Sono una madre che lotta da cinque anni per rivedere i figli – Prudenza Fallacara

[…] Sono quasi cinque anni che lotto per avere la possibilità di rivedere i miei tre figli, due ormai maggiorenni.

Ingenua del fatto che i Tribunali per i Minorenni erano e SONO una trappola, a loro mi rivolgevo per chiedere aiuto, spinta dagli assistenti sociali… Anni di tormento e decreti insignificanti che miravano solo a far passare del tempo, naturalmente per la gioia dell’avvocato del mio ex marito. Non mi esprimo sull’operato di questo c. d. “avvocato”, ne parlerò nel prossimo convegno indetto da “Mammepersempre” e A. N. F. I. a Bari presso la facoltà di Giurisprudenza. La strumentalizzazione dei miei figli in tribunale, contro di me, da parte di questo “essere” non sfuggirà all’attenzione di un altro Giudice, che attende con pazienza… Così come in altra sede descriverò la fiigura di docenti ed educatori parrocchiali, “pastori” assenti in queste situazioni, o meglio dire omertosi.

Contrariamente ad alcuni ho avuto con me assistenti sociali che hanno gridato al “pericolo” senza voler “allontanare il minore” .  Nelle relazioni termini quali: “bambini triangolati… famiglia invischiata…la signora è vittima due volte…bisogna incominciare dal padre il quale trasmette falsi messaggi…” e via dicendo, non sono stati ne letti, ne presi in considerazione da lor signori Giudici. I vari avvocati che nel tempo ho dovuto cambiare (alcuni abili nell’arte del compromesso “a tutti i costi”) mi hanno fatto perdere del tempo, impedendomi di vedere mia figlia, la più piccola e l’unica che chiedeva di incontrarmi; cambierà idea rapidamente a causa della PAS.

Ho chiesto aiuto all’assistente sociale e alla psicologa dell’ASL, le quali pretendevano che mi arrendessi, vista l’ostinazione del Presidente e del Giudice che non si decidevano ad elaborare con precisione un calendario di incontri e ad essere chiari nei decreti che emettevano. Mi dissero  “signora un giorno sua figlia la cercherà, comunque non possiamo perdere tempo ancora con lei , ci sono altri casi, e poi dobbiamo andare in ferie” (naturalmente ho voluto portare con me un loro ricordo: la registrazione).

Un linguaggio squallido, in netta contrapposizione con il linguaggio dell’assistente sociale del Comune di Bitonto, la quale continua a denunciare un disagio e una scarsa collaborazione del padre.

Aspetto erroneamente un anno, mia figlia cresce, non mi parla, mi aggredisce se ne ha la possibilità.  Decido di riaprire la procedura presso il Tribunale per i Minorenni. In sede di separazione presso il Civile si attendono chiarimenti (l’incompetenza dello stesso Tribunale per i Minori). Insomma, si richiedono ulteriori informazioni agli Operatori Sociali, e che vien fuori? Ecco il parere della ASL: “la piccola non vuole più avere contatti con la madre… il padre è infastidito dai servizi sociali….cova rabbia…. Il Sig. x, che E’ SEMPRE APPARSO COLLABORATIVO……..Visti, inoltre, la scarsa fiducia e contestazioni evidenziati dalla sig.ra Fallacara nei confronti degli operatori di questo servizio, si ritiene che siano venute meno le premesse per ulteriori interventi”.

Alleluia ! Le mie contestazioni? Non accettavo che mi mandassero a casa, obbligandomi a non pretendere più nulla, neanche una telefonata da mia figlia. Il decreto del Tribunale per Minorenni del 24/4/2012 : “dichiara la sua incompetenza”.

Qui c’è qualcosa nell’aria che ci rende incapaci di connettere…

Cinque anni di interventi da incompetenti…. hanno solo scaturito dolore…rabbia… solitudine e squilibrio psicofisico nei miei figli.

