Le possibili conseguenze della Alienazione Genitoriale: la devianza minorile — dott. Simona Ruffini

Vi è una possibile correlazione tra PAS e devianza minorile essendo la separazione conflittuale un possibile fattore di criticità nello sviluppo del minore. Il Legame non è automatico, non si tratta cioè di una relazione causa-effetto.

Le Reazioni diverse del minore al trauma possono essere di 3 tipi:

  1. aggressività agita – allarme sociale
  2. aggressività autodiretta – allarme individuale
  3. sopravvivenza psichica del minore – disagio nascosto.

Perchè un minore delinque? Come, Perchè e da Cosa nasce tale reazione?

MODO:

Autodiretti: esposizione al rischio: (tossicodipendenza, alcoolismo, autolesionismo, depressione, suicidio, condotte pericolose)

Eterodiretti: condotte trasgressive (devianza, criminalità, violenza)

FINE: richiesta di aiuto

CAUSA: mancanza di maturità psicologica – responsabilizzazione (capacità di intendere) – funzione autoregolativa (capacità di volere)

Chi avrebbe dovuto trasmettere tale maturità? La famiglia

Aggressioni all’IO del minore e modalità di reazione

Quando il minore subisce delle aggressioni (fisiche o psichiche) la famiglia rappresenta la difesa principale per la sua incolumità. Quando però le aggressioni arrivano proprio dalla famiglia il minore è in grande difficoltà. Le aggressioni possono andare dall’estremo dei maltrattamenti all’altro estremo dell’abbandono. Una forma di violenza fatta al minore è il coinvolgerlo in separazioni conflittuali (PAS). Di fronte a questo tipo di aggressioni l’Io infantile può attivare istanze d’ansia associate a vissuti di esclusione, rifiuto, repulsione, instabilità. Dato lo scarso equipaggiamento difensivo dell’IO il minore utilizzerà diverse reazioni: – contrattacco (atteggiamento offensivo) – fuga (regressione) – nascondimento (evitamento, isolamento)

COSA ACCADE NELLA PAS

Il figlio coinvolto in una relazione di coppia ad elevati livelli di tensione, o è in grado di uscire dal triangolo riportando il problema alla coppia (ma per fare questo deve aver raggiunto un adeguato livello di differenziazione dell’Io, di crescita personale, che generalmente non troviamo in un minore) oppure si coalizza e si allea con uno dei due elementi della coppia.

LA FUNZIONE GENITORIALE E’ DINAMICA (varia a seconda dell’età e delle richieste del minore) funzione affettiva: fornire un contenitore affettivo stabile e costante, indispensabile per sviluppare il processo di appatenenza e di differenziazione (identità) funzione socializzante: dare ai figli forze incentivanti alla conquista di relazioni che andranno a sostituire quelle parentali funzione normativa: esercitare un livello di autorità tale da trasmettere ai figli un limite.

LEGAME CON LA DEVIANZA – COSA ACCADE NELLA PAS

Le coppie che non riescono a risolvere i conflitti coniugali, spostano queste tensioni nell’area genitoriale; si confondono le due sfere (coniugale e genitoriale). Così i genitori non riescono a svolgere la loro funzione genitoriale.

La Sindrome da genitoriale è diventata parentale, allargandosi a tutta la famiglia Richard Gardner (1985): “disturbo che insorge principalmente nel contesto delle cause per la custodia dei figli. La sua manifestazione principale è la campagna di denigrazione rivolta contro un genitore. Essa è il risultato della combinazione di una programmazione effettuata dal genitore alienante e del contributo dato dal bambino in proprio, alla denigrazione del genitore alienato. In presenza di reali abusi o trascuratezza dei genitori l’ostilità del bambino può essere giustificata e, di conseguenza, la Sindrome di Alienazione Parentale, come spiegazione dell’ostilità del bambino, non è applicabile”.

E’ identificato come sano il comportamento di quei figli che temporaneamente si alleano col genitore che sentono più simile a sé, cioè quello che pensano sia vittima della separazione. Vogliono prendersene cura e aiutarlo a superare la crisi, e a meno che non siano risposte estreme o prolungate, sono da considerarsi risposte normative positive. I figli più sani e meglio adattati tuttavia finiscono col dimostrare uno spiccato desiderio di essere giusti ed equilibrati con entrambi i genitori, si dissociano dalla lite coniugale e a volte da entrambi i genitori, se sono adolescenti o giovani adulti accelerano il processo di distacco dai genitori e trascorreranno molto più tempo fuori casa.

Sono invece i figli più fragili che incominciano progressivamente ad alienare il genitore con cui non si sono alleati e che possono rientrare nella normalità solo se la separazione verrà gestita bene dai genitori. Questi bambini subiscono una violenza emotiva che crea loro un danno enorme. Le conseguenze di questa violenza sono infatti (Gardner 1992): – esame di realtà alterato – narcisismo – indebolimento della capacità di provare simpatia ed empatia – mancanza di rispetto per l’autorità.

Le reazioni generali alla separazione sono accentuate dal conflitto tra i coniugi. Le esperienze del bambino in età prescolare (periodo pre-edipico ed edipico 0-6 anni) e dei bambini molto piccoli (2 – 3 ½ anni) sono: massicce regressioni del comportamento e incapacità di manifestare la gioia. Nei bambini più grandi (3 ½ anni – 6 anni), invece, notiamo un aumento del comportamento aggressivo e una accresciuta paura di farsi male.

