L’alienatore attivo

Non voglio che tu dica a papà che ho guadagnato questo extra. Con la miseria che mi paga di mantenimento per te non posso portarti a Gardaland”.  La maggior parte dei genitori che, dopo la sentenza, ritornano dai giudici per modificare gli orari di visita sono alienatori attivi.  Essi sanno che i bambini hanno bisogno di entrambi i genitori, ma non riescono a controllare le loro frustrazioni.  Quando qualcosa le scatena, agiscono in modo da rinforzare l’alienazione contro l’altro genitore.  Dopo aver riacquistato il controllo, si sentono in colpa per ciò che hanno fatto e cercano di compensarlo.  Oscillare fra l’impulso di alienare e poi riparare il danno è il segno distintivo dell’alienatore attivo.  Pensano bene, ma perdono il controllo sopraffatti dall’intensità dei loro sentimenti.  Le caratteristiche di un alienatore attivo sono:

  • Attaccare l’altro genitore davanti ai figli; il problema è più dovuto alla mancanza di auto-controllo che a malvagità;
  • Dopo essersi calmati, ammettere l’errore, e cercare di porvi rimedio, riuscendo ad essere di aiuto e di supporto per i sentimenti dei figli;
  • Riescono a capire che i figli hanno diversi desideri e sentimenti da loro stessi; ma lo dimenticano durante i momenti di rabbia;  i bambini più grandi imparano a tenere per se le opinioni che possano urtarli; ma i bambini più piccoli sono più vulnerabili di fronte alle manipolazioni;
  • Riescono a rispettare l’autorità dei giudici e (in maggior parte) ad obbedire alle loro ordinanze;  tuttavia possono essere molto rigidi e non cooperativi con l’altro genitore;
  • Solitamente vogliono accettare l’aiuto di un professionista per risolvere i problemi dei figli, e sono sinceramente interessati al loro benessere.
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