Parlo anche a nome di chi quotidianamente vive intrappolato nel sistema giurisdizionale, di chi non può più uscire dalla morsa di alcun operatori sociali…

Siamo stanchi… Le Autorità si diano una mossa per garantire il diritto di difesa ad ogni cittadino nell’onestà processuale e nella verità. Gli anni che passano (tanti, troppi) non portano a nessuna giustizia, e se pensiamo che i tempi biblici nei Tribunali permettono la disgregazione del nucleo familiare, c’è da chiedersi cosa stiamo costruendo, cosa ne sarà della generazione futura.

E’ giusto che tutti noi continuiamo ad esprimere dissensi su ciò che è ingiustizia, elaborando con sobrietà e attenzione il nostro pensiero affinchè si abbia una visone sempre più comunitaria e non individualistica, sempre meno ripiegati sul nostro dolore e più rivolti verso “il dolore”.

Nonostante tutto, io credo ancora in un mondo migliore!

Folle ? Può darsi, ma cos’altro ci resta ?

Prudenza Fallacara

Presidente dell’Associazione Mammepersempre ONLUS

Fonte originale: www.adiantum.it

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15 comments for “Sono una madre che lotta da cinque anni per rivedere i figli – Prudenza Fallacara

  1. Marta Harper
    11 luglio 2012 at 10:24

    Sono madre di una figlia 13enne,divisa da 2 anni dal compagno (padre di mia figlia). Il Trib. Dei Minori 1 anno e mezzo fa, ha affidato la figlia a me ma il mio ex compagno è riuscito a stringere con lei un legame speciale e me l’ha portata via. Adesso mia figlia è con il padre da più di 5 mesi e non vuole saperne di tornare da me però tra i due il rapporto si sta incrinando. Lui la lascia sempre più sola in casa,non le fa trovare il cibo, la sgrida, è arrivato anche a dirle di andarsene; lei non lo asseconda nella conduzione della casa, non segue le sue direttive e si confida con me per telefono su argomenti sempre più scottanti. Ieri mi ha mandato le foto di un piatto trovato nel microonde con sopra polvere bianca,cannuccia e schedina! Mi ha anche detto che 2 mesi fa aveva rinvenuto in un piccolo contenitore una bustina contenente della polverina bianca e che vede spesso il padre armeggiare in cucina con un coltello per tagliare pezzi di una sostanza scura. Lui si è sempre proclamato consumatore di droghe leggere,rifiutandosi di fare l’esame del capello come richiesto dal giudice. Ma adesso che lascia mia figlia in mezzo anche a quella polvere, cosa posso fare?Mia figlia dice che lo accetta anche così perchè non vuole staccarsi dal paesino di montagna dove è nata e cresciuta (io dopo la separazione sono ritornata a vivere a Milano). E’ assolutamente inutile che io continui ad andare lassù per tentare di portala via perchè,come sempre,quando sono là lui la aizza contro di me e lei mi tratta da nemica.
    Premetto subito che per ora l’affido è condiviso.
    Il Tribunale non si muove. I miei legali pure: sono titubanti e mi mettono più che altro di fronte ai miei doveri che, data la situazione di lontananza( c.a 250 km) ed altri impedimenti famigliari, non posso e sarebbe inutile e dannoso ottemperare. Mi riferisco alla PAS “sindrome di alienazione parentale” in cui è calata mia figlia che,come già riferito, quando si sente minacciata dal padre si rivolge a me telefonicamente, ma rimane sempre a lui avvinghiata affermando, per es., che: -“Drogato o non drogato io da qui non mi muovo!”-
    Come ho già spiegato, quando ci incontriamo emerge in lei la parte più alterata e dura (perchè sarebbe una bambina dolce e sensibile) e mi liquida come la responsabile di tutti i suoi guai.
    Voglio solo aggiungere che il padre in questione è riuscito a tenerla lontana (e lo farà sempre) dalla terapia psicologica che a fatica, ero riuscita a organizzare lassù per mia figlia d’accordo con gli Avv. delle parti.
    Per concludere: cosa posso pretendere ora dai miei Avvocati? Che cosa posso fare per poter salvare mia figlia e far pagare a lui il conto di tutto il male che ci ha fatto.
    Ringrazio molto sinceramente.

