L’ultima lettera di un papà alienato, prima del suicidio

«L’amore che ho condiviso con mia figlia era veramente speciale. Lei è uno spirito così dolce, gentile e delicata. Mi dispiace che io non ci sarò a vederla crescere in una stupenda donna. Schiacciato in modo assoluto dal peso di non essere stato nella sua vita negli ultimi tre anni. Ho lavorato molto duramente come padre per costruire la sua fiducia e autostima. Lei è intelligente, divertente e premurosa, ma non lo sa ancora. Prego che possa realizzare le sue capacità, e che la sua fiducia in se stessa possa continuare a crescere. Ti amo teneramente, [ nome oscurato ] .

bimbo-tristeMio figlio [ nome oscurato ] era stato appena accettato all’asilo, quando ho perso il contatto con lui. È bravo e coraggioso.  Sapeva divertirsi da solo così come gli altri bambini.   Anche i bambini più grandi volevano giocare con lui. Mi si spezza assolutamente il cuore nel constatare che non sarò in grado di aiutarlo a crescere e a diventare un uomo. Ti amo [ nome oscurato ]. Mi manchi tanto.

La mia identità mi è stata rubata, come risultato di questo processo. Quando ha cominciato, ero un agente immobiliare. Ho vissuto con la regola d’oro di portare avanti la famiglia insieme, e trovare in comune il terreno ideale. La mia reputazione come mediatore è stata costruita sulla mia onestà e integrità. Alla fine del processo ero distrutto, senza casa, disoccupato e non ho potuto avere visite con i miei figli.

Ero sfiduciato e paralizzato dalla paura, che sarei potuto andare in prigione, ogni volta che la mia ex moglie lo avesse voluto. Non posso dire o fare nulla per fermarlo. Questo comportamento mirato alla morte è quello che assomiglia al pensiero di uno psicopatico, e questo è il risultato. Non mi sono trasformato in una persona conflittuale né ho perso la mia capacità di rispettare la legge. Non ero mai stato prima di questo processo, arrestato, depresso, senza casa o un suicida, prima d’ora. Lo stress e la pressione, mi è stata deliberatamente appiccicata addosso e non c’è nulla che io possa fare o dire per ottenere un qualche sollievo. Nulla io e i miei avvocati, abbiamo potuto dire all’avvocato della mia ex – moglie o alla Corte. Verità, fatti, prove o addirittura il migliore interesse dei miei figli non hanno fatto la differenza e non hanno avuto alcun effetto sul risultato.

La giustizia familiare è corrotta, ma dalla mia esperienza, ho capito che non sono le leggi, ma i suoi avvocati. Si nutrono di conflitti. Essi non vengono assunti per ridurre il conflitto o proteggere l’interesse dei bambini, che è il motivo per cui i terzi devono essere coinvolti. Dovrebbe essere obbligatorio per i bambini, quello di avere un tutore, con una formazione e specializzazione in abusi e aggressioni.

È assolutamente vergognoso che il Tribunale della contea di Fairfax non ha fatto nulla per intervenire o capire il conflitto in corso. Giudice Randy fiscalmente ha utilizzato anche i bambini come punizione, negando l’accesso alla visita per non aver avuto, via fax, la ricevuta. L’intero conflitto si è incentrato, sul rifiuto di accesso ai bambini, era inconcepibile per me l’uso che hanno fatto dei bambini in questa vicenda. Questo è esattamente ciò che la mia ex-moglie e il Giudice hanno fatto.

A tutti i miei familiari, gli amici e alle persone che mi hanno sostenuto lungo questo processo, dico che mi dispiace tanto. So che le mie reazioni e i miei comportamenti, non sempre per voi hanno avuto senso. Neanche per me tutto questo ha un senso. Non ho avuto nessun aiuto e l’unico suggerimento che ho ricevuto dai miei avvocati è stato quello di rimanere in silenzio.

In un primo momento ho fatto quello che mi è stato detto, sono rimasto in silenzio e ascoltato i miei avvocati. Poi, dopo che avevo dato alla mia ex – moglie la piena custodia dei miei figli cercando di placare la sua ira, ho cominciato a conoscere la psicopatia ed ho contattato il dottor Samenow e gli ho chiesto aiuto circa le mie preoccupazioni. Sono stato ignorato. Nel proseguio del conflitto legale, sono stato anche costretto a difendermi. Quando anche questo non ha funzionato, ho pensato che avrei potuto ottenere l’aiuto di cui avevo bisogno iniziando a parlare. Non esiste un modo giusto o sbagliato per difendersi dagli abusi. Ingenuamente, pensavo che l’abuso sarebbe stato riconosciuto, e qualcosa sarebbe stato fatto. Ho pensato che parlare fuori dall’aula giudiziaria avrebbe fatto finire l’abuso o almeno indurli a fare marcia indietro. Non lo fecero, nessuno ha mosso un dito e loro si sono sentiti ancora più incoraggiati.

