L’alienazione genitoriale nel DSM-5

p16ve5u07fc9mt8119ef19s71pne0_15665L’Associazione Psichiatrica Americana ha pubblicato la quinta edizione del DSM, uno dei più influenti manuali in materia di salute mentale in ambito forense.

I concetti base dell’alienazione genitoriale sono stati inclusi, anche se manca l’uso esplicito del termine concetto Parental Alienation. Questo perché influenti lobby femministe americane come la  NOW si sono opposte al riconoscimento dell’alienazione genitoriale come abuso sull’infanzia.

Il prof. William Bernet ha così riassunto i progressi compiuti:

  • La voce “problemi relazionali figlio/genitore” è stata integrata con una discussione, che spiega che tali problemi “possono includere attribuzioni negative verso l’altro, ostilità o uso come capro espiatorio, e sentimenti ingiustificati di estraniamento”.
  • I comportamenti alienanti entrano nella classificazione degli abusi psicologici, definendoli come “atti non verbali o simbolici del genitore o tutore che provocano, o hanno ragionevole potenzialità di provocare, danni psicologici significativi al bambino”.
  • Gli effetti negativi dell’alienazione genitoriale sono menzionati nella seguente nuova diagnosi: “when the focus of clinical attention if the negative effects of parental relationship discord (e.g., high levels of conflict, distress, or disparagement) on a child in the family, including effects on the child’s mental or other physical disorders.”
  • Alcune tattiche dei genitori alienanti entrano nella descrizione del disturbo di Munchausen per procura come: “falsificazione di segni o sintomi fisici o psicologici, o induzione di danni fisici o malattie in un altro”.
  • Il disordine psicotico condiviso, o follia a due, ora comprende: “nel contesto di una relazione, i contenuti paranoidi del soggetto dominante provvedono contenuto per le idee paranoidi dell’altra persona”.  Ciò descrive la condizione dei bambini alienati, plagiati fino a credere alle paranoie dei genitori alienanti.

L’alienazione genitoriale è quindi inclusa, ma non come PAS (cioè non come Sindrome da Alienazione Genitoriale).  Avvocati, che magari neanche conoscono la differenza tra disturbo e sindrome, utilizzano tale circostanza per sollevare polveroni.   L’intero concetto di sindrome, seppur largamente impiegato nelle precedenti edizioni (1952, 1968, 1980, 1994), è stato messo in dubbio da più moderne ricerche. Ad esempio, condizioni che gli psichiatri considerano come distinte (iper-attività, autismo, disturbo bipolare, depressione, schizofrenia) sembrano oggi essere associate a comuni variazioni genetiche.  Allo stesso modo si è scoperto che condizioni considerate distinte come ansietà, depressione e disturbo post-traumatico da stress sono associate a simili attivazioni anormali di una parte del cervello (amigdala).

 

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4 comments for “L’alienazione genitoriale nel DSM-5

  1. 23 maggio 2013 at 14:43

    Incrdibile!
    Nessuno avrebbe mai sospettato che qualche genere di lobby potesse influire sul contenuto della bibbia della psichiatria mondiale.

  2. salvo
    23 maggio 2013 at 17:11

    Questa interpretazione del DSM-V e della PAS (ora PAD)e’ una distorsione incredibile e inaccetabile. Dovreste sottoporla all’American Psichiatric Association (Direttore Dr. Jeffrey Lieberman, the chairman of the psychiatry department at Columbia and president-elect of the American Psychiatric Association, which publishes the D.S.M.)e ottenere una loro lettura critica di questa distorsione …

    La mia critica?

    Ci sono dolo 2 elementi che si dovrebbero ripetere ad nauseam ogni volta che ci si imbatte in questi individui pro-PAS / pro-PAD.