  2. 11 luglio 2012 at 21:39

    Carissima Marta,
    Intanto bisogna chiarire subito che non devi dare spazio a sentimenti di vendetta, anche se capisco bene che lo stato in cui versa il tuo ex marito è pericoloso e che stai soffrendo.
    Conosco bene queste menti…, il punto è che non possono essere diversamnte da quello che mostrano con le loro azioni, non ce la fanno…
    Perdonami, ma per me è molto chiaro quello che c’è da fare e sei anche in tempo …
    Torna nel paese di tua figlia…aspetta un ulteriore telefonata di richiesta d’aiuto…Un giorno vivrai passeggiate, un altro andrete in giro per fare shopping…e un altro dormirà da te. Il resto devi crederci e sperare e portarla verso di te con pazienza.
    Armati di registratori e cerca sempre di stare in compagnia. Con i tuoi avvocati e le prove che raccoglierai potrai cercare di custodire tua figlia e te.
    Sappi però che nuoce tantissimo se tutto quello che fai è mosso da rabbia e vendetta. Tua figlia ama comunque il padre e devi rispettarlo per amor suo.
    Questo fa onore a tua figlia e a te che l’hai concepita e insegna che chi ama non vede difetti. Tu non puoi amarlo, sarebbe chiederti troppo e farti ulteriormente male, ma puoi amare tua figlia.
    Non ricordarle che fa il padre, non dirle quanto ti ha fatto male…,se vuoi aiutare tua figlia che è al di sopra di ogni cosa, “dimenticati di te”.
    Lei ti aspetta, stalle accanto con pazienza. Ti sono vicina. Aspetto buone notizie. Prudenza Fallacara

