Pedo-calunniatrice confessa: ho minacciato a cinghiate mia figlia per forzarla ad una falsa accusa di pedofilia

 

All’età di 9 anni Chaneya era una ragazzina figlia di genitori separati, entrambi con problemi di droga.

La madre era una prostituta, il papà un veterano della marina con un negozio di elettronica.

Un giorno la madre le chiese “papà ti ha toccata nelle parti intime?”.  Chaneya rispose di no, ma la madre iniziò a urlare fino a minacciarla con una cintura: “se non mi dai la risposta che voglio, ti picchio”.

Temendo per la propria incolumità, Chaneya acconsentì alla madre ed accusò falsamente il proprio papà.

Sulla base del nulla – le parole della bambina e della calunniatrice prive di alcun riscontro oggettivo – la polizia arrestò il papà ed un giudice lo condannò ad una pena di 20-40 anni.

Il papà, essendo innocente, rifiutò di dichiararsi colpevole e di ottenere quindi una pena ridotta.

Tempo dopo Chaneya venne allontanata dalla madre drogata, e liberatasi dal plagio dell’alienazione genitoriale riuscì a dire alla nonna che aveva accusato falsamente il papà.

Il caso venne riaperto e la madre pedo-calunniatrice confessò che, sotto l’effetto della droga, aveva minacciato di prendere a cinghiate la figlia per obbligarla a calunniare il papà.

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Un sistema giudiziario serio avrebbe liberato e risarcito l’uomo e messo in carcere la pedo-calunniatrice ed il giudice incapace.

Invece, lo stesso giudice che aveva condannato il papà stabilì che l’ammissione della falsa accusa non era attendibile, in base alla teoria femminista secondo cui “a volte le vittime vogliono proteggere i loro carnefici”.

Galileo Galiei, vittima dell’Inquisizione, scrisse: “Un innocente condannato dovrà venir trattato senza pietà per dimostrare che l’accusatore aveva ragione”.  Oggi una nuova Inquisizione femminista ha trasformato i sistemi giudiziari in strumento di calunnia e di abuso sull’infanzia.

A 15 anni Chaneya riuscì ad andare a trovare il papà in prigione: “la prima cosa che fece fu di abbracciarmi e dirmi che mi amava, che non avevo colpa di nulla”.

Oggi Chaneya ha 24 anni e continua a combattere per il papà vittima dei crimini del sistema giudiziario.

Intervistato dalla NBC, il papà dice: “Continuerò a battermi per la mia reputazione.  Questa è la verità.  Non è solo per me, ma anche per mia figlia”.

 *  *   *

In Italia una ragazza vittima di una storia simile ha aperto il sito

http://www.alessandrab.org

per difendere il papà innocente da lei falsamente accusato dopo essere stata chiusa in un centro di abusologi, venendo sottoposta a perizia da parte della ginecologa Cristina Maggioni.

 

 

Da http://investigations.nbcnews.com/_news/2013/08/18/19936408-daughter-i-lied-and-sent-my-dad-to-prison-for-rape?lite

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2 comments for “Pedo-calunniatrice confessa: ho minacciato a cinghiate mia figlia per forzarla ad una falsa accusa di pedofilia

  1. cavallina
    6 ottobre 2013 at 10:41

    In Ungheria non mettono nessuno in prigione innocentemente.Quindi la gente non hanno paura …

  2. domenico
    27 ottobre 2013 at 22:54

    UNA SITUAZIONE SIMILE E’ ACCADUTA A ME CON MIO FIGLIO, PROVA SMS SUL CELLULARE, CHE AVEVA RACCONTATO ALLA MADRE CHE IO E LUI, GUGLIELMO AVEVAMO TRASCORSO DELLE NOTTI A CASA DELLA MIA EX MOGLIE. LA MADRE ALBANESE EX…. DIMOSTRO’ IL SUO DISDEGNO EMISE QUANTO PIU’ ERA POSSIBILE MIO FIGLIO CONTRO. POI DOPO LA SOTTRAZIONE DI NOTTE , IN UN MOMENTO DI TRANQUILLITA’ MIO FIGLIO DISSE CHE ERA TUTTO INVENTATO. CIO’ NON TOGLIE CHE NON MI FA VEDERE MIO FIGLIO E A TELEFONO SUGGERITO DALLA MADRE “NON TI VOGLIO PIU’ VEDERE E NE SENTIRE A TELEFONO, ALTRO NO E’ STATO MAI POSSIBILE. DENUNZIE QUERELE E ALTRO MA NON SI VA AVANTI. SONO IN GERMANIA E LA LEGGE ITALIANA HA BISOGNO DEI SUOI TEMPI, OGGI TRASCORSI 26 MESI. COSA DIRE..GUGLIELMO NATO IL 16/11/2004-SOTTRAZIONE 13/09/2011

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