L’alienazione parentale e i suoi rimedi – intervista a Margherita Corriere – 1.6.18

(Fonte: www.laleggepertutti.it) L’alienazione parentale è tra i temi più dibattuti nell’ambito di separazione, divorzio e affidamento dei figli. Secondo una recente sentenza della Cassazione, la n. 26810/2011, il comportamento del coniuge affidatario che strumentalizza il rifiuto del minore di vedere l’altro genitore, non favorendo così le visite stabilite dal giudice, costituisce reatoL’alienazione parentale è prodotta da una “programmazione” dei figli da parte di un genitore (genitore alienante), attraverso l’uso di espressioni denigratorie, false accuse di trascuratezza, violenza o abuso, riferite all’altro genitore (genitore alienato). La costruzione di una falsa realtà familiare di terrore e vessazione genera nei figli profondi sentimenti di diffidenza e odio verso l’altro genitore.

I figli diventano dipendenti dal genitore alienante ed iniziano ad appoggiare la sua visione della realtà. Questa strumentalizzazione arriva a distruggere la relazione fra figli e genitore alienato. Nei casi più gravi, i minori arrivano a rifiutare qualsiasi tipo di contatto, anche semplicemente telefonico, con il genitore alienato. Per saperne di più, ho avuto il piacere di intervistare l’Avv Margherita Corriere, Presidente AMI (Associazione Matrimonialisti Italiani) Sez. distr CZ.

(Intervista di Denise Ubbriaco, Fonte/Credits: www.laleggepertutti.it)

Nell’ambito di separazione e divorzio, spesso i figli diventano strumento di contesa. Parliamo di alienazione parentale. Quanto è importante per la crescita del minore l’applicazione del diritto alla bigenitorialità?

“La separazione tra due coniugi è certo un evento traumatico sia per la coppia genitoriale che per la prole: conduce a dei cambiamenti a vari livelli, affettivi, sociali, economici, emozionali. È questo il momento in cui i genitori devono evitare di cadere nella trappola della conflittualità e aver cura dell’autentico “interesse preminente dei propri figli”, proteggendoli da potenziali effetti laceranti, impegnandosi per il loro bene, mantenendo un equilibrato e sereno rapporto parentale. Purtroppo non sempre è così; infatti ci sono diversi casi nei quali uno dei due genitori, in fase di separazione o divorzio, mette in atto un’aspra conflittualità nei confronti dell’altro, usando i figli come mero strumento di belligeranza, intessendo anomale alleanze con loro ai danni dell’altro genitore che “deve essere cancellato dalla loro vita”. In tali casi si aprono scenari molto pericolosi, soprattutto per il benessere dei minori, che hanno bisogno di entrambe le figure genitoriali per una loro sana crescita psicofisica e che, costretti emotivamente ed affettivamente a rinunciare ad uno di loro, si troveranno deprivati di una importante figura di riferimento. Nei casi più gravi si parla di alienazione genitoriale, che viene identificata come un “disturbo iurigeno”, consequenziale ad un contesto giudiziario molto conflittuale e controverso per l’affidamento della prole. A volte, si assiste al comportamento di un genitore manipolatore, il cui fine è quello di annientare il rapporto del figlio con l’altro genitore (definito “alienato”). Si opera l’indottrinamento da parte di uno dei due genitori che mette in atto, con il contributo attivo del figlio, una sorta di lavaggio di cervello finalizzata alla denigrazione dell’altro genitore e che conduce il minore a distaccarsi dalla realtà, ad alienarsi dagli affetti e a provare astio e disprezzo immotivato e costante nei confronti del genitore preso di mira. Studi molto importanti fanno rilevare come sia fondamentale per i figli avere sempre un sano e significativo rapporto con entrambe le figure genitoriali, in quanto la deprivazione di uno dei due genitori – come accade nei casi di alienazione parentale – provoca delle problematiche che possono condurre la prole a serie alterazioni della loro sfera affettivo-relazionale. Pertanto, è di vitale importanza per i minori poter usufruire di un concreto diritto alla bigenitorialità, avendo sempre accanto un padre e una madre che si prendano cura di loro, dando affetto, assistenza, cure, educazione e provvedendo ai loro bisogni morali e materiali.”