  3. Nadia
    20 luglio 2012 at 17:32

    Carissima Prudenza,
    leggere la tua storia mi ha fatto venire i brividi, non solo per ciò che puoi aver provato e provi ancora per i figli che ti sono stati “strappati” e allontanati…, ma perché sono anch’io una mamma che prova il tuo stesso dolore…!
    Sto lottando da 5 anni per restituire ai miei figli di 14 e 12 anni il diritto di amare ed essere curati e cresciuti anche da me, la loro mamma.
    Purtroppo la PAS non è facilmente ed immediatamente individuabile, non solo per l’ignoranza in materia che ristagna nei consultori, negli studi dei migliori psicologi/psicoterapeuti, nei Tribunali…, ma anche per una serie di preconcetti che la rivestono.
    All’inizio ero disorientata, impaurita, stavo impazzendo nel vedere i miei bambini allontanarsi, sotto le pressioni del padre e della sua famiglia, che in maniera subdola mi tagliavano fuori, giorno dopo giorno, dalla loro vita. Una donna ha il diritto se non è felice di volersi separare, di volersi dare una nuova possibilità di vita! Mio marito non sopportava l’idea di perdermi, di lasciare a me una decisione concernente la sua vita… e mi ha fatto male nell’unico modo che sapeva possibile, “rubandomi” i miei bambini…!
    Solo chi vive l’angoscia di perdere i propri figli può capire il dolore lancinante che si prova, il sentirsi morire ogni giorno…e ogni notte…un po’ di più!
    I servizi sociali per capire cosa stesse succedendo ci hanno impiegato 6 mesi, durante i quali i miei figli mi vedevano solo alla presenza del padre, e sappiamo bene che ne sono sufficienti molti meno perché si radichino idee contorte nella mente dei piu’ piccini… Dopo un anno sono riuscita ad ottenere dal Tribunale Civile la possibilità di vedere i miei figli tutti i pomeriggi, ma loro con me erano aggressivi, dovevano mostrarmi tutto il disprezzo che il padre aveva loro insegnato… Ma l’unico pensiero che avevo era che Loro Erano Le Prime Vittime Della Situazione… E questo mi ha fatto andare avanti e mi ha impedito di mollare!!!
    LA competenza in materia di PAS è FONDAMENTALE per la soluzione tempestiva del problema. Purtroppo mi sono imbattuta in una CTU che parlava di “triangolazione”, ma la PAS non è una triangolazione, è uno schieramento in toto dalla parte del genitore alienante! La Dott.ssa in questione ha evidenziato i sintomi dei miei figli, ma non ha avuto il coraggio, a scapito loro (e a scapito mio), di promuovere interventi drastici e risolutivi. Il Tribunale dei Minori si è dichiarato non competente in materia ed ha rinviato tutto al procedimento Civile in atto. Dopo ulteriori 2 anni ho chiesto una nuova CTU, con Psicologa diversa, che miracolosamente ha individuato la Sindrome e ha promosso degli interventi che limitassero il padre. Paradossalmente ciò non è bastato al Tribunale Civile, restio a dover avallare una relazione che sancisse una PAS, così ne ha richiesta una ulteriore…!!! Né io, né il mio avvocato, né il mio consulente di parte (il quale, l’unico, aveva da subito individuato la Sindrome), né l’ultima Consulente d’Ufficio potevamo credere a ciò che stava accadendo. Tutte queste resistenze in fondo non fanno parte altro che delle conseguenze della sintomatologia della PAS stessa, l’andarci cauti da parte di Giudici, Avvocati, Assistenti sociali… sempre per tutelare i bambini, ma inconsapevolmente a causa del tempo che lasciano passare, a causa della difficoltà a prendere posizione di fronte a tale Sindrome, non fanno altro che peggiorare la situazione dei minori ( e anche del genitore alienato!!! – Quanti di noi abbandonano…).
    La giustizia però stava facendo il suo corso, per fortuna anche la Terza CTU ha sancito che eravamo in presenza di una PAS ed ha suggerito con fermezza una riduzione dei contatti con il padre.
    Il Tribunale Civile, dopo esattamente 5 anni e mezzo, ha deciso di affidare a me i miei figli, ha dato al padre diritto di visita 2 volte a settimana e fine settimana alterni.
    Un risultato che non mi aspettavo più, dopo tante illusioni, tante delusioni.
    Ora mi aspettano mesi (…anni…) per riabilitare la nostra relazione, per recuperare e ricostruire ciò che mio marito ha distrutto, non sarà semplice, ma la speranza di vedere i miei figli sereni e “liberi” non mi ha mai abbandonato ed ora che posso aiutarli davvero in questo percorso ce la metterò tutta!
    Spero che anche tu possa avere questa possibilità, e come te e me anche altri genitori deprivati in questo senso dell’amore dei propri figli possano avere la gioia di poter ricostruire un futuro con loro e PER loro.
    Grazie per la condivisione e l’ascolto.
    Nadia

  4. 22 luglio 2012 at 20:30

    Carissima Nadia,
    come accenno nel video riportato nel mio sito, guido pellegrini a Medugorje (l’unico pellegrinaggio che accettto di guidare). Sono appena rientrata e leggo la tua storia…
    Felice di saperti “vittoriosa” ricostruisci più che puoi la tua famiglia. Nella PAS, alla fine , si è tutti vittime…Ce la farai dolcissima mamma!!! Prudenza

