Sottrazione internazionale: tre bambini portati in USA dalla madre dovranno tornare dal padre in Italia

barcaL’armatore contro l’ex, tre bimbi contesi negli Usa
di FRANCESCO SALVATORE

ROMA 3-5-2015 — Bambini contesi. Figli vittime di una battaglia giudiziaria per l’affidamento tra l’Italia e gli Stati Uniti. Portati via di peso, su ordine di un giudice americano, dalla casa di Miami dove vivevano con la mamma e condotti in un istituto lontano. La vicenda riguarda i tre figli di una donna italiana, Lara Ciribì, e dell’armatore Vincenzo Onorato, presidente del team velico Mascalzone Latino e socio di maggioranza della società che possiede la Tirrenia. Tra i due, da quattro anni, è in corso una controversia giudiziaria per l’affidamento dei figli. Una battaglia a colpi di ricorsi, passata dal tribunale civile di Milano alla procura e arrivata fino al giudice della contea di Miami. Un mare di carte che hanno prodotto sentenze e ordinanze, oltre che un’indagine penale per maltrattamenti a carico di lui e un’altra per sottrazione internazionale di minori per lei.
Adesso la donna è bloccata negli Stati Uniti perché un giudice della contea di Miami, dallo scorso novembre, le ha ritirato il passaporto. Alcuni mesi dopo i figli sono stati affidati a un centro per riavvicinarli al padre. La vicenda, oltre ad aver rappresentato per i bambini un episodio drammatico, ha delle ripercussioni nel contenzioso civile in Italia. Ciribì, infatti, non può ottemperare a una sentenza del tribunale di Milano, che le prescriveva di riportare i tre figli in Italia entro il 30 aprile: «La decisione irragionevole del giudice americano mette Ciribì nelle condizioni di non poter adempiere al tribunale civile di Milano – ha detto il legale della donna, l’avvocato Francesco Caroleo Grimaldi – si avverte un evidente conflitto giuridico fra ordinamento statunitense e italiano. In Italia, quanto successo in America, appare impensabile».
«La decisione del giudice statunitense di allontanare i figli dalla madre, è basata su una relazione dello psicologo incaricato dal tribunale. Ciribì è stata ritenuta responsabile dello stato di alienazione dei figli dal padre. Questo comportamento è stato ritenuto una forma di abuso sui minori» ha commentato l’avvocato Eva Lenski, legale di Onorato.

Fonte/Credits: http://roma.repubblica.it


ROMA 3-5-2015 — Ha cercato di non far rientrare i tre figli in Italia, come le hanno imposto i giudici di Milano. E ha intentato negli Stati Uniti cause al marito da cui si è separata consensualmente, sempre nel tentativo di far restare a Miami i tre minori nati dal matrimonio con Vincenzo Onorato, presidente di Mascalzone Latino e della Moby Lines e vicino a diventare unico proprietario della Tirrenia dopo l’accordo con il fondo Clessidra. Ma, alla fine, le mosse di Lara Ciribì contro l’armatore si sono rivelate per lei un boomerang: i giudici americani le hanno ritirato il passaporto e ora le impediscono di vedere i figli, per seguire i quali – nel frattempo – sono stati nominati tre curatori.

«Vicenda sconvolgente» «Una vicenda che lascia sconvolti, a prescindere da chi abbia ragione. I metodi utilizzati contro la mia cliente, da noi sono inconcepibili», protesta Francesco Caroleo Grimaldi, il penalista che si occupa di lei nel nostro Paese. Fatto sta che la fine del matrimonio tra Onorato e Ciribì – sancita anche con l’affidamento condiviso dei figli – si è trasformata in una lunga e logorante battaglia giudiziaria, con denunce e controdenunce e con i magistrati italiani della Procura e del Tribunale civile di Milano e i colleghi americani costretti a districarsi e a rincorrersi tra provvedimenti a volte contrastanti. Come quello delle toghe italiane che avevano imposto il rientro in Italia dei ragazzini entro il 30 aprile scorso rimasto inattuato perché nel frattempo a Miami un giudice li ha affidati a un gruppo di esperti.

«Due anni di lotte» «Lara Ciribì ha ingaggiato da due anni una feroce lotta per l’affidamento dei tre figli sia in Italia sia negli Stati Uniti (dove si è trasferita), trattenendo i figli da quasi un anno senza il consenso del padre e in violazione di precisi provvedimenti giudiziari italiani, che hanno negato alla madre l’autorizzazione al trasferimento dei bambini in America», ha sottolineato il legale di Onorato, Eva Lenski. «Ha perso tutte le cause in Italia e in America: i tre bambini sono stati collocati presso il padre e devono rientrare in Italia – ha aggiunto -. Ciribi è stata riconosciuta dai consulenti nominati dal Tribunale americano e nei successivi provvedimenti responsabile del grave stato di alienazione dei figli, di abusi psicologici nei loro confronti e di sottrazione».

Fonte/Credits: http://roma.corriere.it


Guerra legale con l’ex moglie Lara Ciribì: l’armatore non vede da oltre un anno i tre figli piccoli

PORTOFERRAIO. Tre figli lontani, da oltre un anno. E una guerra per il loro affidamento in corso, ormai da tempo, con l’ex moglie Lara Ciribì. Sono i contorni della vicenda familiare, rimbalzata dagli Stati Uniti fino all’isola d’Elba, che vede protagonista l’armatore di Moby e Toremar Vincenzo Onorato.
Gli strascichi legali del terzo matrimonio dell’armatore napoletano, legato strettamente all’Elba dove ancora vive la madre, sono finiti sulle pagine della stampa nazionale.

Tutto questo dopo che Lara Ciribì, ex giornalista e per anni sposata con Onorato, ha impedito ai tre figli piccoli, due bambine e un maschietto, di rientrare in Italia dal padre, come imposto dai giudici italiani. E, dagli Stati Uniti, l’ex moglie di Onorato ha deciso perfino di intentare causa a Onorato. Una decisione che, tuttavia, si è ritorta contro alla donna.

I giudici s stelle e strisce della contea di Miami (dove la Ciribì vive attualmente) hanno infatti ritirato il passaporto alla Ciribì e le hanno imposto di non vedere i figli che, in attesa del compimento del percorso della giustizia, sono seguiti da dei curatori nominati dalla corte. Questo perché, come ha spiegato l’avvocato di Onorato al Corriere della Sera, «Ciribì è stata riconosciuta dai consulenti nominati dal Tribunale americano e nei successivi provvedimenti responsabile del grave stato di alienazione dei figli, di abusi psicologici nei loro confronti e di sottrazione». Ma la decisione dei giudici americani, paradossalmente, impedisce alla donna di poter ottemperare alla sentenza del Tribunale civile di Milano che prescriveva alla donna di far rientrare i bambini in Italia, dal padre, entro il 30 aprile.

La battaglia legale -una sorta di ping pong senza soluzioni di continuità tra giudici e avvocati italiani e i colleghi americani – si trascina da tempo e, di fatto, tiene lontano dall’armatore napoletano i tre figli più piccoli. Quelli, per intendersi, nati durante la relazione con l’ex giornalista, terza moglie di Onorato.
L’imprenditore marittimo, in tutto, ha cinque figli. Achille, attuale amministratore delegato di Toremar, nato dalla relazione con la prima moglie, e il più giovane Alessandro, nato dal secondo matrimonio.

Fonte/Credits: http://iltirreno.gelocal.it/

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