    Il primo: non ci interessa ascoltare / leggere cio’ che piace, o pensa che piaccia, a uno dei tanti pinco-pallini pro-PAS / pro-PAD. Qundi, quando si leggono frasi come — I would say the “spirit” of parental alienation is in DSM-5, even if the words are not — per affermare che la PAS / PAD esiste, che li si mandi all’inferno, o con una risposta esplicita, o col silenzio. Dire ‘I would say’ e’ come dire — ci hanno fregato / fottuto ancora una volta con questo DSM-V; pero’ non ammettiamolo che ci hanno fregati, e invece cerchiamo di ricostruire dalla Bibbia che e’ (dovrebbe essere) lo DSM-V la struttura della PAS/PAD.

    Questo e’ cio’ che fanno gli integralisti di qualunque colore, che vogliono far sapere al mondo che il loro Dio — qui nelle forme PAS / PAD — esiste, ed e’ vero, e lo si puo’ dimostrare dal Libro Divino … qui il DSM-V. La frase ‘I would say’ si usa in un contesto ben preciso: quando qualcuno sta per affogare, e con l’acqua al naso, cerca di districarsi dalla brutta situazione per cercare di respirare un po’.

    Quindi, abbastanza con le esegesi del GArdner prima, e del tanto bramato DSM-V oggi. Il DSM-V non dice nulla sulla PAS / PAD.

    Il secondo — e piui’ importante, ma anche piu’ difficile da capire e accettare: che ancora prima di pubblicare il DSM-V, la piu’ importante organizzazione di ricerca degli USA — la National Institute of Mental Health (NIMH) — ha rigettato in toto la validita’ scientifica del DSM-V, e, in piu’, ha specificato le nuove direzioni della ricerca in psichiatria.
    La NIMH, e’ la stessa organizzazione che ha provveduto i fondi per tutte le versioni del DSM (I-V).

    In piu’, Dr. Jeffrey Lieberman, il Direttore della Facolta’ di Psichiatria della Columbia University — che ora e’ il Presidente dell’the American Psychiatric Association (la stessa associazione che ha pubblicato i vari DSM (invluso il V) — ha dichiarato che chiaramente e’ finito il tempo di continuare con il DSM. I’approcio del DSM non riflette lo stato di conoscenza scientifica della disciplina (20 anni arretrato), e diventera’ sempre piu’ marginale. Le nuove direzioni di ricerca rappreentano una rottura nello sviluppo della disciplina della Psichiatria — dall’uso di sintomi per ‘indovinare’ la ‘malattia’, alla ricerca biologica (molecolare – genetica ) per capire i meccanismi causali.

    La PAS, e ora la PAS, non si sono mai basate su spiegazioni causali di strutture e dinamiche … prendendo il Gardner, come esempio, tutta la sua sofisticazione metodologica si riduceva alle sue proprie osservazioni (con cervello tabula rasa), e alla sua capacita’ di induzione dalle sue osservazioni (pesonali). I sistemi di ricerca con indicatori multivariati sviluppati dopo non fanno altro che ripetere il processo del GArdner in una scala piu’ grande. La NIMH — e la American Psychiatric Association … e quindi il Dipartimenti di PSichiatria della Columbia UNiversity — rigettano questi approci come non scientificamente validi … non hanno generato molto progresso in psichiatria.

    Per una discussione della problematica, vedi l’articolo nel New York Times, ma di articoli con la stessa tesi ce ne sono molti:
    http://www.nytimes.com/2013/05/07/health/psychiatrys-new-guide-falls-short-experts-say.html?_r=1

  3. batman
    23 maggio 2013 at 17:19

    Salvo, premesso che le stesse cose le potevi dire in meno spazio, ti informo che quanto scritto in italiano su questo post è la traduzione fedele di una comunicazione del prof. Bernet. Se vuoi citarlo davanti al gran giurì dell’APA non devi fare altro che attivare la procedura prevista.

  4. Massimo
    27 maggio 2013 at 19:55

    NOW è l’organizzazione femminista che nel 1974 riuscì a far levare l’omosessualità e quindi il lesbismo dal DSM

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