Il negazionismo dell’AIDS

Il negazionismo dell’alienazione genitoriale, assente nella letteratura scientifica, rimane diffuso sulla stampa, su internet, forma associazioni, che pretendono di impedire la protezione dei bambini: una situazione che ha molti punti in comune con l’analogo fenomeno del negazionismo dell’AIDS.

Il virus HIV venne isolato nel 1983 ipotizzando che fosse la causa dell’AIDS, circostanza poi scientificamente stabilita nel 1988 e che ha portato nel 1995 allo sviluppo di cure efficaci.

Ancora oggi gruppi di negazionisti continuano a sostenere che l’HIV non è stato isolato, che l’AIDS è causato da stress e/o droghe e/o malnutrizione.

Anche il negazionismo dell’AIDS è assente nella letteratura scientifica, ma gode di supporto presso la stampa, su internet, in commissioni e nella politica.

10323Il caso più tragico è quello dell’ex presidente del Sud Africa T. Mbeki, che nel 2000 istituì una commissione contenente negazionisti. Il Sud Africa ha rifiutato di fornire le cure ai suoi cittadini: a causa di politiche negazioniste l’aspettativa di vita è scesa da 63 a 46 anni,  il 18% della popolazione è infetto, circa 330 mila persone in più sono morte di AIDS, fra cui il figlio di Nelson Mandela.

La commissione includeva ad esempio la negazionista americana Christine Joy Maggiore, che invitava le madri HIV-positive come lei a non prendere farmaci che proteggono i figli dalla diffusione dell’HIV, e ad allattarli al seno (comportamento che favorisce la diffusione dell’HIV). Lei stessa adottò l’ideologia negazionista con la propria figlia Eliza. Quando nel 2005 la figlia morì di AIDS a 3 anni, la negazionista attaccò il medico legale, ottenne contro-perizie firmate da medici negazionisti. L’unico intervento della giustizia fu una temporanea sospensione del pediatra che acconsentì a non fornire cure alla bambina. Nel 2006 la giornalista negazionista Celia Farber sostenne che si trattava di un complotto attaccando la comunità medica. La Maggiore è morta di AIDS nel 2008 all’età di 52 anni.

Le sopravvive l’associazione “Alive & Well AIDS Alternatives”, che ha assistito legalmente circa 50 madri che vogliono impedire ai figli di ricevere le cure per l’AIDS. Come nel caso della PAS, questo tipo di associazioni porta i genitori negazionisti a chiudersi a riccio in un fanatismo cieco, rendendo l’allontanamento l’unica via di salvezza per i figli.

Si sono così salvati, ad esempio, i figli della negazionista Sophie Brassard.

Una differenza fra i negazionisti della PAS e quelli dell’AIDS è che i secondi a volte pagano in prima persona: la lista dei negazionisti morti per malattie associate all’AIDS include Ken Anderlini, Fela Anikulapo-Kuti, Michael Bellefountaine, Sophie Brassard, Ronnie Burk, Jerry Colinard, Sylvie Cousseau, Boyd Ed Graves, Mark Griffiths, Robert Johnston, John Kirkham, Kelly Jon Landis, Sandi Lenfestey, Sandi Lenfestey, Jack Levine, Raphael Lombardo, Peter Mokaba, Christine Maggiore, Marietta Ndziba, David Pasquarelli, Casper G. Schmidt, Karri Stokely, Tony Tompsett, Huw Christie Williams, Jody Wells, Scott Zanetti.

Secondo molti negazionisti dell’AIDS si tratterebbe di un complotto delle case farmaceutiche per vendere medicine inutili; secondo molti negazionisti della PAS si tratterebbe di un complotto di pedofili.  “Mai arrendersi nemmeno di fronte all’evidenza” è lo slogan comune dei negazionisti, fenomeno noto in psichiatria:

«L’esaltazione fissata si basa su un preciso scompaginarsi del rapporto fra l’ascesa e il procedere nel senso dell’ampiezza […]. Questa sproporzione non consente più all’esistenza di fare esperienza allargandola nella dimensione dell’ampiezza, perché l’ideale fissato blocca qualsiasi ulteriore assimilazione.  L’espressione “esaltazione fissata” significa sempre che l’esistenza si è “smarrita”, si è perduta in una determinata “esperienza”, che, per usare un’immagine di Hofmannsthal, non è più in grado di “levare le tende”, di progettarsi per un altro futuro, […] di ampliare “l’orizzonte della propria esperienza”, di rivederlo, né di verificarlo perché si è fissata su un punto di vista limitato».

Ludwig BINSWANGER, Vom anthropologischen Sinn der Verstiegenheit; tr. it. Di Filippini, L’esaltazione fissata, in “Tre forme di esistenza mancata”.

«Gli psicopatici fanatici sono dominati da complessi ideativi prevalenti, o personali o concettuali: il fanatico vero e proprio è infatti una personalità marcatamente attiva, espansiva. Il fanatico della propria persona, come il querulomane, combatte per il suo diritto reale o presunto, il fanatico dell’idea combatte per il suo programma o per la diffusione di esso».

Kurt Schneider in “Psicopatologia clinica”.

«Contro la stupidità neanche gli dei possono nulla».

Friederich Shiller

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