio degli anni ottanta incontra e sposa a Roma Alberto Tana all’apice della carriera. Pare che la donna si spacciasse come principessa, o figlia del governatore dell’Angola. Menzogne. Eppure la sua bellezza mozzafiato cancella tutte le balle. Solo che il carattere le fa difetto. La vita tra lei e Tana è subito un inferno. La nascita di Carolina, a Ginevra, nell’ospedale e con l’ostetrico che ha fatto nascere il figlio della Loren, aggiunge ulteriore tragicità alla vita di coppia. I due distruggono piatti e arredamenti di casa a forza di liti e arriva il divorzio. La donna però vuole tutto per sé e, come racconta Caterina nel libro, prima di trasferirsi a Milano con lei, fa razzia perfino del caminetto di marmo. Il nuovo compagno di Aurora si chiama Danilo Chemello. Un ricchissimo industriale, miliardario, di Vicenza. Inizia una vita dal lusso sfrenato. Hotel cinque stelle tra Cannes, Gstaad e Londra. Siamo nel 1992. E’ l’anno del diabolico piano per costringere la bambina ad accusare di molestie suo padre (detto “il mostro”).

Una volta assolto dal tribunale (“perché ha i giudici amici”, urlava la Vaz su Repubblica all’epoca) Alberto Tana viene gambizzato in pieno giorno (1996) e poi ancora diviene oggetto di uno strampalato piano dell’ex coniuge in collaborazione con alcune forze dell’ordine corrotte per mettergli in macchina riviste pedopornografiche e droghe pesanti a cui segue una controdenuncia dell’uomo contro la Vaz e il neo marito. “Mia madre e il suo nuovo compagno mi costrinsero a dire quello che volevano loro. Quando si è bambini si è puri ed innocenti”, continua l’autrice del libro. “Ho subito una violenza psicologica pazzesca. Da adolescenti non si ha la forza fisica sufficiente per reagire e magari fuggire. La malvagità di mia madre era pane quotidiano. Sapete come andò prima dell’udienza contro mio padre in tribunale? Mi fecero il lavaggio del cervello e dichiarai pubblicamente il falso, ero come un burattino nelle sue mani e del suo avvocato”. Tra il 1999 e il 2000 vengono pubblicate le memorie scandalo della minorenne figlia di Tana, all’epoca veniva chiamata “Anna”.

L’editore è Pironti, e il libro l’ha scritto ovviamente un ghost writer: “Ci credette tutta la stampa nazionale – continua Carolina Tana – nessun giornalista tra i più blasonati di tv e giornali del nostro paese si pose mai la questione se quello che dicevo fosse comprovato da dati oggettivi. Pensavano solo allo scoop. L’unico che ebbe dei dubbi fu Maurizio Costanzo. Andai anche a Tempi Moderni da Daria Bignardi a cui oggi ho rivolto un appello per raccontare la mia verità da adulta, ma non mi ha voluto”. Alberto Tana querela tutti. Mentre l’inferno di Carolina appena diciottenne sballottata in ogni angolo d’Europa, in fuga a Roma a fare la commessa, poi di nuovo riacciuffata e costretta dalla madre ad accoppiarsi con un ricco uomo più vecchio di lei di 30 anni, continua: “Sembra un film di fantascienza. La mia storia mostra che si può avere una famiglia in condizioni agiate ma vivere malissimo. Ora ho 31 anni e in modo un po’ egoistico, dopo un percorso importante di psicoanalisi, ho deciso che questo capitolo va chiuso definitivamente”.

Per strada rimangono un fratellastro e una sorellastra che la Vez – la seconda non è mai stata partorita! – ha avuto da Chemello e una serie di procedimenti penali aperti in Francia per l’ex principessa d’Angola e il compagno vicentino da far rabbrividire: maltrattamenti per la figlia piccola; un altro tentativo di ricatto ad un industriale; e un clamoroso tentativo di estorsione nei confronti della mamma e del papà di Madeleine MacCann, la bimba inglese rapita in Portogallo nel 2007, episodio che li ha fatti finire in carcere. “Non pensavo potessero arrivare a tanto”, commenta la Tana.