  5. simona
    4 agosto 2012 at 20:50

    buongiorno innanzitutto grazie per poter condividere con voi il dramma che ci accomuna……sono separata da 2 anni ed ho un bambino di 6 anni….ho chiesto la separazione dal mio ex dopo anni che sopportavo la sua aggressività, ignoranza e non rispetto da parte sua e della sua famiglia di origine….mi hanno sempre trattato male dinanzi a mio figlio, delegittimando in tutto il mio ruolo di madre…..d’altronde anche mio suocero ha sempre trattato la moglie così pertanto è normale non avere rispetto delle donne nella loro famiglia.
    Al fine di salvaguardare la famiglia però ho sempre sopportato in silenzio fino a che un giorno, dopo 2 anni di terapia familiare alla quale lui non partecipava affatto, non ce l’ho fatta piu’ ed ho chiesto la separazione……da quel momento è iniziato l’inferno..il mio ex non si è presentato neanche in tribunale, il giudice mi ha assegnato la casa coniugale (di proprietà dei miei suoceri)e da quel momento hanno cominciato a parlare malissimo a mio figlio di me…”che ho lasciato il padre, che ho distrutto la famiglia, che sono una ladra perchè il giudice mi ha assegnato casa, che mi faranno fare una brutta fine etc.” il bimbo vive con me ma quando trascorre il weekend con il padre ed i nonni paterni torna a casa e mi picchia, mi dice cose terribili, mi augura di morire e riporta esattamente tutti i commenti negativi che sente su di me dal padre e dala famiglia paterna.
    Basta che parla al telefono con il padre ed il mio bimbo davvero si trasforma per dimostrare fedeltà al padre. mi aggredisce, mi tratta male, mi deride, mi dice che vuole stare con il padre etc. Io cerco di essere molto presente, lavoro part-time e lo seguo in tutte le attività.
    Fortunatamente a scuola è molto bravo ma questo padre così efferato gli sta distruggendo la mia figura.
    La psicologa che ci ha seguito (fortunatamente a qualche incontro sono riuscita a far venire anche il mio ex!)ha dichiarato che il mio ex è patologico. Non ha ancora elaborato correttamente la separazione e sfoga tutta la sua rabbia ed ansia sul bambino parlandogli sempre male di me.
    Le ultime sedute lo ha allontanato perchè non riusciva ad arginare la sua rabbia dinanzi al bambino.
    Allo stesso modo fanno i nonni paterni, persone molto litigiose ed ignoranti.
    Come se non bastasse il mio ex marito, dopo 6 denunce penali che ho dovuto fare per minacce di morte, mancato abbandono della casa coniugale etc. si è guadagnato un Provvedimento di allontanamento per stalking, minacce, maltrattamenti e violazione di domicilio. Non può avvicinarsi a me per nessun motivo.
    L’affidamento del bambino è condiviso ma è incredibile come dopo ogni weekend con il padre il bimbo torni trasformato.
    Gli ci vogliono un paio di giorni per “spurgare” dal plagio che gli fa il padre e poi torna subito il bambino dolce, affettuoso ed ubbidiente che è.
    Le ultime volte sono stata costretta a registrare le parole indotte che mi dice mio figlio e la violenza che mi fa picchiandomi.
    Questo succedeva anche quando eravamo sposati, quando il bimbo mi mancava di rispetto o mi disubbidiva il padre non lo ha mai rimproverato, spesso rideva oppure diceva davanti al bambino: “se ti tratta così vuol dire che te lo meriti”…..
    La mia intenzione è quella di chiedere incontri protetti perchè se il padre è solo con lui gli fa davvero il “lavaggio del cervello”….non voglio negargli il padre ma lui sta compiendo un abuso gravissimo sulla psiche del bimbo……

  6. batman
    4 agosto 2012 at 21:38

    Simona,
    quanto ti sta capitando mi fa pensare che perfino le ideologhe del femminismo radicale che tentano di negare l’alienazione genitoriale abbiano qualcosa di buono da insegnare. Infatti loro sostengono che si dovrebbe parlare di “violenza familiare per procura” (http://www.alienazionepar.altervista.org/index.php/Critiche_alla_PAS_orientate_dal_genere), e nel tuo caso in effetti è veramente così. Se il disegno della famiglia paterna di allontanare da te il figlio avesse successo allora tuo figlio sarebbe da considerare vittima dell’alienazione genitoriale, ma per ora è ancora con te, e quindi a quanto pare lo schema interpretativo della “domestic violence by proxy” si applica meglio al tuo caso.
    Sarebbe ora però che si smettessa di fomentare l’ostilità tra uomini e donne con discussioni sui termini tecnici per ammettere una volta per tutte che usare i figli nei conflitti degli adulti è un grave abuso psicologico.

