Sorelle italiane rimpatriate dall’Australia

I genitori di quattro bambine, madre australiana e padre italiano,  si erano separati in Italia nel 2007.  Nel 2010 la donna senza il consenso dall’ex marito era partita  dall’Italia con le figlie per andare a vivere in Australia, in violazione della Convenzione dell’Aia che vieta il trasferimento all’estero dei minori senza il consenso dell’altro genitore.

Nell’ottobre 2012, dopo una lunghissima vicenda giudiziaria durata due anni, il giudice australiano Colin Forest ha stabilito che il tribunale è obbligato dalla Convenzione dell’Aia a far tornare le bambine in Italia, perché annullare l’ordine già emesso non sarebbe equo verso altre famiglie che hanno ottemperato alla convenzione.

(Fonte: alienazionegenitoriale.wordpress.com)

Ma dopo due anni di contesa giudiziaria sull’affido, accompagnata dal solito insieme confuso di accuse di violenza nei confronti del padre, le figlie rifiutavano categoricamente di tornare a vivere con il padre in Italia. Le due maggiori ormai adolescenti presentavano i segni di una alienazione genitoriale. Ciò nonostante le autorità Australiane hanno proceduto al rimpatrio delle minori, con modalità che hanno visto l’uso della forza pubblica e una copertura mediatica eccezionale in Australia e anche in Italia. Il quotidiano La Repubblica ha dedicato un articolo alla triste vicenda in cui ha stigmatizzato il modo con cui si è proceduto a dare esecuzione alle decisioni del giudice. Altre fonti di stampa, in Italia e anche in Australia, hanno sottolineato come il comportamento tenuto dalla famiglia materna sia la vera causa degli eventi traumatici a cui sono state sottoposte le minori.

Ecco il pezzo comparso su Repubblica:

MELBOURNE 4/10/2012 – Quattro ragazzine urlanti e recalcitranti, caricate di peso su un aereo a Brisbane, destinazione Italia. Questa l’immagine che sta scuotendo l’opinione pubblica australiana, particolarmente impressionata dagli sviluppi della vicenda che ha per protagoniste le quattro sorelle, tra 15 e i 9 anni, il cui affidamento è conteso tra la madre australiana e il padre italiano. Stando a quanto riporta la stampa australiana, le ragazzine vorrebbero restare nel Queensland con la mamma, ma un giudice ha dato ragione al papà, ordinando il loro immediato ritorno in Italia insieme alla madre affinché la questione venga discussa dal tribunale alla presenza di entrambi i genitori.

Le quattro sorelline si trovavano in Australia da due anni. Da quando la madre le prelevò in Italia e le portò con sè dicendo che si sarebbe trattato solo di una vacanza. Invece le ha trattenute accanto a sè, dando il via a una lunga e amara storia, genitori che duellano a distanza con i loro staff legali con le ragazzine nascoste da qualche parte, nel grande paese dei koala e dei canguri.

Precauzione inutile. Dopo il pronunciamento del giudice australiano, favorevole al padre italiano, la polizia è riuscita a individuare il luogo dove si trovavano le quattro sorelle. La notte scorsa il blitz: le forze dell’ordine le hanno prelevate e condotte all’aeroporto di Brisbane, dove le attendeva un volo della Emirates in partenza per l’Italia. Il tutto nello sconcerto degli altri passeggeri, testimoni involontari delle urla della sorelline e dei loro disperati tentativi di divincolarsi dalla presa della scorta.

Almeno una dozzina gli agenti, tutti in divisa. In attesa dell’imbarco, le quattro ragazzine sono state portate in una sala d’aspetto. La scena è stata straziante. Decise a non partire, le sorelline hanno iniziato a gridare e a piangere. Una in particolare, ha lasciato il segno tra i presenti: “Lasciatemi andare, voglio la mamma!”, urlava. Commossi gli altri viaggiatori, non gli agenti: “Ora prenderete quell’aereo”, il comando di un inflessibile tutore della legge.

