Trattamento della PAD (Parental Alienation Dynamic) – Dr. Craig Childress

Dr. Craig Childress

“Quando uno dei genitori è patogeno il primo passo da compiere è salvare il minore dagli effetti della patologia del genitore. Il minore va immediatamente separato dal genitore alienante e collocato in un contesto sicuro.”

Lo scrive nel suo sito web il dr. Craig Childress.

Craig Childress è un noto psicologo e psicoterapeuta che opera da molti anni a Pasadena (California) nel campo della terapia dei problemi dei minori e della coppia. Ha elaborato un metodo originale per trattare l’alienazione parentale.
L’originalità del metodo dipende in larga misura da una nuova interpretazione a livello diagnostico dell’alienazione parentale. Childress infatti, pur riconoscendo l’utilità del concetto di “Sindrome di Alienazione Genitoriale”, non lo vede come necessario, ritenendo che l’intero processo di alienazione sia già catturato dalle diagnosi già ufficialmente riconosciute.

Ovviamente — essendo uno studioso con esperienza nel campo dei minori — Childress conosce le terribili conseguenze dell’alienazione genitoriale, e quindi non prende in considerazione le tesi dei negazionisti (coloro che rigettano la teoria classica della sindrome di alienazione parentale sviluppata da Gardner negando l’evidenza del fenomeno stesso dell’alienazione).

Al contrario, Craig Childress propone una interpretazione ancora più radicale del fenomeno, inquadrandolo in alcune figure già comprese nel manuale diagnostico DSM come patologia psichiatrica del genitore alienante che viene trasmessa al minore alienato in quella che Childress definisce come un processo dinamico transgenerazionale che spesso coinvolge anche i nonni. Childress ritiene che la causa prima del problema vada cercata in una relazione patologica instaurata nell’infanzia dal genitore alienante con uno dei suoi genitori.

Secondo Childress il genitore alienante è affetto da disturbi clinicamente classificabili secondo lo schema diagnostico del DSM-IV come “Delusional Disorder; persecutory type” e “Personality disorder (borderline, narcissistic)”. Questi disturbi della personalità del genitore inducono nel minore alienanto autonomi disturbi della personalità classificabili nello schema diagnostico del DSM-IV come “Oppositional Defiant Disorder” e “Shared Psychotic Disorder” (più noto come Folie à deux).

Si tratta di un disturbo psicotico indotto, la cui manifestazione essenziale è un sistema delirante che si sviluppa in una seconda persona conseguentemente ad una relazione molto stretta con un altro soggetto (il caso primario), che domina la relazione patologica ed impone gradualmente il suo sistema delirante (spesso paranoide) all’altro, più passivo ed inizialmente sano.

La cura per tale disordine richiede l’allontamento della persona contagiata dal soggetto psicotico primario.  Il primo passo rimane quindi lo stesso indispensabile nel caso della PAS: l’allontanamento del bambino alienato dal genitore alienante, la cui psicosi spesso si concretizza in false accuse contro il genitore alienato.

La successiva terapia proposta da Childress viene definita “Strategic-Beahvioural-System Intervention” e mira a modificare il significato del comportamento di rifiuto del genitore da parte del minore per permettergli di sviluppare una positiva relazione con questo genitore senza “tradire” l’alleanza e il senso di lealtà con il genitore alienante.

La chiave della terapia è la ridefinizione degli assetti di potere della situazione, che viene interpretata nello schema concettuale della teoria psicologica del Family System. Il meccanisimo di ridefinizione utilizzato consiste nel subordinare l’ampiezza dei tempi che il minore potrà trascorrere con il genitore alienante alla sua disponibilità ad assumere atteggiamenti migliori nei confronti del genitore rifiutato. In questo modo il minore si sentirà “scusato” per il suo “tradimento” dell’allenza con il genitore favorito, perchè il suo comportamento con il genitore rifiutato sarà ridefinito come passaggio obbligato opportunistico per ricongiungersi con il genitore favorito.
Ovviamente la terapia richiede il supporto dell’autorità giudiziaria che deve far applicare le regole del gioco dei tempi di permanenza presso i genitori. E ovviamente la terapia prevede che dopo un periodo di tempo il minore, grazie alle nuove regole del gioco, saprà uscire da una interpretazione meramente opportunistica delle stesse e sviluppare una relazione autentica con il genitore precedentemente rifiutato. Il sistema di regole della terapia serve quindi per offrire una via d’uscita al minore dalla trappola dell’allenza e del conflitto di lealtà.

Childress ha recentemente pubblicato una breve guida per il genitore alienato su come dialogare con il figlio che lo rifiuta e come reagire al biasimo che invariabilmente il figlio alienato rivolge al genitore che rifiuta. Il documento si intitola Ju-jitsu Parenting Communication.

Fonti (in inglese):

  1. Trans-Generational Structure of the Alienation Dynamic
  2. DSM-IV TR Diagnosis of the Alienation Dynamic
  3. Therapy Framework for Treatment of Parental Alienation Dynamic
  4. http://www.youtube.com/user/padchildress#p/u/33/9_gfu_4XNyU

La teoria del Dr. Childress è esposta più ampiamente sul sito http://drcachildress.com

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