La lettera di una bambina vittima di alienazione genitoriale

La PAS, come la pedofilia, è gravissimo abuso contro l’infanzia.  C’è chi difende le donne separate che praticano l’Alienazione Parentale (PAS), e cioè plagiano i propri figli fino a far loro odiare i loro padri.  Su un sito in cui si tenta di negare la PAS viene riportato uno scritto attribuito ad una ragazza americana di 14 anni.

Dalla storia deduciamo che da piccola venne privata del vero padre, cui la madre ha sostituito un suo nuovo “uomo”; il padre ha ottenuto che i Giudici proteggessero la figlia, che nel frattempo è diventata una ragazza di 14 anni, cui è stata diagnosticata la PAS.  Nei casi di PAS di grado grave, l’unica soluzione è l’immediato allontanamento dal genitore alienante, misura che spesso viene applicata dopo che tutte le altre strade sono fallite, fra cui il tentare di vedere se i bambini, aiutati da terapeuti, riescono da soli a riprendere contatto con la realtà.   La ragazza scrive su questo sito:

Ho avuto a che fare con molti abusi nella mia vita. Avevo solo 12 anni quando è successo a me. Ho avuto una terapeuta, J.B.. Nel 2009, avevo un appuntamento con lei in modo che potesse determinare se il ricongiungimento col mio padre biologico era possibile o no. Le ho detto almeno 50 volte che lo odiavo, che egli aveva già abusato fisicamente la mia famiglia, e che mai nella mia vita avrei accettato di ricongiungermi a lui. La pregai di non farlo, ma non mi ha ascoltato. Mi afferrò per il polso e prese a trascinarmi fuori dal suo ufficio, mi rinchiusero in una piccola stanza con mio padre biologico, e tutto questo nonostante lei avesse detto che capiva che io non avrei mai voluto ricongiungermi a lui. Ho tirato e tirato e finalmente sono riscita a liberare la mia mano dalla sua presa stretta. Lei si voltò e mi guardò con uno sguardo di puro odio e disgusto. Camminò verso di me e mise la guancia contro la mia e disse che violavo la legge se non avessi voluto stare con il mio padre biologico. Successivamente al Triad Family Services sono stata ancora una volta abusata. Mi è stato detto da tre operatrici che se non avessi fatto incontri protetti con mio padre biologico, mi avrebbero affidata a lui, e non avrei avuto più alcun contatto con mia madre. Ero terrorizzata all’idea che ciò accadesse soprattutto al ricordo di quando io ero sottoposta a regime di affido condiviso. Era sempre ubriaco, fumava, ragione per cui ho una grave forma di asma; una volta ha intrappolato le mie sorelle in un angolo con fuochi d’artificio accesi causò loro vesciche ai piedi e bruciò i loro vestiti. Alla fine ho accettato di andare agli appuntamenti protetti spinta della paura terrificante che avevo provato grazie alle loro minacce. Durante quegli incontri mia sorella ed io siamo state abusate. Mia sorella è stata molestata sessualmente da mio padre biologico ed io sono stata maltrattata verbalmente. Mi sono state dette molte cose tra cui di andare all’inferno. La terapeuta che aveva il dovere di proteggere me, era impegnata a scrivere durate quegli incontri. Io e mia sorella sono state vittime di abusi e non abbiamo assolutamente ricevuto alcuna protezione. Nei successivi incontri, ho accusato l’operatrice e mio padre biologico di tutte le situazioni di abuso che si erano verificati durante gli incontri protetti, essi hanno sostenuto che tutto ciò non era affatto accaduto e che stavo mentendo, quando in realtà non stavo mentendo affatto! Sono stata costretta contro la mia volontà ad essere violentata in un modo tale che nessun bambino dovrebbe affrontare. Non ho avuto nè giustizia nè la libertà in questi ultimi tre anni. Allora vi devo chiedere per l’ultima volta, perché una grande quantità di bambini hanno dovuto far fronte alla sfortuna di dover affrontare i pregiudizi da parte delle autorità? Perché così tante vite sono state rovinate a causa delle decisioni e delle raccomandazioni di molti terapeuti e dei tribunali di famiglia? E perché non vi è stata alcuna giustizia nel nostro paese?

Tutto ciò può avere due interpretazioni, e lasciamo all’intelligenza di chi legge capire quale sia quella giusta:

1)  Secondo femministe ed abusologi, le ragazza e sua sorella sono state realmente abusate e violentate dal loro padre mentre le operatrici dei Servizi assistevano indifferenti o partecipavano.  Pena di morte per il padre pedofilo.

2)  La PAS ha talmente devastato la mente di questa povera ragazza che vede inesistenti abusi, addirittura in una situazione protetta, addirittura dalle tre professioniste.  Per la sua sanità mentale occorre che venga protetta dalla madre alienante.

Per chiudere con una nota positiva, ricordiamo un caso che ha avuto risalto sulla stampa italiana: un bambino rapito ed alienato da una madre descritta come “sofferente di gravi disordini della personalità”.  Abusologi vicini alla donna pubblicavano sui loro siti web le grida di odio del povero bambino contro il papà.  I giudici hanno capito che erano grida di dolore di un bambino cui veniva impedito di esprimere i suoi veri sentimenti, e lo hanno protetto dalla madre: oggi, dopo mesi di cure, il piccolo si sta riprendendo come solo i bambini sanno fare: è felice di stare con il suo papà, di telefonargli quando è lontano.

Speriamo che anche la ragazza possa essere curata, e che venga fermata la gente che ha causato e sta causando tanto male a tanti bambini.

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