“Mi sarebbe piaciuto avvicinarmi fisicamente a mio padre anche un solo istante per scusarmi. Ho provato anche ad andare a casa sua, ma dallo spioncino mi ha urlato di andarmene”.

Alberto Tana nel 2013 ha pubblicato un libro di memorie, presentato in ricchi salotti romani alla presenza di personaggi come Enrico Vanzina, dove ribadisce il suo fermo no nell’incontrare la figlia. Carolina oggi riparte da zero. Fino a novembre scorso lavorava in una importante casa di moda, ma adesso è disoccupata: “Cerco lavoro come tanti normali ragazzi trentenni italiani”. Il percorso di allontanamento dal passato, dall’ “ombra del male” che provocava la presenza della madre, è ancora lungo e doloroso: “Voglio che si sappia solo la verità. Le sciocchezze che si sono dette su di me, e mi sono state fatte dire, non si contano più. Mia madre millantava di conoscere perfino Giscard d’Estaing e mi fece dire che mio papà era protetto dal giudice Squillante. Non era vero. Mi costrinse lei. In un articolo su un giornale francese risulto perfino figlia del “presidente di Forza Italia”, ma vi rendete conto?”. “Ho come sempre il timore che riemerga qualcosa che non voglio rivivere – conclude la ragazza, schermitrice per passione – come quando mesi fa in vacanza in Francia venni fermata dalla polizia e risultai una persona “scomparsa”. In me scese il gelo. Spero di non rivivere mai più questi momento.

Fonte/Credits: Il Fatto Quotidiano, 19 febbraio 2015


 

Lunedì 21 ottobre 2013 alle ore 19:00 presso il Salone del Circolo verrà presentato il libro di Enzo Alberto Tana: ” Il buio negli occhi”. Interverranno il Presidente Giovanni Malagò ed il Consigliere alla Cultura Luigi Bonito. Letture di Sonia Scotti ed Eugenio Marinelli.

E’ una storia vera. In nessuna pagina del libro l’immaginazione o la fantasia hanno trovato lo spazio. Lo ha preso tutto la verità. E’ una storia agghiacciante e incredibile dove il dolore, la speranza, la fede, l’amicizia e la bellezza della vita sono i veri protagonisti.

Fonte: http://www.ccaniene.com

Vedi anche: http://books.google.it/


Droga per incastrare il marito Condannata a cinque anni

Corriere della Sera] (5 ottobre 2001) COMO – Pagherà a caro prezzo il tentativo di screditare il marito per ottenere l’ affidamento della figlia. Il Tribunale di Como ha condannato a cinque anni di carcere Aurora Vez Pereira, che nel giugno del ’ 95 era sposata con l’ ex presidente degli agenti di cambio di Roma; cinque anni anche per Danilo Chemello, il partner della donna. Altri sei anni sono stati inflitti a un detective privato di Padova, Cosmo Silvestri. I tre sono stati ritenuti colpevoli di calunnia, traffico di droga e corruzione di un sottufficiale dei carabinieri. Secondo i giudici, insieme hanno escogitato un piano per incastrare il marito della donna, Enzo Alberto Tana: tramite l’ investigatore, avrebbero incaricato il sottufficiale in servizio a Vicenza di acquistare due etti di cocaina da far ritrovare nell’ auto del marito. Il tutto per metterlo nei guai, in vista della separazione e del conseguente affidamento della figlia. Il piano è fallito grazie all’ intervento dei carabinieri di Como venuti a conoscenza che lo scambio di droga sarebbe dovuto avvenire proprio sul Lario, a Montorfano.