Il Courier Mail riporta altri dettagli. La madre avrebbe inseguito a clacson spiegato l’auto della polizia federale australiana che si stava portando via tre delle sue quattro figlie, finendo la sua corsa sfinita e in lacrime. Dopo il verdetto della corte, per settimane le quattro sorelline erano rimaste nascoste presso la nonna materna. Un amico della mamma ha raccontato al quotidiano australiano che la prospettiva di essere rimpatriate in Italia aveva gettato le sorelle in uno stato di stress ed ansietà. “Cosa vi aspettereste da ragazzine portate via alla madre? Tutta questa faccenda è ingiusta”.

La pensano così tutti quegli australiani che hanno invaso i social media con i loro commenti di disappunto e rabbia. Sentimenti sintetizzati dal commentatore radiofonico Neil Mitchell, che durante il suo show ha definito quanto visto e vissuto all’eroporto di Brisbane qualcosa di “crudele, irragionevole, assurdo. Tutto questo per via della legge”. “Se siete genitori, questa è una storia che disturba – le parole di Mitchell -. Non ho dubbi che il giudice abbia agito correttamente secondo la legge. Ma stiamo parlando di figli. Non c’è proprio spazio per il buon senso?”. (Fonte: www.repubblica.it)

Diverso l’approccio del Corriere Fiorentino:

5/10/2012 – Sono rientrate tutte in Italia le quattro sorelle contese dai genitori – padre di Firenze, madre australiana separati dal 2007 – dopo una difficile causa di affidamento internazionale e dopo che il tribunale di famiglia di Brisbane ne aveva deciso il rientro. Dopo il primo arrivo delle due sorelle più piccole, di 9 e 11 anni, giovedì sera a Fiumicino, venerdì pomeriggio sono arrivate a Roma le ragazze più grandi, di 13 e 15 anni. Ad attenderle il padre, Tommaso Vincenti, 35 anni, di Pontassieve (Firenze). Le sorelle hanno viaggiato separate dopo che ci sono stati alcuni momenti di tensione all’aeroporto di Brisbane: la seconda figlia si sarebbe rifiutata di imbarcarsi sul volo fissato e pertanto le autorità australiane hanno disposto di farla viaggiare in un volo successivo. In realtà, a Fiumicino, le quattro sorelle sono apparse tranquille, anche le due più grandi. Con il padre sono poi dirette in Toscana (Fonte: Corriere Fiorentino).

Nei giorni successivi i giornalisti australiani hanno posto una specie di assedio alla casa del padre delle ragazzine, che ha dovuto fare un appello pubblico perché si facesse prevalere la ragione sulla ricerca dello scoop giornalistico ad ogni costo:

PONTASSIEVE 7/10/2012— «Vi prego, liberateci da questo assedio. Non ve lo chiedo solo per il bene delle bambine, ma anche per quello della loro mamma». Tommaso Vincenti, il padre delle quattro bambine rapite dall’ex moglie e portate in Australia due anni fa — adesso tornate in Italia dopo una sentenza del Tribunale di Brisbane — esce dalla villa di famiglia per parlare con due giornaliste australiane. Malgrado una mattinata d’inferno, riesce a farlo con toni pacati: «I vostri giudici — dice l’uomo alle reporter — hanno detto che l’uso mediatico che la mia ex moglie ha fatto delle nostre figlie è uno degli errori che compromettono la sua posizione. Quindi, se siete dalla parte della mamma, lasciate stare le bambine, tenete le telecamere lontane da loro». Già, perché ieri mattina due troupe televisive australiane si sono presentate davanti al cancello della villa, nelle campagne di Pontassieve, e hanno iniziato a gridare i nomi delle ragazzine. Le due più grandi, 14 e 15 anni, rientrate venerdì dall’altro capo del mondo, (a differenza delle più piccole) non hanno preso bene il distacco dalla madre, sono ancora molto scosse e arrabbiate. E così sono sgattaiolate fuori di casa mentre una giornalista contattava la loro mamma per telefono e gliela faceva sentire in viva voce.

