Ragazza abusata da pedo-calunniatrice alienante: un salvataggio durato 16 anni

 

I suoi genitori si separarono quando S. aveva pochi mesi.

Fino a tre anni il papà riuscì a vedere la piccola S, nonostante le opposizioni della madre.  Che a questo puntò coinvolse la figlia in una calunnia pedofila, riuscendo a bloccare i contatti con il papà.  Le indagini accertarono la falsità dell’accusa e che era finalizzata ad impedire i contatti con il papà, ma incredibilmente S. rimase affidata alla donna, che le causò una Sindrome di Alienazione Genitoriale (PAS) di grado grave.

All’epoca (1995) questa forma di abuso era ancora poco nota, e per tre anni la donna riuscì ad impedire i tentativi dei terapeuti di riavvicinare la figlia al papà.  S andava male a scuola, era isolata e perse i contatti con il suo solo genitore adeguato, il papà.

Solo quando anni dopo il papà sentì parlare di PAS, si rivolse ad uno psicologo esperto in materia che ottenne la fiducia del giudice per un programma di recupero. Dopo un approccio graduale senza successo arrivarono al nocciolo del problema: a 13 anni era abbastanza adulta da capire che le erano state instillate false memorie di abuso.

Dopo 10 anni accettò di incontrare il papà, in presenza dell’esperto di PAS.

La ragazza fu elettrizzata dall’affetto che il papà e la sua nuova famiglia le riservarono, totalmente diverso dalla madre.  Iniziò ad andare bene a scuola, conobbe un fidanzato.  Fu felice di iniziare a tornare a dormire a casa del papà, e disse che avrebbe voluto rimanerci piuttosto che tornare dalla madre.  L’esperto di PAS dovette ricordarle che non era legalmente possibile.

Quando S disse alla madre che voleva il suo papà, la donna ebbe una reazione violenta, la schiaffeggiò, la disse che la odiava e che tutti la odiavano.  La madre tentò di persuaderla a rimanere incinta in modo da avere il bambino.   Quando era a casa del papà le telefonava incoraggiando scenate di rabbia e di correre via, cosa che accadde più volte.

Gli esperti ed i Giudici riconobbero che il comportamento della donna era un grave abuso psicologico.

La donna rifiutò di modificare il suo comportamento, ed alla fine S fu affidata al papà.  La madre rifiutò di
conformarsi alla sentenza, ed S ebbe una grave crisi psicologica, per la quale venne ricoverata.  Il padre ebbe la tentazione di rinunciare, ma gli esperti lo dissuasero.

All’età di 16 anni la situazione si era risolta, S era turbata dal ripudio della madre, ma continua a sperare che prima o poi la madre cambi e accetti di farsi aiutare.

[La vicenda è tratta dall’articolo della psicologa Deidre Conway Rand, AMERICAN JOURNAL OF FORENSIC PSYCHOLOGY, vol 15 (1997) 4]

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