 

Riferimenti

  • Archivio Repubblica:
    1. 24 novembre 1996, GAMBIZZATI DAVANTI AL CIRCOLO: … parlamentare, direttore del mensile ‘ Il congresso’ , ex redattore dell’ Agi, e Enzo Alberto Tana, 62 anni, presidente degli agenti di cambio della Borsa di Roma. Sono sanguinanti, si rialzano a fatica,…
    2. 24 novembre 1996, LA GUERRA INFINITA CON L’ EX MOGLIE: … assoluzione. Poche settimane fa Enzo Alberto Tana aveva ricevuto una telefonata alle 7,30 del mattino. “Le abbiamo salvato la vita per un soffio”, ha detto un uomo….
    3. 25 novembre 1996, ‘L’ INFERNO CON LA MIA EX MOGLIE‘: … flebo sul dorso di una mano, Enzo Alberto Tana, il presidente degli agenti di cambio di Roma ferito al ginocchio nell’ attentato di sabato sera fuori il circolo Aniene, che è costato un proiettile…
    4. 29 novembre 1996, ‘MA NON CI SONO IO DIETRO QUELLE PISTOLE‘: … il viso di Aurora Pereira Vaz, che piange. L’ ex moglie di Enzo Alberto Tana, l’ agente di cambio gambizzato la scorsa settimana davanti al circolo Canottieri Aniene, è una quarantenne con i capelli…
    5. 29 novembre 1996, MOLESTIE, DROGA E SICARI: … Romiti e Carraro, contro il presidente degli agenti di cambio Enzo Alberto Tana hanno riaperto la storia di una saga familiare e di un drammatico processo finito a febbraio con l’ assoluzione di Tana…
    6. 19 febbraio 1997, SPARI, POLIZIOTTI E GIORNALISTI … malavitosi di incastrare Enzo Alberto Tana, presidente degli agenti di cambio romani, ferito in un agguato nel novembre scorso all’ uscita dal Circolo canottieri Aniene. Il piano era dettagliato: facendo…
    7. 09 gennaio 1998:Per togliergli la figlia l’ ex moglie di Tana organizzò l’ attentato: …L’ AFFIDAMENTO della figlia Carolina: questo il movente dell’ agguato nel quale, il 23 novembre ‘ 96, davanti a un circolo sportivo romano, rimase ferito alle gambe Enzo Alberto Tana, presidente…
    8. 22 novembre 2000: Agguato Tana chieste le pene:…Condanne da 4 a 6 anni: Le pene sono state chieste dal pm Francesco Caporale al processo per il ferimento di Enzo Alberto Tana e Carlo Cantini, nel novembre ‘ 96, in cui sono imputati anche l’ ex…
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14 comments for “Come l’alienazione genitoriale ha distrutto il legame tra un padre e una figlia

  1. Luca RB
    20 febbraio 2015 at 23:03

    Toh, che coincidenza!
    C’è un blog lamentoso che ha pubblicato un aggiornamento su una storia simile, se non uguale, che si è svolta negli USA. Un ragazzino indottrinato dalla madre ha accusato il padre e per sottrarsi alla custodia al padre ordinata dal tribunale si è addirittura sposato a 16 anni per venire emancipato dalla legge di uno degli stati USA più retrivi:
    https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2015/02/19/damon-law/
    Vuoi vedere che tra altri 10 anni anche questo poveretto si renderà conto di essere stato usato da una psicopatica e scriverà un libro per chiedere perdono al padre come ha fatto la povera ragazza di cui si parla qui?
    Tieni la storia sotto osservazione, Ricciocorno, e facci sapere!

