La sindrome di alienazione genitoriale – di M. Cannavicci (Psichiatra – Criminologo)

logoIn questo saggio pubblicato dal periodico “Polizia e democrazia” il criminologo Marco Canavicci analizza le implicazioni della sempre più vasta diffusione dei casi di Sindrome da alienazione genitoriale anche rispetto al ruolo delle forze dell’ordine.

La Sindrome di Alienazione, ampiamente descritta e analizzata da alcuni autori americani fin dai primi anni Ottanta, solo recentemente è entrata nel novero della psicologia italiana. Sembra manifestarsi proprio nell’ambito dei conflitti che derivano dalle separazioni e consiste nel rifiuto da parte del bambino alimentato dall’influenza del genitore definito “alienante”, dell’altro genitore.

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I recenti casi di cronaca che sempre più spesso vedono prosciolti padri ingiustamente accusati di abusi sui propri figli sono l’esempio più lampante di un problema che si intreccia anche con la difficile questione dell’ascolto giudiziario del minore. Un’accusa così grave può essere facilmente utilizzata, dalla madre affetta dalla sindrome, in sede giudiziaria, ed avere effetti devastanti. Basti pensare che in questi casi l’allontanamento precauzionale del minore dal genitore accusato è immediato. Anche la violazione sistematica delle leggi e delle regole sociali per ottenere una sorta di vittoria o di risarcimento sembra rientrare in un’ottica ai limiti della psicosi. Gli esempi possono richiamare alla mente certi disturbi della personalità (antisociale, borderline, sadica), tuttavia questi comportamenti si possono riscontrare anche in donne affette da sindrome della madre malevola che non sembrano conformarsi ai modelli diagnostici ufficiali. Inoltre nessuna delle madri malevole ha subito una condanna dal giudice per il suo comportamento.


Articolo completo sul sito Polizia e Democrazia

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