Quali sono le condizioni che favoriscono l’assoggettamento del minore al genitore alienante?

“Nei casi di alienazione parentale, i minori si costruiscono un’immagine negativa del genitore, perché patiscono un imprinting formativo in tale direzione costituito di un martellare continuo di commenti negativi, osservazioni sull’incapacità, sull’inettitudine e sulla colpevolizzazione di situazioni ed eventi causati dal genitore alienato, che viene pertanto rimosso e sminuito, oltre a divenire la ragione di tutti gli eventi negativi della famiglia. In tali casi, nei giudizi dei figli non sussiste ambivalenza, bensì tutto quello che è l’agito del genitore alienato è negativo, mentre il genitore alienante è perfetto e non sbaglia mai. Si desidera sottolineare, tra l’altro, che nei casi di alienazione il minore fornisce il suo personale contributo attivo alla campagna di denigrazione innescata dal genitore alienante.”

Il genitore alienante, in genere, strumentalizza il figlio per soddisfare le proprie esigenze. Quali sono le conseguenze giuridiche di questo comportamento?

“L’alienazione genitoriale è fenomeno che scaturisce dall’alto grado di conflittualità che si è innescato tra i genitori che si separano; in tali casi c’è che vuole farla pagare all’altro – ritenuto responsabile della crisi e della fine del rapporto – togliendogli ciò che di più prezioso può rimanere da quell’unione: i figli. E allora un coniuge giura “vendetta”, mettendo in atto quel programmato lavaggio del cervello che condurrà il figlio a escludere dalla sua vita e dai suoi affetti un genitore, che rappresenta invece una figura molto importante della e per la sua vita presente e futura. Le conseguenze giuridiche nei confronti di un genitore alienante, che sovente elude i provvedimenti del tribunale, pur di non far vedere i figli al padre, possono essere querele ex artt. 388 2° comma c.p. e anche ex art. 572 c.p. e relative condanne . Questo dal punto di vista penale; dal punto di vista civile si può richiedere ed ottenere ammonimento del genitore alienante che viola le modalità di affidamento condiviso, sanzioni, risarcimento del danno ed inversione del collocamento ed affidamento esclusivo, a seconda dei casi.”

Uno degli interrogativi principali su questo argomento è: quali sono i rimedi contro l’alienazione parentale?

“È importante accorgersene al più presto e stroncarla sul nascere al fine di ridurre i danni psicologici ed affettivi della prole; il migliore rimedio giuridico è garantire ai minori un autentico affido materialmente condiviso, in modo che il minore trascorra tempi paritetici nella quantità e nella qualità con entrambi i genitori e non si possa così favorire l’instaurazione di relazioni disfunzionali con uno di loro.”

Quando il minore rifiuta il genitore, in che modo si possono ricucire i rapporti? In che modo si possono stemperare le tensioni e disperdere le negatività dell’alienazione?

“Prima si prendono provvedimenti, minori e recuperabili saranno i danni che si arrecano alla prole. Purtroppo occorrono azioni tempestive, perché con il passare degli anni, quando il minore è prossimo alla maggiore età, è molto difficile poter ricucire un sano rapporto affettivo-relazionale con il genitore alienato.”

La giurisprudenza sembra essere concorde nel ritenere opportuno che il minore alienato debba essere tolto al genitore alienante, seppur riavvicinandolo gradualmente al genitore alienato. Qual è il suo pensiero a tal proposito?

“Sono d’accordo con tale giurisprudenza; infatti è fondamentale che la prole non subisca gli effetti negativi e l’influenza del genitore alienante e venga supportato da idonee figure professionali che lo aiutino ad instaurare un saldo rapporto affettivo con il genitore alienato e certamente una relazione sana con il genitore alienante.”