  2. Luca RB
    23 febbraio 2015 at 11:07

    Surreale dibattito sul blog segnalato sopra, a questo indirzzo:
    https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2015/02/20/i-manipolatori-della-pazzia/
    In seguito al commento di un troll che auspica “l’abbattimento” della madre alienante la blogger attacca con il suo mantra preferito tentando di ipnotizzare gli interlocutori. Udite quindi il Verbo:
    “Ma perché poi, una ragazza “alienata”? Nell’articolo si parla di una bambina costretta a mentire, che è tutta un’altra cosa, niente a che fare con la teoria di Richard Gardner!”
    “Direi che questo caso, anzi, riafferma che la PAS non esiste. Infatti la ragazza non è plagiata, non ha mai dimenticato nemmeno per un secondo chi fosse il buono e la cattiva nella sua vita e, quando è stata ascoltata, ma ascoltata per davvero, la verità è venuta a galla.”
    Quindi la bambina che chiamava per cognome il padre, lo accusava di abusi sessuali lo faceva del tutto consapevolmente, la avevano minacciata e lei pur amando il padre invece di raccontare ai vari periti che la ascoltavano la verità per farsi liberare dalla sua aguzzina confermanva le menzogne… Ma chi se la beve questa interpretazione?
    Basti dire che nell’intervista al Fatto Quotidiano Carolina Tana dichiara esplicitamente “Mi fecero il lavaggio del cervello e dichiarai pubblicamente il falso, ero come un burattino nelle sue mani e del suo avvocato”. Quindi lo dice lei stessa di ritenere a posteriori di aver subito il cosiddetto lavaggio del cervello, che altro non è se non la PAS? Ah già, ma la PAS non esiste…

  3. batman
    23 febbraio 2015 at 11:52

    Per quanto riguarda i commenti sotto al post
    https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2015/02/20/i-manipolatori-della-pazzia/
    segnalati dall’utente Luca RB, penso valga la pena fare un ragionamento più analitico, che torna utile per evidenziare la malafede di chi nega la PAS.

    Il fulcro del ragionamento del Ricciocorno (ma sarebbe meglio chiamarlo sofisma) è il seguente: “non si tratta di manipolazione psicologica perché la ragazza ha dichiarato di essere stata costretta a mentire”.

    Quindi nella teoria Ricciocorniana sul caso singolo in esame l’affermazione è la seguente: “L’alienazione in questo caso non esiste, si tratta di mera costrizione perché la ragazza nel 2015 smentisce le sue affermazioni di 20 anni prima e chiede perdono al padre.”

    Il ragionamento è fallace: il fatto che oggi la ragazza sia consapevole di aver mentito 20 anni fa non prova che quando era minorenne non fosse sotto l’influenza psicologica della madre, cioé che avrebbe mentito “consapevolmente” come fa un adulto capace di intendere e volere quando rende una falsa testimonianza. Anzi, la spiegazione alternativa, quella del “lavaggio del cervello” è l’unica che una persona di comune buon senso accetterebbe oggi, a posteriori. E venne accettata anche dai giudici che in effetti decisero di affidarla al padre ma senza portare ad esecuzione la decisione, perché ritenevano la bambina ormai grande e quindi ingestibile contro la sua volontà. Infatti lei invece che correre a braccia aperte dal padre che l’avrebbe liberata, rimase con la madre aguzzina. Come spiega il teorema Ricciocorniano questa incongruenza? E la citazione della perizia sulla minore che parla di “simbiosi nefasta” con la madre che spiegazione troverebbe se si nega la PAS?

    Generalizzando il sofisma otteniamo la seguente ipotesi “scientifica”: “Nei casi di false accuse di abusi il minore non è mai manipolato psicologicamente, afferma quanto dice perché sotto l’effetto di minaccia, come un testimone di mafia che per paura di ritorsioni ripete la versione che gli è stata imposta”.

    Ma anche questa generalizzazione è fallace, infatti è basata sulla petizione di principio che “il plagio dei minori non esiste”, ergo se non esiste, l’unica spiegazione che rimane è la minaccia e il comportamento consapevole. Notare che questa versione della consapevolezza dovrebbe essere applicata a tutti i casi, compresi quelli di bambini di 4-5 anni che sanno appena parlare, eppure si comportano esattamente come Carolina Tana,

