La testimonianza di una madre in lotta contro l’alienazione genitoriale

Sto lottando da 5 anni per restituire ai miei figli di 14 e 12 anni il diritto di amare ed essere curati e cresciuti anche da me, la loro mamma.

Purtroppo la PAS non è facilmente ed immediatamente individuabile, non solo per l’ignoranza in materia che ristagna nei consultori, negli studi dei migliori psicologi/psicoterapeuti, nei Tribunali…, ma anche per una serie di preconcetti che la rivestono.

All’inizio ero disorientata, impaurita, stavo impazzendo nel vedere i miei bambini allontanarsi, sotto le pressioni del padre e della sua famiglia, che in maniera subdola mi tagliavano fuori, giorno dopo giorno, dalla loro vita. Una donna ha il diritto se non è felice di volersi separare, di volersi dare una nuova possibilità di vita! Mio marito non sopportava l’idea di perdermi, di lasciare a me una decisione concernente la sua vita… e mi ha fatto male nell’unico modo che sapeva possibile, “rubandomi” i miei bambini…!

Solo chi vive l’angoscia di perdere i propri figli può capire il dolore lancinante che si prova, il sentirsi morire ogni giorno…e ogni notte…un po’ di più!
I servizi sociali per capire cosa stesse succedendo ci hanno impiegato 6 mesi, durante i quali i miei figli mi vedevano solo alla presenza del padre, e sappiamo bene che ne sono sufficienti molti meno perché si radichino idee contorte nella mente dei piu’ piccini… Dopo un anno sono riuscita ad ottenere dal Tribunale Civile la possibilità di vedere i miei figli tutti i pomeriggi, ma loro con me erano aggressivi, dovevano mostrarmi tutto il disprezzo che il padre aveva loro insegnato… Ma l’unico pensiero che avevo era che Loro Erano Le Prime Vittime Della Situazione… E questo mi ha fatto andare avanti e mi ha impedito di mollare!!!

La competenza in materia di PAS è FONDAMENTALE per la soluzione tempestiva del problema. Purtroppo mi sono imbattuta in una CTU che parlava di “triangolazione”, ma la PAS non è una triangolazione, è uno schieramento in toto dalla parte del genitore alienante! La Dott.ssa in questione ha evidenziato i sintomi dei miei figli, ma non ha avuto il coraggio, a scapito loro (e a scapito mio), di promuovere interventi drastici e risolutivi. Il Tribunale dei Minori si è dichiarato non competente in materia ed ha rinviato tutto al procedimento Civile in atto. Dopo ulteriori 2 anni ho chiesto una nuova CTU, con Psicologa diversa, che miracolosamente ha individuato la Sindrome e ha promosso degli interventi che limitassero il padre. Paradossalmente ciò non è bastato al Tribunale Civile, restio a dover avallare una relazione che sancisse una PAS, così ne ha richiesta una ulteriore…!!! Né io, né il mio avvocato, né il mio consulente di parte (il quale, l’unico, aveva da subito individuato la Sindrome), né l’ultima Consulente d’Ufficio potevamo credere a ciò che stava accadendo. Tutte queste resistenze in fondo non fanno parte altro che delle conseguenze della sintomatologia della PAS stessa, l’andarci cauti da parte di Giudici, Avvocati, Assistenti sociali… sempre per tutelare i bambini, ma inconsapevolmente a causa del tempo che lasciano passare, a causa della difficoltà a prendere posizione di fronte a tale Sindrome, non fanno altro che peggiorare la situazione dei minori ( e anche del genitore alienato!!! – Quanti di noi abbandonano…).

La giustizia però stava facendo il suo corso, per fortuna anche la Terza CTU ha sancito che eravamo in presenza di una PAS ed ha suggerito con fermezza una riduzione dei contatti con il padre.
Il Tribunale Civile, dopo esattamente 5 anni e mezzo, ha deciso di affidare a me i miei figli, ha dato al padre diritto di visita 2 volte a settimana e fine settimana alterni.
Un risultato che non mi aspettavo più, dopo tante illusioni, tante delusioni.

Ora mi aspettano mesi (…anni…) per riabilitare la nostra relazione, per recuperare e ricostruire ciò che mio marito ha distrutto, non sarà semplice, ma la speranza di vedere i miei figli sereni e “liberi” non mi ha mai abbandonato ed ora che posso aiutarli davvero in questo percorso ce la metterò tutta!

Nadia

 

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1 comment for “La testimonianza di una madre in lotta contro l’alienazione genitoriale

  1. claudia
    1 Aprile 2020 at 22:34

    Anche io sto subendo la stessa situazione da 3 anni, mi ha portato via mia figlia approfittando di un week end che stava lui,i per non riportarla più a casa. Avevamo firmato degli accordi e depositati in tribunale, ma finchè non si arriva davanti a un giudice, tutto può essere fatto saltare. Tra l’altro mia figlia a 15 anni è rimasta pure incinta. Ma tutti sono ciechi. Lui agisce indisturbato, tanto finora nessuno gli ha fatto nulla. Con il mio avvocato abbiamo denunciato di tutto con tanto di carte alla mano. Ma niente. Siamo ancora in attesa di una sentenza definitiva da parte del Tribunale dei Minorenni. Ma mia figlia ha compiuto da poco 17 anni e l’unica sentenza che mi aspetto è: rivolgetevi al tribunale civile perché noi non siamo più competenti. E’uno scarica barili continuo. Non vedo e non sento più mia figlia per il continuo e costante lavaggio del cervello da parte di lui. Io sto cercando un’associazione che lotta contro questi problemi. Se qualcuno mi può indirizzare, vi prego di farmelo sapere. Vorrei dare risalto a questo problema che è diventato una piaga sociale attraverso giornali e televisioni. Impiantare un casino madornale affinché questa PAS non venga riconosciuta a tutti gli effetti come reato e punita a dovere.

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