C’è una storia di alienazione parentale che vuole condividere con i nostri lettori?  

“Ce ne sono tantissime, ma una in particolare mi è rimasta impressa, perché mi ha fatto constatare che un impegno professionale di noi avvocati specializzati e formati in tutela dei minori può essere di valido supporto alla prevenzione e tutela dello sviluppo emotivo-relazionale della prole. Nel caso specifico, si trattava di una separazione che scaturiva da un rapporto molto conflittuale di una coppia. La signora voleva farla pagare al coniuge per il suo tradimento non facendogli più vedere i figli e avrebbe preteso da me “una separazione feroce”. Dai suoi racconti, si capiva che aveva iniziato a martellare psicologicamente i figli contro il padre. In quel caso, poiché un avvocato prima che legale del cliente deve essere il difensore dei diritti fondamentali della prole, con pazienza e fermezza, in più incontri, ho fatto comprendere alla signora che bisognava salvare i bambini, che bisognava prendersi cura di loro che avevano necessità di contare sempre sull’affetto e le cure del padre e della madre. Ebbene la signora ha compreso quale era il vero bene dei figlioletti, ha capito che non doveva accanirsi contro il marito e siamo giunti ad una pacifica separazione consensuale che ha garantito principalmente l’autentico diritto alla bigenitorialità dei bambini.”

Qual è l’impegno dell’AMI nella tutela dei minori?

“L’impegno dell’AMI nella tutela dei minori è molto ampio ed infatti riteniamo la difesa e la salvaguardia dei loro diritti il nostro primo ed essenziale fine. E per fare questo – come dice Korczac – bisogna “elevarsi fino all’altezza dei loro sentimenti, stiracchiarsi, allungarsi, sollevarsi sulle punte dei piedi. Per non ferirli. 

Fonte/Credits: www.laleggepertutti.it

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3 comments for “L’alienazione parentale e i suoi rimedi – intervista a Margherita Corriere – 1.6.18

  1. Margherita
    21 giugno 2018 at 12:55

    Purtroppo io sono vittima di alienazione, mio marito è riuscito far in modo che i miei figli non mi parlino più, che mia figlia pensi addirittura che io voglia farle del male. Le conseguenze sono una 15enne che beve birra di nascosto fuma e non ha rispetto del proprio corpo. Io ho le mani legate, il mio avvocato dice che non si più far niente vista l’età dei figli, il marchi ha appena compiuto 18 anni, mi parla ha fatica e chiama solo quando gli serve qualcosa. Io gli ho lasciato tutto casa e soldi questo non è bastato. Continua a denigrare la mia persona davanti ai figli ed ai parenti.

  2. Barbara
    21 giugno 2018 at 21:31

    Margherita, solo chi è passato da questo dramma può capirti. Quello che voglio dirti è che forse non puoi far nulla a livello legale perché sono grandi, ma puoi fare molto, moltissimo altro.
    Nessuno ti toglierà questo dolore, ma tu amati e circondati di persone e situazioni in cui stai bene. Fortificati e cerca il piu possibile di focalizzarti su te.e non sulle cattiverie che ti arrivano addosso. Questo ti darà la forza x fare piccoli passi, piccoli gesti verso i tuoi figli. Coraggio, se vuoi ci sono.
    Una mamma

  3. Kaspaerek
    28 luglio 2018 at 15:54

    Ho in corso una storia di sottrazione e alienazione su un bambino di 6 anni.Avevo un bellissimo rapporto con mio figlio,L ha portato via e adesso a malapena vuole parlare con me a telefono.
    E passato già un mese e ho potuto constatare che ne le forze dell ordine in particolare i carabinieri ne i presidenti dei Tribunali e il pm capiscono la situazione tantomeno il danno che si arreca al minore..
    Una vera debacle della giustizia minorile e della salvaguardia psicofisica dei bambini..

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