Senatori ex-M5S presentano interrogazione per proteggere i bambini dalle calunnie alienanti

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Interrogazione a risposta scritta 4-02392 presentata da BARTOLOMEO PEPE – mercoledì 25 giugno 2014, seduta n.270

Bartolomeo PEPE, Monica CASALETTO, Francesco CAMPANELLA

Al Ministro della giustizia – Premesso che:

[…]  come evidenziato da diversi magistrati, molte separazioni sono basate su fatti non veritieri, le “false accuse”, i quali, spesso, vengono riportati agli organi giudiziari in maniera distorta dalla realtà per conseguire fini ed obiettivi ben precisi;

è noto che il ricorso alle “false accuse” ormai ha raggiunto percentuali altissime tale pratica, nella maggior parte dei casi, resta impunita, spesso i legali non fanno nulla per arginare il fenomeno e, anzi, in certi casi “fomentano” ed aiutano i propri assistiti a perseguire tale pratica;

l’escalation delle separazioni giudiziali e dei divorzi viene, quindi, alimentata dall’assurdo sistema in atto, il quale sta generando un vero e proprio dramma di carattere sociale, il quale porta, oltre alla disgregazione di tante famiglie, anche a casi di estrema indigenza economica e a favorire notevolmente uno dei coniugi a discapito dell’altro poiché, puntualmente, si finisce per allontanarne uno dai figli (“collocati” presso l’altro coniuge in violazione della normativa vigente), nonché, dalla casa coniugale e, nel contempo, costretto pure a corrispondere consistenti somme a titolo di mantenimento o alimenti (a quanto risulta agli interroganti la “collocazione” dei figli non è un istituto giuridico previsto dalla normativa vigente, in quanto la legge n. 54 del 2006 prevede che i figli siano seguiti e curati da entrambi i genitori: ne consegue che a quanto risulta agli interroganti la “collocazione” è un vero e proprio abuso esercitato nei tribunali); i figli minori vengono spesso “strumentalizzati” per poter raggiungere le finalità volute dagli adulti e, di conseguenza, subiscono comprensibili traumi per tutto quanto accade;

troppa gente, a seguito delle separazioni, finisce per rivolgersi alle mense della Caritas (si calcola che circa il 30 per cento di coloro che le frequentano sono persone separate) ed è costretta a reperire posti di fortuna ove trascorrere la notte: molti separati sono costretti a tornare dai genitori, a rivolgersi ad amici, a dormire nei garage, nelle roulotte, nei camper, nelle automobili, eccetera;

a quanto risulta agli interroganti il dilagare di tali situazioni porta la gente disperata a commettere gesti estremi;

non sono certamente rari i casi in cui uno dei coniugi avvia la separazione di tipo giudiziale solo per motivi economici e patrimoniali ai danni dell’ex consorte, oltre che per poter cambiare il percorso della propria vita a proprio piacimento; tale situazione non è più tollerabile ed ammissibile e necessita di una profonda rivisitazione del diritto di famiglia e dell’intera normativa vigente in materia, atteso che i principi dettati dalla legge n. 54 del 2006, dalla Costituzione e dalle convenzioni internazionali vengono disattesi e le responsabilità di tutto quanto avviene non vengono alla luce ed addebitate a chi di competenza;

considerato che, a giudizio degli interroganti:

è diventato indispensabile ed improcrastinabile riformare il sistema vigente in modo da garantire giustizia, certezza della pena per chi inventa o contribuisce ad inventare false accuse per conseguire “loschi” obiettivi;

in linea di principio e fatte salve le dovute eccezioni per ovvi motivi (incapacità di uno dei due genitori, problematiche di sicurezza ed incolumità, casi di accertata violenza, eccetera) è necessario garantire la frequentazione dei figli minori con entrambi i genitori, con tempi pressoché effettivamente uguali, senza dare la possibilità ad uno dei due genitori di escludere l’altro dalla vita dei propri figli;

occorre disincentivare la certezza di ottenere casa e mantenimento al fine di evitare forme di vero e proprio “sfruttamento” con ” riduzione in schiavitù” di un coniuge rispetto all’altro, che spesso agisce con furbizia e malafede;

chi riceve dall’altro coniuge il mantenimento e gli alimenti potrebbe non avere alcun interesse a cercarsi un lavoro per non perdere i propri benefici;

è opportuno tutelare il diritto di proprietà, così come previsto dalla Costituzione, ed evitare, quindi di sottrarre la disponibilità della casa a chi ne è legittimo proprietario per assegnarla all’altro coniuge: qualora la casa coniugale sia di entrambi i coniugi separandi, dovrebbe essere divisa o venduta per suddividerne il ricavato, fatte salve le dovute eccezioni da documentare e motivare adeguatamente in sentenza;

la legge n. 54 del 2006 prevede il mantenimento diretto ed obbligatorio dei figli da parte di entrambi i genitori ma essendo tale principio puntualmente disatteso, risulta ormai indispensabile chiarire anche tale aspetto dal punto di vista legislativo, specificando che il mantenimento dei figli, come linea di principio, dovrebbe avvenire da parte di entrambi i genitori in percentuale e sulla base del loro reddito accertato, riservando il ricorso al mantenimento di tipo indiretto (ossia dietro corresponsione di una cifra versata da un coniuge a favore dell’altro) solo ai casi di intervenuto accordo tra gli stessi coniugi o a casi del tutto eccezionali che impediscano il ricorso alla forma diretta e che, ovviamente, dovrebbero essere documentati e motivati in sentenza;

occorre porre fine alle storture esposte con adeguate riforme ed interventi legislativi idonei atti a tutelare la famiglia, la quale costituisce le fondamenta della società civile, ed a garantire sia la giustizia sociale che la libertà di potersi separare,

si chiede di sapere:

quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda promuovere per garantire il rispetto della normativa, dei principi costituzionali e delle convenzioni internazionali nell’ambito delle separazioni matrimoniali e dei divorzi e, in particolare, per il rispetto di quanto previsto dalla legge n. 54 del 2006;

quali iniziative di propria competenza, anche di carattere normativo, intenda porre in essere al fine di tutelare i separati dal facile ricorso alle false accuse che restano impunite;

come intenda arginare i difusissimi abusi perpetrati nei confronti dei separati (uomini o donne che siano, senza fare alcuna distinzione di sesso);

quali iniziative di propria competenza intenda porre in essere per evitare che i figli vengano strumentalizzati per il conseguimento degli obbiettivi prefissati dai coniugi che si separano e che spesso vengono allontanati da uno dei genitori per essere “collocati” presso l’altro con evidentissime disparità dei tempi di permanenza dei medesimi, i quali dovrebbero essere il più possibile paritetici per entrambi i coniugi;

quali iniziative anche di carattere normativo intenda promuovere per favorire il mantenimento diretto ed obbligatorio dei figli da parte di entrambi i genitori in luogo di quello indiretto, attualmente praticato in violazione dei principi normativi (legge n. 54 del 2006, eccetera);

che cosa intenda fare per garantire il diritto della proprietà (sancito dalla Costituzione) a riguardo della casa coniugale in caso di separazione coniugale;

quali iniziative intenda promuovere per evitare il facile ricorso allo sfruttamento di un coniuge da parte dell’altro a seguito della separazione;

se e come intenda attivare i propri poteri ispettivi e disciplinari per porre rimedio agli abusi e le violazioni compiute anche da operatori della giustizia che operano nell’ambito del diritto di famiglia.

Fonte: http://parlamento17.openpolis.it/atto/documento/id/51675

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