    Ma qual è la spiegazione più semplice e convincente? Quella del plagio o quella del minore che sotto minaccia mente per poi tornare docilmente a casa del suo aguzzino pensando “appena sarà maggiorenne diro la verità”? E come si concilia l’ipotesi della “mera minaccia” (senza lavaggio del cervello) con il fatto che i minori rifiutano di essere liberati dal loro aguzzino quando viene deciso il cambio dell’affido? Rispondo io: si concilierebbe solo con l’ammettere una specie di sindrome di Stoccolma, ma infatti questo fenomeno che avviene con gli adulti presi in ostaggio ha dinamiche molto simili alla PAS, tanto che sono stati scritti articoli per farne il confronto. Quindi se anche la PAS venisse fatta uscire dalla porta con l’escamotage della teoria della “mera minaccia” finirebbe per rientrare dalla finestra sotto forma di Sindrome di Stoccolma.

  4. Gigi
    26 marzo 2015 at 08:40

    Quasi nello stesso periodo sono stato vittima pure io in Francia dove sono stato calunniato da mia moglie tramite nostra figlia di appena 10 anni, per cui sono stato prima condannato a 18 mesi di prigione con la condizionale e poi assolto in appello per non avere commesso alcun reato su mia figlia.

  5. Shahan Natalie
    3 settembre 2015 at 14:58

    La negazionista Ricciocorno ha preso la scorciatoia di negare che quella di Carolina Tana sia una storia di alienazione parentale in questi commenti al suo post:
    https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2015/02/20/i-manipolatori-della-pazzia/

    Ma adesso c’è perfino un’intervista in cui la stessa Tana afferma di avere subito alienazione parentale.
    http://www.alienazione.genitoriale.com/carolina-tana-a-spezia-tv-ho-subito-violenza-si-chiama-alienazione-parentale/
    Attendiamo la prossima arrampicata sullo specchio, ma stai attenta a non cadere Ricciocorno…

  6. Daniele LODI
    21 agosto 2016 at 16:47

    Bene per la molta attenzione alla Alienazione Parentale ma da un mio personale approfondimento, ed essendomi documentato, il caso di Carolina Tana ha delle premesse inusuali e potrebbe avere una semplice risposta di tipo patrimoniale.

  7. batman
    21 agosto 2016 at 18:04

    Non possiamo pubblicare il suo lungo commento in cui, in sintesi per chi ci legge, si cerca di dimostrare che le accuse al padre di Carolina potevano essere vere e la sua ritrattazione interessata.
    A parere di chi scrive l’ipotesi dell’alienazione parentale è la più verosimile, e il seguito della storia personale della madre che incoraggiò Carolina a fare le accuse ne è una prova indiretta. La letteratura scientifica sulle false accuse in sede di separazione (un fenomeno studiato a livello accademico da vari decenni) evidenzia come le persone che ricorrono a questo strumento nella battaglia del divorzio spesso hanno profili di personalità problematici. La storia Vaz contro Tana da questo punto di vista è un caso da manuale.

  8. Daniele LODI (Milano)
    22 agosto 2016 at 00:23

    Grazie per la sua risposta.
    È che mai la madre incoraggiò Carolina come risulta dalla sentenza, e pure risulta che la madre oltre a Carolina denunciò gli abusi solo quando un avvocato l’avvisò che non facendolo avrebbe potuto essere accusata di complicità con il padre. Ha una sua logica. Inoltre risultano essere palesemente false molte delle notizie anche da Voi riportate sulle sentenze a carico della Pereira Vaz, di Francia, Spagna e Italia (prove disponibili), e che sono ripetutamente usate per dimostrare e sostenere la presunta alienazione parentale di cui si occupa seriamente il vostro site.

  9. batman
    22 agosto 2016 at 07:43

    Il post che stiamo commentando riporta esclusivamente articoli comparsi sulla stampa nazionale, se ci sono informazioni non fondate le segnali ai responsabili dei siti che sono fonti primarie. Inoltre non mi risulta che ci siano sentenze straniere che servono a dimostrare l’alienazione parentale, venne invece accertata dalla CTU fatta in Italia.
    L’alienazione parentale ha sempre la sua logica, e per quanto possa poco valere il mio parere il caso della Tana è un palese caso di alienazione. Se non reggesse l’impianto di questo caso vorrebbe dire che è impossibile dimostrare l’alienazione in tutti gli altri casi che spesso sono meno chiari.

