L’alienazione parentale riconosciuta dal Tribunale di Cosenza – avv. M. Corriere- 29.7.2015

Se la madre distrugge la figura del padre perde il diritto all’affidamento condiviso e scatta l’affidamento esclusivo dei figli minori al padre.

È quello che ha deciso la prima sezione civile del Tribunale di Cosenza con un decreto dettagliatamente motivato [1].

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Nel caso in esame il Collegio giudicante ha rilevato che se è vero che ai sensi del codice civile [2], il legislatore ha inteso privilegiare , in caso di crisi e separazione della coppia genitoriale, il regime dell’affido condiviso dei figli minori ad entrambi i genitori, in quanto la prole ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale, d’altra parte, onde tutelare in maniera concreta l’interesse morale e materiale dei minori [3], il giudice può disporne l’affidamento esclusivo ad uno dei due genitori.

Il Tribunale motiva in maniera scrupolosa ed analitica le ragioni che hanno portato a tale decisione di affidamento esclusivo. Ed infatti dal giudice viene evidenziato come dall’ampia istruttoria, che ha compreso sia una CTU psicologica che l’ascolto diretto dei minori da parte del magistrato all’uopo delegato, sia emersa “l’esistenza di una situazione di inidoneità genitoriale della madre che risulta aver manipolato i due minori allontanandoli fisicamente e psicologicamente dal padre verso cui ostentano entrambi plateali manifestazioni di rifiuto e negazione”.

All’esito dell’elaborato peritale e dell’ascolto diretto, il Collegio Giudicante, constatato un “condizionamento programmato” della madre nei confronti dei figli teso a logorare la figura paterna nonché i rapporti con i parenti del ramo genitoriale paterno, ha affermato la “sussistenza di un vero e proprio disturbo relazionale avente le caratteristiche dell’alienazione parentale, così come descritta da ultimo nel DSM 5 pubblicato nel 2013 …”. Insomma è stata accertata l’esistenza “di una ingiustificata campagna di denigrazione dei minori contro il padre”, che aveva addirittura condotto ad una denuncia di falsi abusi (il cui relativo procedimento penale era stato archiviato in quanto le accuse di molestie sessuali, all’esito delle indagini, erano state ritenute fantasiose, inverosimili , sganciate dalla realtà e prive di qualsivoglia riscontro oggettivo).

Durante l’istruttoria inoltre era stato evidenziato come i minori continuavano a parlare del loro padre come di una persona cattiva e che non volevano più vedere, in maniera robotica e rituale, il tutto sintomatico di quell’alienazione parentale che altro non è che una sorta di denigrazione martellante e ingiustificata effettuata da uno dei due genitori contro l’altro genitore, un lavaggio del cervello portato avanti da un genitore indottrinante con il contributo concreto dei figli minori alla denigrazione del genitore “bersaglio”.

Altro elemento sintomatico dell’alienazione parentale che il Tribunale ha riscontrato nel caso in esame è la mancanza di ambivalenza nei confronti dello stesso genitore, ”avendo il CTU ed il Collegio direttamente constatato che i due bambini nutrono per il padre ( genitore alienato) solo sentimenti negativi e per la madre ( genitore alienante) solo sentimenti positivi”.

Tale provvedimento del Tribunale di Cosenza è in sintonia con la sentenza della Corte di Cassazione del 2013 [4], che aveva negato l’affidamento condiviso al genitore alienante, disponendo affidamento esclusivo dei figli all’altro genitore.

  • [1] Trib. Cosenza, decr. n. 778/2015.
  • [2] Art. 337 ter cod. civ.
  • [3] Ex art.337 quater cod. civ.
  • [4] Cass. sent. n. 5947/2013.

Fonte/Credits: http://www.laleggepertutti.it/

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3 comments for “L’alienazione parentale riconosciuta dal Tribunale di Cosenza – avv. M. Corriere- 29.7.2015

  1. Mariarosa Gianoncelli
    22 agosto 2015 at 07:08

    Sono la compagna di Stefano , un uomo distrutto da oltre 9 anni di Tribunali che pur avendo ottenuto l’affidamento condiviso del suo piccolo Alessio ora di 13 anni e mezzo ….; non puo’ mai vedere SUO FIGLIO PER MILLE SCUSE INVENTATE DALLA SUA EX MOGLIE .
    Un Padre Stefano , rispettoso , educato, puntuale nei pagamenti del mantenimento nei bisogni economici del figlio MA TRATTATO DALLA SUA EX MOGLIE COME UN BANCOMAT E PRIVATO DALL’AFFETTO DEL SUO CARO PICCOLO ALESSIO ❤️

  2. salvatore
    19 ottobre 2015 at 16:13

    caro stefano ti capisco e ti comprendo, in quanto sono vittima anchio di questi sopprusi legalizati a quanto sembra,personalmente ho riposto l ultima speranza chiedendo al giudice di far intervenire il CTU ,e sinceramente nutro anche in loro poca speranza,ma sto provando …..
    un saluto sincero caro amico.
    si forte

  3. 25 novembre 2015 at 16:09

    Salve, sono i soliti discorsi senza mai affrontare definitivamente e con autorevolezza il problema :il genitore che commette tale meschinità va punito con la Galera senza se e senza ma,con pesanti risarcimenti l’unica soluzione per essere veramente un deterrente, ma purtroppo in Italia si parla tanto di tutto ma non si fa niente e i minori soffrono il genitore soffre,ho sentito parlare di tutela dei minori :ah ah ah

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