Una sottrazione internazionale Italia-Germania con lieto fine – 27.8.2018

VICENZA

Tornano a casa i bambini «rapiti» dalla madre

Il padre vicentino li ha rintracciati e ha ottenuto l’affidamento esclusivo dei 3 figli

di Andrea Alba

(corrieredelveneto.corriere.it) La mamma torna a casa dal mare con i bambino di 8 e 5 anni e la più piccola di sette mesi: il tempo di fare le valigie e poi scappare in auto, portando i bambini con sè in Germania. Quella che è stata definita, da due tribunali, una sottrazione internazionale di tre bimbi vicentini è stata sventata dopo un anno grazie all’azione legale del padre e alle sentenze di un tribunale tedesco e del foro di Vicenza. «Ora i tre piccoli sono con il papà, ha ottenuto l’affidamento in via esclusiva ed è andato a prenderli una settimana fa. – spiega l’avvocato altoatesino Carlo Alberto Boscarolli, che segue il genitore – La madre, di origine tedesca, può vederli comunque quando vuole ma per ora ha scelto di restare in Germania».

La vicenda

La storia inizia a settembre 2017 in un centro dell’Alto Vicentino, dove la coppia di quarantenni – lui italiano, lei tedesca – viveva insieme dal 2008. Una convivenza coronata dalla nascita di due bimbi maschi e una femminuccia, ma che l’anno scorso ha iniziato a deteriorarsi. «La donna ha avuto una serie di crisi nervose, di fronte alle quali il compagno non sapeva come reagire. Di punto in bianco lei ha preso i bambini e li ha portati via» spiega il legale, specialista in casi di sottrazioni internazionali. Il genitore dopo qualche giorno, superato lo choc, è riuscito a scoprire che i figli erano in Germania dai nonni materni. «È riuscito a saperlo per vie traverse perché la madre non comunicava più. Comunque, a quel punto abbiamo avviato le procedure previste dalla convenzione de L’Aja. Denunciando poi l’accaduto alla magistratura tedesca» riprende l’avvocato. Il tribunale tedesco se ne è occupato ad aprile di quest’anno. Nel frattempo i bambini abitavano in un paesino della Germania orientale, dove erano anche stati iscritti a scuola. Il padre ogni tanto riusciva a parlare con loro e a vederli via Skype, oltre a mandare loro dei soldi «per accertarsi che non gli fosse fatto mancare niente» sottolinea il legale.

La sentenza

L’intera vicenda è stata complicata dalla nazionalità tedesca dei bambini e dal fatto che, formalmente, risultassero anche prima residenti in Germania pur avendo sempre vissuto in Italia. «Ad aprile il giudice tedesco ha affrontato la questione in un’udienza molto complessa, la controparte ha tentato di dimostrare che i bambini volevano rimanere in Germania anche se in realtà, come è emerso, non era così – osserva Boscarolli –. Il magistrato ha sentenziato che la madre coi bimbi doveva tornare in Italia. Anche il ricorso in appello della donna è stato respinto». Così i tre piccoli, con la madre, sono tornati in Italia. «Nonostante questo, di fatto al padre veniva quasi impedito di incontrarli: lei si era trasferita in Alto Adige senza riferire l’indirizzo all’ex compagno e padre dei tre bambini. Nel frattempo però avevamo presentato istanza anche al tribunale civile di Vicenza e pochi giorni fa è arrivata la sentenza: i bambini sono stati affidati in via esclusiva al padre – conclude il legale – li ha già iscritti a scuola qui».

Fonte/credits: https://corrieredelveneto.corriere.it/

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