  10. Daniele LODI - Milano
    23 agosto 2016 at 21:24

    Giustamente, non è sempre facile dimostare l’alienazione. Per questo, contando nella possibilità che voi date ad ogni lettore Vi richiederei di pubblicare come commento le osservazioni che di seguito riporto con testo ora più ridotto….[…]

  11. batman
    24 agosto 2016 at 08:25

    Mi dispiace, come amministratori di questo blog non possiamo pubblicare quello che ci chiede. A parte il fatto che siamo del tutto convinti della buona fede di Carolina Tana e non intendiamo appoggiare un tentativo di screditarla, ci sono altri motivi di opportunità. Di quanto da noi pubblicato rispondono i giornali e i giornalisti che hanno scritto i pezzi sotto la protezione del diritto di cronaca. Questo blog non è una testata giornalistica ma una banca dati e quindi si limita a riportare documenti già pubblicati da altre fonti attendibili che sono sempre indicate. Se lei ritiene opportuno aprire una discussione sulla vicenda apra un blog su un servizio gratuito e pubblichi sottto la sua responsabilità quello che crede giusto. E attenzione: Carolina Tana ha già minacciato di querela varie testate per il fatto che nel titolo lasciavano intendere che il padre era stato condannato in primo grado, e l’avvocato che la segue (la De Pace) ha parcelle molto elevate.

  12. Daniele LODI
    24 agosto 2016 at 18:25

    Grazie. Pur comprendendo la vostra posizione, e che la stessa deve mantenersi coerente con il tema serio della Alienazione La invito a leggere l’estratto da link qui sotto di una delle parti del primo libro “La bugiarda”, quello che Carolina a 17 anni promosse con altrettante conferenze stampa e interviste televisive e affermando il contrario di quello che diffonde ora. Non si tratta di screditare Carolina, ma solo di rendere disponibili a tutte le persone che seguono il caso attraverso di Voi anche quelle informazioni che legalmente possono essere rese pubbliche (anche con le domande che avevo scritto) e che possono fare più luce sulla vicenda. Credo che sia compito di ognuno, e anche del vostro blog, fare il possibile per non fondersi con l’inganno e l’apparenza.
    Link:[…]

  13. batman
    25 agosto 2016 at 07:09

    Leggerò il capitolo. Ma non pubblico il link qui perché il libro è stato sequestrato dalla magistratura su richiesta di Alberto Tana poco tempo dopo l’uscita.

    PS: Se e quando decideremo di trasformare questo blog in una nave corsara, lo faremo eventualmente per attaccare chi nega l’esistenza dell’alienazione genitoriale e delle false accuse, e non per mettere dubbi sulla palese evidenza di un caso come questo. Tuttavia dato che lei, almeno da come scrive, non pare un negazionista fanatico come altri che sono capitati qui, apra un blog sul tema, molti dei nostri lettori saranno felici di lasciare i loro commenti in modo civile e pacato.

  14. Luigi
    7 settembre 2016 at 13:55

    Al momento attuale, anche se assolto per non aver commesso alcuno abuso da un tribunale francese nel 2005 , mia figlia di 25 anni mi ignora con sua sorella di 30 perché
    la loro diabolica madre ha abusato di loro alienando la paternità nel loro cuore, cioè me con la mia legittima autorità . E’ una mobber ! Essendo residenti entrambe in Francia, lo stato italiano non mi ha per niente difeso nella separazione e così mi tocca versare l’assegno di mantenimento per una figlia universitaria che mi ignora da 16 anni e più perché una madre degenere appoggiata da sua madre hanno colpito me nel segno giusto per raggiungere il loro fine avvelenando la mente ed il cuore di chi è stato facile con le calunnie rovinare per sempre la sensibilità parentale, le mie figlie definitamente ormai insensibili . Gigi .

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