La mamma gridava, le bambine lo stesso. «Non ho capito cosa si dicessero» spiega Giovanna, la nonna paterna. Tommaso è arrivato di corsa, ha riportato in casa une delle due sorelle e, quando è tornato a prendere l’altra, ha chiesto alle troupe di allontanarsi perché si trovavano su una strada privata. «Quelli continuavano a riprendere mia figlia — dice l’uomo — ho messo una mano sulla telecamera per abbassarla, ma uno di loro mi ha storto un pollice e mi ha tirato un calcio». Il responsabile sarebbe un tecnico italiano che era lì a supporto della troupe australiana. La troupe di Channel 9 invece, ribatte di aver reagito dopo essere stati aggrediti dal padre delle bimbe. Vincenti si è recato a farsi medicare a San Francesco di Pelago, per il dito gonfio e un’escoriazione alla gamba. Oggi farà denuncia (contro ignoti) per molestie e aggressione. È stato l’arrivo dei carabinieri di Pontassieve a riportare la calma. Ma per tutta la giornata è rimbalzata la voce che Laura Garrett fosse in arrivo alla villa. I Vincenti sono stati informati da fonti diplomatiche italiane che la donna sarebbe sbarcata ieri a Fiumicino. (Fonte: Corriere Fiorentino)

Che le bambine fossero state manipolate dalla famiglia materna risulta da quanto dichiarato dal padre in questa intervista:

«All’aeroporto in Australia è successo quello che la madre le aveva istigate a fare e che le bimbe mi avevano già annunciato nel bellissimo incontro che ebbi con loro a maggio – ha spiegato Vincenti – Cioè avrebbero dovuto protestare, rotolarsi, piangere, urlare, battere i piedi, e così hanno fatto. Anche gli altri parenti della mia ex moglie, nonna, bisnonna, zia, hanno messo addosso alle bimbe il terrore sul ritorno in Italia. Ma appena sbarcate dall’aereo e tornate a casa, si sono calmate». Della vicenda si occupa il tribunale dei minori di Firenze. Già domani l’avvocato Zazzeri incontrerà il giudice che si occupa del caso.

«Dopo quello che è successo ritengo che l’accordo per un affidamento condiviso tra gli ex coniugi sia superato dal rapimento di due anni fa operato dalla madre», spiega il legale. E se la madre venisse in Italia e ingaggiasse a sua volta un suo avvocato, secondo Elena Zazzeri «potremmo immaginare di fare degli incontri protetti sotto la tutela del tribunale, con uno psicologo e l’assistente sociale. È giusto che la madre chieda di vederle ma bisognerà valutare il suo comportamento». «Questa vicenda – ha proseguito il legale – deve dare speranza anche ad altri genitori i cui figli sono stati portati via dal coniuge in altri Paesi; sarebbe importante radunare questi casi anche per dare un impulso in più alle autorità consolari italiane per monitorare ed intervenire nei casi di sottrazione di minori come ha fatto egregiamente la nostra diplomazia in Australia». (Fonte: Corriere Fiorentino)

Altre fonti di stampa in inglese sulla vicenda si trovano qui: Fonti australiane

La vicenda ha avuto un seguito con una intervista rilasciata da 2 delle 4 sorelle alla trasmissione TV 60 Minutes:
http://www.alienazione.genitoriale.com/intervista-ragazze-salvate-dalla-pas/

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2 comments for “Sorelle italiane rimpatriate dall’Australia

  1. giovanna
    10 ottobre 2012 at 14:59

    Ma che dice Repubblica? Secondo certa gente i bambini non vanno protetti da chi li sottrae e li aliena?? E allora si torna alla legge della giungla

  2. batman
    10 ottobre 2012 at 15:45

    Ci sono stati molti commenti anche sulla stampa australiana che in sostanza davano ragione al giudice. Se l’Australia vuole che gli altri stati rispettino la convenzione sulle sottrazioni dei minori deve per forza applicarla per prima.

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