  7. 5 agosto 2012 at 08:31

    Ciao Simona,
    il nostro amico Batman ti ha risposto esattamente. Non è PAS.Denunciare abusi e viloenze è un dovere di tutti i cittadini ma attenta ci devono essere prove che attesti la reale violenza psicologica. Gli incontri protetti non sono una passeggiata… il bambino vivrebbe nel dolore e nella fatica… Questa soluzione incattivisce di più un po tutti.
    Se puoi trova una terza figura che vi aiuti a dialogare. Chissà , un giorno ci incontreremo tutte con la nostra dignità di mamme e di donne (senza “gridare”) per trasmettere con “forza” che l’ingiustizia parte dal cuore di ogni essere vivente, che sia madre o padre, e che non sempre la “Giustiza” compie il suo dovere. Abbi pazienza e amore con tuo figlio, hai fortuna di averlo vicino a te. Prudenza

  8. marypoppins
    22 ottobre 2012 at 09:19

    io sono una madre che lotta per sei anni per vedere miei figli, voi avette dtto le stesse cse cheposso scrivere io……….ce qualcunno che poi aiutare noi?

  9. batman
    22 ottobre 2012 at 10:43

    Prova a contattaren l’associazione Mamme per sempre.

  10. Mary Caligari
    25 ottobre 2012 at 08:33

    forse l’unica soluzione e di trovare una persona combattiva nel mondo della politica che fa la vostra causa la sua causa … una donna che sa cosa significa essere incinta per 9 mesi per mettere al mondo un figlio/ che puo anche capire il dolore tremendo quando i figli vengono portati via cosi ..senza pieta ..per metterli in case famiglie che non sono altro che una specie di prigioni per bambini … o per darli in affidamento ad altri famiglie — separando anche dei fratelli … e veramente vergognoso …
    Spero veramente che ce questa qualcuno che puo lottare per voi ….

  11. simona
    2 dicembre 2012 at 11:18

    vi aggiorno che il giudice ha disposto “incontri protetti” per salvaguardare il bambino dalla violenza psicologica a cui lo sottopone il padre ed i nonni paterni parlandogli continuamente male di me. Il bambino ha riportato le fasi denigratorie ed oltraggiose del padre e dei nonni alla maestra di scuola ed alla psicologa dalla quale lo portavo per un sostegno, di comune accordo con il padre.
    Mio figlio mi ha anche picchiato dinanzi alla psicologa ed alla maestra.
    Sia la psicologa privata che quella della scuola hanno fatto una relazione dove hanno scritto che il padre di mio figlio, causa una mancata elaborazione della separazione “attuava un comportamento disfunzionale denigrando gravemente la figura materna in presenza del bambino”. la psicologa incontrava alternativamente me ed il bimbo ed il padre ed il bimbo. Una delle 2 psicologhe ha addirittura allontanato il mio ex marito in quanto non riusciva ad arginare la sua rabbia nel parlare di me dinanzi al bimbo. Da quando sono stati disposti gli “incontri protetti” mio figlio è molto più tranquillo perchè evidentemente non subisce la pressione del padre e dei nonni paterni e finalmente mi rispetta come madre e come figura genitoriale. E’ calmo ed ubbidiente e non mi picchia più. Io, nonostante gli incontri protetti ritengo opportuno farlo parlare al telefono con il padre e con i nonni ogni giorno ma purtroppo anche al telefono gliene dicono tutti i colori ed il bimbo si agita dopo ogni telefonata. Ora debbo dire che ha imparato a gestire un pò meglio la rabbia del padre e quando provano a denigrargli la mamma mio figlio o cambia discorso oppure lo saluta inventandosi che ha da fare. Insomma attua delle difese ma pensate che fatica poverino!…….La cosa logorante per mio figlio è che quando mi offende, su suggerimento del padre, dopo si pente tantissimo e mi chiede 1000 volte scusa…..io lo rassicuro dicendo che sono certa che lui non pensa quelle cose della sua mamma e che piano piano non me le dirà più…è però tutto molto difficile…nel mio caso l’alienazione del genitore alienante ha prodotto un risultato. Io non voglio assolutamente togliere a mio figlio la figura paterna e lo dimostra il fatto che ma una sola volta ho parlato al bimbo male del padre o ho vietato un incontro o una telefonata al padre. Desidero però una figura peterna riabilitata, che si curi la patologia disfunzionale che ha e che capisca il male che fa al bimbo e non a me comportandosi in questo turpe modo…….voglio solo dire che conosco ben 2 casi in cui i bambino fin da piccoli hanno assistito ai maltrattamenti ed alle umiliazioni del padre verso la madre ed ora che sono grandi picchiano loro stessi la madre. Queste 2 donne che conosco non hanno mai avuto il coraggio di separarsi ed hanno sopportato per anni ed in silenzio tali vessazioni. Ora i figli sono irrecuperabili e malmenano le madri con la compiacenza e l’approvazione del padre…..se io non avessi preso la decisione di separarmi e di dare a mio figlio il segnale che la violenza non va mai legittimata forse mio figlio avrebbe continuato a picchiarmi……voglio dire che purtroppo la violenza si tramanda per generazioni purtroppo…..

