Paola Binetti e il negazionismo “cristiano” dell’alienazione parentale


23-12-2017 — La legislatura che chiude a fine 2017 ha visto l’attività di una deputata centrista, Paola Binetti, che si è fatta notare per posizioni intransigenti in tema di morale familiare. Sono posizioni che sono probabilmente espressione dalla sua appartenza alla Prelatura Personale dell’Opus Dei.

Questo blog non ha mai lesinato critiche a rappresentanti politici dell'”ideologia di sinistra” che hanno sposato per opportunismo il “negazionismo dell’alienazione parentale”. Ma siamo stato cauti quando nel 2014 abbiamo scoperto anche Paola Binetti tra i sostenitori di una madre che aveva alienato i figli contro il padre. Questo perchè ci sembrava francamente incredibile trovare una donna professionalmente preparata come la Binetti schierata dalla stessa parte di frange del femminismo radicale sostenute da giornali come il Manifesto.

Nel 2014 poteva ancora sembrare che la posizione della Binetti fosse un po’ defilata e assunta solo per seguire la disciplina di partito. Ma il 21 dicembre 2017 c’è stata un incontro pubblico a Montecitorio dove la Binetti ha affrontato il tema dei figli contesi trattandolo come una delle cause degli allontanamenti facili in casa famiglia (che sarebbero praticati con disinvoltura dai Tribunali dei Minori italiani) (2).

A quel punto ci è venuto in mente l’aforisma latino “Errare humanum est, perseverare autem diabolicum” (che la Binetti dovrebbe conoscere visto che è attribuito a sant’Agostino). Questo perchè cercando con Google abbiamo scoperto varie prese di posizione della Binetti che la collocano senza esitazioni nel campo del negazionismo dell’alienazione parentale. Ad esempio in un comunicato stampa del suo gruppo parlamentare la Binetti afferma nel 2015:

Conosciamo casi in cui l’affido condiviso diventa una sorta di paravento dietro il quale i genitori continuano a scaricare le proprie responsabilità, sull’altro in modo da evitare costi materiali e impegni affettivi e organizzativi. Sono note le conseguenze a cui vanno incontro molti bambini parcheggiati in case famiglia e allontanati da entrambi i genitori, sulla base di una tanto ipotetica quanto scientificamente inesistente sindrome di alienazione parentale, PAS.[http://camera.nuovocentrodestra.it/]

Nel 2016 la Binetti ha preso posizione assieme ad altri esponenti cattolici del suo partito con queste parole:

Paola Binetti racconta che casi analoghi ci sono stati anche a Roma. “Ho presentato delle interrogazioni parlamentari che non hanno avuto risposta- dice-. La diagnosi di sindrome di alienazione parentale e’ alla base di decisioni di allontanamento di bambini dalle madre, ma nessun testo di psichiatria serio lo ha contemplato. [http://www.dire.it/18-05-2016/]

Quindi non ci sono dubbi: la Binetti è a tutti gli effetti una negazionista come le femministe del defunto partito Italia dei Valori e le ancora più esagitate donne dei defunti Comunisti Italiani. E’ facile prevedere che il movimento politico della Binetti farà la stessa fine dei due partiti sopra citati. Parafrasando Lenin il negazionismo dell’alienazione parentale sembra essere la fase terminale dei movimenti politici prossimi al suicidio elettorale.

Ma non ci siamo accontentati del facile sarcasmo sull’avvedutezza politica di questi politici cattolici allo sbaraglio, ci siamo posti le stesse domande che si sarebbe posto il Tenente Colombo nella fortunata serie poliziesca. Cioè: perchè una donna professionalmente preparata (laureata in medicina con specializzazione in neuropsichiatria infantile) fa affermazioni come quelle dell’armata brancaleone dei negazionisti dell’alienazione parentale? E’ possibile che non si sia accorta dell’enorme vuotezza delle ragioni che si trova a sostenere? Come direbbe Colombo, “qui c’è qualcosa che non torna”.

Forse non si tratta solo di sprovvedutezza. Forse c’è dell’altro. E nell’era di Internet le indagini che Colombo faceva interrogando i testimoni si possono condurre con altrettanta facilità interrogando Google. Che ci ha restituito una storia inquietante. Dieci anni fa, nel 2007, è uscito un libro sull’Opus Dei con alcune testimonianze degli ex numerari. Tra essi una giovane donna, Amina Mazzali, racconta di essere stata convinta ad iscriversi in una scuola di Milano proprio dalla Binetti. La stessa Amina racconta di aver subito già da minorenne pressioni e manipolazioni psicologiche molto gravi da parte dei membri dell’Opus Dei. Tra le altre cose queste pressioni avevano lo scopo di rompere i legami affettivi con la famiglia di origine. Come è noto anche l’alienazione parentale è simile alle attività di manipolazione che avvengono nelle sette.(1) E l’Opus Dei secondo la testimonianza di Amina Mazzali era una specie di setta. Ecco quindi un altro tassello al mosaico del negazionismo: i negazionisti cristiani che hanno la coda di paglia perchè sanno che plagiare i minori è facile ed è fattibile (lo hanno fatto o lo fanno). E quindi negano che esista l’alienazione parentale.

Chissà cosa ne pensa Papa Francesco che ha condannato l’alienazione parentale in varie occasioni e ne parla nella Esortazione Apostolica Amoris Laetitia. Potrebbero fischiargli le orecchie tanto da chiamare a rapporto il Prelato dell’Opus Dei che in questi anni ha altre gatte da pelare. La Binetti poteva risparmiargli almeno questa.

NELLE SEGRETE DELLìOPUS DEI.pdf


Note:

  1. Sull’alienazione genitoriale e le sette vedi anche  Lorita Tinelli su questo blog e il caso che coinvolse Scientology negli USA nel 1989. In Francia un domenicano indagò negli anni 90 in qualità di Vicario generale della sua diocesi su una setta francese che isolava i giovani dalle famiglie inducendoli a formulare false accuse di abusi sessuali contro i genitori.
  2. Il brano in cui Paola Binetti parla di alienazione parentaler nel corso dell’incontro pubblico promosso dall’avvocato Carlo Priolo presso la Sala Nilde Iotti di Palazzo Theodoli Bianchelli a Montecitorio si può seguire in un video pubblicato dallo stesso Priolo su Facebook:

 

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1 comment for “Paola Binetti e il negazionismo “cristiano” dell’alienazione parentale

  1. Luca RB
    23 dicembre 2017 at 23:11

    Ho ascoltato il brano in cui la Binetti parla dell’alienazione parentale e gronda ambiguità e reticenza assolute. La Binetti non ha la coda di paglia per aver praticato il plagio nell’Opus Dei. E’ semplicemente incline a pensare in tutta sincerità che anche se il fatto dell’alienazione parentale è grave, non è così grave da giustificare il togliere i figli alla madre (il padre è secondario e si può sacrificare). Poi aggiunge la solita litania sul fatto che non è una malattia psichiatrica ma probabilmente non ha mai letto il DSM5 che ne parla come problema relazionale. Più che una negazionista è una convinta sostenitrice del primato materno che considera il plagio e le false accuse di abuso sessuale come una faccenda di poca importanza. Le auguro di tutto cuore di sparire nel nulla politico come prima di lei altri pseudo-politici che hanno speculato sulla sofferenza di migliaia di bambini alienati e coinvolti in false accuse (ricordo ad esempio il nome del senatore Pedica di cui nessuno sa più neppure se esista).

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