Porta a porta: PAS o non PAS, i bambini vanno protetti dall’alienazione genitoriale

 

L’AIDS venne inizialmente descritto come Sindrome (cioè un cluster di sintomatologie), con attacchi diffamatori contro gli scienziati che sollevarono il problema.  Oggi si sa che in realtà l’AIDS è una malattia causata da un virus, a cui è stato dato il nome HIV.

Comunque lo si chiami, nessuna persona ragionevole dubita che bisogna proteggere le persone colpite.

La stessa cosa avviene per la PAS: si rivela fallimentare, prima in Tribunale e poi anche nei dibattiti pubblici, la tattica di chi tenta di polemizzare sulla S di PAS (la Parental Alienation o alienazione genitoriale è una Sindrome o un disturbo relazionale?) ed attaccare il prof. Gardner che coniò tale termine, per sollevare polveroni sulla “condotta scellerata” di loro clienti.

Comunque lo si chiami, nessuna persona ragionevole dubita che bisogna proteggere i bambini colpiti.

Le immagini riassumono alcune opinioni espresse nel corso della puntata di Porta a Porta del 16/10/2012.

 

Servizio di Porta a Porta: «È la Sindrome di Alienazione Parentale, la cosìdetta PAS, un lavaggio del cervello, un disturbo relazionale a cui aderiscono più membri della famiglia, un disturbo orientato all’eliminazione di una delle due figure genitoriali»

Lettera della cliente dell’avvocato Coffari allontanata dal figlio: «la PAS non esiste»

Claudio Foti (dirigente Movimento Infanzia): «La PAS è una lente deformante»

Andrea Coffari, avvocato della madre allontanata dal figlio e presidente Movimento Infanzia: «Gardner era un paazzo!»

La PM ed ex giudice minorile dott. Matone: «i bambini vanno anche decripitati, interpretati, perché se un bambino è ostaggio di un genitore che costantemente, pervicacemente e in maniera anche delinquenziale induce il bambino a pensare che l’altro sia un nemico, la parola del bambino va interpretata.  Voi avete dalla vostra questa benedetta PAS, che non è riconosciuta da nessuno, tanto che fondare un decreto come questo, duro ma obbligato, su una base scientifica fallace vi da il là per contrattaccare, tant’è che lei non risponde mai quando le dico di parlare di tutte le volte che il bambino non ha incontrato il padre, di tutte le violazioni dei decreti, ma cerca di portare artatamente il discorso sempre su questa base scientifica.  Ma se uno si legge il decreto con attenzione, al di là della CTU, c’è descritta in maniera analitica quella che è stata la condotta scellerata di questa persona che ha portato le cose fino a questo punto.   […]   In questi casi i magistrati si pongono il problema di non consegnare il bambino a quello che per il bambino in quel momento è il nemico, è l’orco cattivo. Occorre una camera di compensazione, all’interno della quale si possano ristabilire questi rapporti.»

Lo psicologo Crepet: «È un bambino compresso, è una bomba a orologeria. Quando si dice ha tutti 10…  Troppi!  Vuol dire che sta facendo il massimo per essere accettato. Quel bambino oggi pensa di essere il problema. Lui pensa che questa cosa che è successa è colpa sua. Perché se lui non fosse venuto al mondo non sarebbe successo questo»

«Il bambino ha iniziato un percorso che sarà fondamentale per il riavvicinamento sia alla madre che al padre. […] Anche se non è un percorso facile, sta recuperando con serenità un rapporto con il padre. Per questo è necessario che il primo incontro con la madre avvenga in presenza di psicoterapeuti, perché al di là della PAS non della PAS, qui il problema è che questo bambino è stato un po’ostacolato negli incontri con il padre, si tratta di aiutarlo a ristabilire un equilibrio affettivo. Dobbiamo pensare che questo bambino ha diritto di vedere la madre quanto prima, ma anche di avere un padre.»

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1 comment for “Porta a porta: PAS o non PAS, i bambini vanno protetti dall’alienazione genitoriale

  1. cavallina-volpe
    15 aprile 2013 at 08:10

    Certo,bisogna proteggere i bambini colpiti,ma non colpendo ancora di più-togliendo i suoi genitori,chi vogliono bene anche se non sono perfetti,e togliendo dall suoi fratelli,dal suoi zii,cugini,dal tutto conosciuto mettere questi bambini in un ambiente sconosciuto,quindi porta insicurezza, freddo-quindi di sicuro mancherà il affetto dell tutta la famiglia,e spesso quelli chi sono tolti non hanno identità(figli di chi sono?),puoi hanno problemi psicologici,o tic,nervosismo…
    Puoi ,lo stesso tribunale controlla come stanno questi bambini in poi ?
    Come stanno questi bambini nella casa degli orfani?
    Se non stanno bene lo stesso tribunale o gli assistenti sociali fanno cambiare di nuovo la situazione del bambino ,o sono disinteressati?
    Allora tutto questo perchè fanno?
    per interessi di chi?
    O solo punire vogliono i genitori?

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