Mi suicido perché sono giunto alla conclusione che non c’era nulla che possa dire o fare per porre fine all’abuso. Ogni volta che mi alzavo dalle mie ginocchia, venivo buttato giù. Mi impedivano di essere il papà che volevo essere per i miei bambini. La gente può pensare che io sono un codardo per aver rinunciato ai miei figli, ma ma non vedo via d’uscita. Non ho soldi per un avvocato, aiuto o medicine. Ho perso quattro posti di lavoro a causa di questo processo. Ero alla loro mercé per il resto della mia vita e mi avevano dimostrato che non ero nessuno.

L’essere stato alienato, abusato giuridicamente, abusato psicologicamente, isolato, rovinanti finanziariamente, tutti questi problemi insieme formano la ricetta per il suicidio. Vorrei essere più forte per andare avanti, ma il dolore emotivo e la paura di andare in tribunale e la prigione [a causa del mantenimento esorbitante] è diventato schiacciante. Sono rimasto paralizzato dalla paura. Non riuscivo a fuggire e non potevo combattere. Non ho mai avuto la sensazione di poter guarire o recuperare. Vorrei poter meglio articolare il trauma psicologico ed emotivo che ho sperimentato.

Potrei riempire un libro con tutte le bugie e le sentenze misteriose della Corte. Non ho mai sperimentato questo tipo di dolore. Ho chiesto aiuto, ma gli uomini buoni non hanno fatto nulla e il male ha prevalso. Tutto quello che volevo era un curatore speciale per i miei figli. I terzi sarebbe stato facilmente in grado di confermare o smentire tutte le mie accuse, è per questo che nessuno è stato mai nominato per proteggere i bambini o ridurre il conflitto.

L’abuso è di potere e di controllo. L’invito ad alzarsi e parlare è valido solo per l’abusata. Se qualcuno parla di abusi, credono a loro.

Vi prego, insegnate ai miei bambini l’empatia ed a difendersi dalla violenza psicologica, altrimenti potrebbero fare la mia fine.

Dio abbia pietà della mia anima.

Chris Mackney».

Rachelle H. Hill, avvocata della madre, sta scrivendo a tutti i siti web che ospitano questa lettera pretendendo la sua cancellazione, in quanto la donna, impossessatasi di tutti gli averi dell’ex marito, sostiene di avere il copyright anche sulla lettera.

Tante persone hanno rifiutato di prendere parte a questa opera di annientamento di un uomo morto, che impedirebbe ai bambini, un giorno adulti, di capire quanto loro papà li amava.

 

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2 comments for “L’ultima lettera di un papà alienato, prima del suicidio

  1. Daniele
    11 maggio 2014 at 10:37

    Ste maledette, sono uguali in tutto il mondo!

  2. 8 dicembre 2015 at 22:47

    QUESTE SONO LE DONNE DEBOLI IN AMORE DICO DEBOLI PER QUANDO LO VOGLIONO ALTRETTANTO CATTIVE QUANDO LO VOGLIONO LA MIA PSICOZERAPEUTA NE SONO SICURO NN FAREBBE COSI’ NEL LASCIARE UN UOMO SONO SICURO ELI E ELI….MA LE DONNE S PENSO NN TUTTE SANNO ESSERE CRUDELI E CATTIVE QUANDO SEI IN QUEL CIRCOLO VIZIOSO NN SALVI I FIGLI TI VANNO CONTRO ELA MOGLIE INSTIGA LEI LABORA E TU NO… PERDI LA TUA AUTOSTIMA TI SENTI INUTILE E CROLLI NN.C’E NIENTE DA FARE SE CARATTERIALMENTE LEI E PIU FORTE SEU PERSO…RIPOSA IN PACE SIVURAMENTE DOVE TU ANDRAIEGLIO STARAI QUI IN QUESTO POSTO E UN INFERNO LO RIPETO INFERNO AMEN

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