Esperienze del bambino nel periodo di latenza (7-10 anni) coincidono col PERIODO PIU’ CRITICO PER L’INSORGENZA DELLA SINDROME, segnato da:

  • tristezza e dolore,
  • fantasie di riconciliazione
  • collera
  • sintomi somatici
  • senso di perdita
  • conflitti di lealtà

Esperienze di soggetti in età adolescenziale (periodo critico per l’agito):

  • comportamenti antisociali
  • alternanza di depressioni interiori a fasi di aggressività esterna
  • fughe da casa

Quindi: uno degli elementi più frequenti in tutti i sottogruppi è l’aggressività. Nei maschi si sviluppa in 3 momenti:

a) ostilità vs i genitori nei bambini con meno di 7 anni

b) ostilità vs fratelli e coetanei nei bambini tra i 7 e gli 11 anni

c) aggressività al di fuori della famiglia e contro la legge nei minori con più di 12 anni.

Nelle femmine si ha un accenno iniziale di aggressività vs i genitori ma poi scompare o si inibisce e si manifestano manierismi da pseudoadulte, dai 7 agli 11 anni. In età adolescenziale compaiono al contrario incontrollati comportamenti sessuali, tossicodipendenza e attività antisociali.

Rischi per il minore:

Sviluppare un falso sé (Winnicott) – i bambini che sviluppano un falso sé hanno una importanza centrale per i genitori o altre figure di accudimento non per quel che sono veramente ma per la funzione che svolgono. Il messaggio ambiguo di essere molto apprezzato, ma solo per il ruolo particolare che si svolge, fa si che il bambino creda che se vengono scoperti i suoi sentimenti reali, specialmente quelli ostili o egoistici, verrà rifiutato o umiliato.

Non sviluppare una corretta morale (Kholberg) – Lo sviluppo del giudizio e della condotta morale sono oggetto di molteplici studi. Kohlberg ritiene che lo sviluppo morale manifesti in ogni individuo componenti intrinseche, con uno specifico ritmo evolutivo che percorre una sequenza di passaggi obbligati.

Lo sviluppo morale si configura in 3 livelli di organizzazione, ciascuno dei quali prevede 2 stadi:

Livello Preconvenzionale

– Stadio 1: moralità eteronoma

– Stadio 2: individualismo, scopo strumentale e scambio Livello Convenzionale

– Stadio 3: aspettative interpersonali reciproche, relazioni e conformità interpersonale

– Stadio 4: sistema sociale e coscienza Livello Postconvenzionale (fondato sui principi)

– Stadio 5: contratto sociale o utilità e diritti individuali

– Stadio 6: principi etici universali.

Il Livello Preconvenzionale è tipico degli individui di 4-10 anni. Il soggetto è sensibile alle regole culturali indicanti ciò che è bene e ciò che è male nei termini delle conseguenze fisiche o edonistiche (punizioni e premi) oppure in riferimento al potere fisico e dunque alla superiorità di chi enuncia le regole.

Livello Convenzionale, diffuso tra molti adolescenti e adulti, nei quali è dominante la tendenza al conformismo nei riguardi degli stereotipi morali presenti nella famiglia, nel gruppo e nella società.

Livello Postconvenzionale (fondato sui principi) raggiunto solo da pochi adulti, è contraddistinto dalla tensione ai valori e ai principi morali assoluti e universali.

Tutti i precedenti fattori possono far “esplodere” il minore. Come evitarlo?

COLLABORAZIONE AVVOCATO-PSICOLOGO

Collaborazione dello psicologo con l’avvocato nella trattazione di un conflitto coniugale relativo a separazione o divorzio:

  • chiarimenti al cliente del significato psicologico della separazione e del divorzio
  • chiarimenti relativi agli effetti sui figli a lui affidati e non affidati
  • collaborazione per il raggiungimento del c.d. divorzio psicologico
  • collaborazione in relazione alla comprensione dei fatti che hanno portato alla separazione
  • aiuto nella separazione se la riconciliazione non è attuabile.

Atteggiamenti da sollecitare nei genitori (quelli richiesti per le capacità genitoriali di affido):

  • proteggere agli occhi del figlio l’immagine dell’altro genitore consapevole che il piccolo ha idealmente bisogno di entrambi
  • provvedere ai bisogni fisici e materiali del figlio
  • generare nel bambino un senso di fiducia in se stesso
  • preparare per i figli un ambiente fisico sicuro, stimolante
  • provvedere ai bisogni psicologici, emotivi, affettivi dei figli.

I minori hanno delle straordinarie capacità di recupero e questo recupero passa spesso attraverso lo Sport (Canalizzazione Aggressività e Controllo del Proprio Corpo) e l’Arte e la Musica (Creatività per il Superamento del Trauma).

[Fonte: adiantum]

Dottoressa Simona Ruffini Psicologa, Specializzata in Psicologia Giuridica e Criminologia Dottoranda di Ricerca in Scienze Forensi, Tor Vergata

simonaruffini@libero.it

ruffini16485@ordinepsicologilazio.postecert.it

 

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