  12. Marina
    10 marzo 2013 at 18:57

    Ciao Prudenza, ho letto l articolo riguardante l’ossessione del genitore allienante e ho riconosciuto ogni singola terribile “caratteristica”. Ho letto anche la testimonianza di Nadia che parla del dolore lancinante. Si, ci si sente morire ogni giorno di più, e questo dolore aumenta quando incontri persone che ancora oggi dopo otto anni (dalla separazione) non ti rivolge la parola accusandoti di avere maltrattato tuo figlio. Che orrore!!! Se potessere conoscere tutto ciò che si cela dietro alle parole che mio figlio è stato costretto a dire ed è ancora più orribile il fatto che il padre è riuscito a convincerlo che è tutto vero. Sono stata accusata di essere una debole, priva di carattere. Come vorrei che queste persone leggessero le testimonianze che ho letto ora. Forse capirebbero che ciò in cui sono incappata è una tragedia che non ha colpito solo me. Come tu mi hai consigliato Enza, vado avanti ed aspetto il mio ragazzo, aspetto coltivando in fondo al cuore la speranza che possa succedere quel miracolo che da anni attendo ma in questa tremenda sofferenza coltivo la certezza che qualcuno lassù prima o poi aiuterà tutte noi. Ricordiamoci che non siamo sole a soffrire.
    Un grande abbraccio a tutte.

  13. cavallina
    24 aprile 2013 at 06:16

    E chiaro che gli assistenti sociali sono pagati dal tribunale e per questo stanno collaborando con i tribunali per togliere-avere piu bambini possibile.
    Cosa fanno con questi bambini non ci dicono,non si sa.
    Ma la famiglia deve pagare/se non puo pagare ,loro tolgono la casa.

  14. Barbara
    10 gennaio 2016 at 04:10

    Ciao a tutte, mi aggiungo alla triste lista di mamme vittime di una manipolazione perversa da parte del marito a danno dei figli. Ho chiesto la separazione quando mi è stato chiaro tutto il disegno. Viviamo ancora purtroppo sotto lo stesso tetto e mi è chiaro che il tempo gioca a mio sfavore. I miei figli grandi 18 e 20 anni, mi rifiutano completamente, soprattutto la femmina e hanno già detto che vivranno con il padre.. Mio marito piano piano ha fatto in modo di distruggere la mia figura e il mio rapporto con loro. Rimane la piccola di nove anni che sta cominciando a subire stesso trattamento e quando sta col padre e poi torna da me è un’altra bambina, ci metto un po a recuperare. Ora provo un dolore e una rabbia indescrivibile e sono scioccata dal male che vedo agire senza scrupoli. Sto aspettando prima udienza e con la vostra esperienza posso ancora fare qualcosa almeno per proteggere la bambina di 9 anni. Prudenza, potrei contattarti in privato? Grazie, Barbara

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