Italia pluri-condannata dalla Corte Europea dei Diritti Umani

Fra le condanne per violazioni dei diritti umani subite dall’Italia le 6 elencate nel seguito sono particolarmente infamanti in quanto le vicende coinvolgono dei minori (in 4 casi su 6 coinvolti in false accuse di pedofilia ed in 2 casi di alienazione genitoriale). La Corte Europea ha condannato l’Italia per aver violato l’articolo 8 della“Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali” che recita:

Art. 8. Ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e della propria corrispondenza. Non può esservi ingerenza di una autorità pubblica nell’esercizio di tale diritto a meno che tale ingerenza sia prevista dalla legge e costituisca una misura che, in una società democratica, è necessaria alla sicurezza nazionale, alla pubblica sicurezza, al benessere economico del paese, alla difesa dell’ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e delle libertà altrui.

Queste le condanne subite dall’Italia:

1) 2005, sentenza 30595/02: risarcimento di 3,000€ per violazione dell’art. 8.  Padre subisce falsa accusa di pedofilia ad opera di madre separata; non viene revocata la potestà alla donna, non vengono riattivati i contatti con il padre; la bambina presenta sintomi caratteristici della alienazione genitoriale, non esplicitamente menzionata (sentenza: link1, link2)

2) 2008, sentenza 19537/03, risarcimento di 80,000€ per violazione dell’art. 8. Padre falsamente accusato di pedofilia ad opera di terzi, figlia di sei anni allontanata dalla famiglia; da maggiorenne racconta di aver subito comportmenti alienanti ad opera di chi avrebbe dovuto proteggerla (fonti: sentenza, libro “Rapita dalla giustizia”, Panoramatelegiornaleabusologi).

3) 2009, sentenza 33932/06: risarcimento di 17,150€ per violazione dell’art. 8.  Madre non riconosce due gemelli appena nati e chiede tempo per decidere; ma dopo 27 giorni i bambini vengono dichiarati adottabili (sentenza).

4) 2009, sentenza 29768/05: risarcimento di 12,150€ per violazione dell’art. 8. Padre falsamente accusato di abusi viene allontanato dai figli per un periodo eccessivo a causa del ritardo nella chiusura dell’indagine preliminare (sentenza).

5) 2010, sentenza 16318/07: risarcimento di 15,000€ per violazione dell’art. 8. Neo-nata abbandonata viene temporaneamente affidata ai ricorrenti e poi affidata ad altra famiglia (sentenza).

6) 2010, sentenza 36168/09: risarcimento di 20,000€ per violazione dell’art. 8.  Madre separata impedisce contatti padre/figlio, i Tribunali invece di proteggerlo si limitano ad affidarlo ai Servizi lasciandolo presso la madre, decisione che non ha nessuna efficacia.  La Sindrome di Alienazione Genitoriale è menzionata ai punti 59 e 12, nel quale si accenna ad un tentativo di falsa accusa di abusi. (fonti: adiantumsentenza).

I ricorsi alla Corte Europea per i Diritti Umani sono ammissibili solo una volta esaurite le vie di ricorso interne; pertanto hanno efficacia nulla riguardo alla effettiva protezione dei bambini, vista anche la lentezza della Giustizia Italiana.  Le irrisorie sanzioni pecuniarie hanno efficacia nulla; basti pensare che un avvocato abusologo che ottenesse il gratuito patrocinio e sostenesse una falsa accusa in cui è coinvolto un minore riceverebbe dallo Stato un compenso maggiore, anche 100,000€ se riesce a tirare in lungo il processo.

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14 comments for “Italia pluri-condannata dalla Corte Europea dei Diritti Umani

  1. Patricia Fiorito
    23 gennaio 2012 at 00:08

    In sostanza un padre accusato di pedofilia e allontanato da casa per un periodo di tempo imprecisato-forse anni, tutto il periodo del processo- potrebbe presentare ricorso alla Corte Europea?

  2. Ernesto
    25 gennaio 2012 at 18:58

    sì, ma deve essere una avvocato a dirlo. L’Italia è già stata condannata per un caso simile, in cui la magistratura era stata particolarmente lenta

  3. Nino Palumbo
    19 ottobre 2012 at 16:00

    Non vedo mia figlia dal 1 marzo 2011, quasi 2 anni. Soffro sempre, in ogni istante della mia vita. Accusato di abusare della bambina nei modi + atroci, solo dopo 17 mesi, a luglio scorso, viene fatta una visita ginecologica che rileva che la bambina è vergine e mai abusata. Finisce ottobre e ancora non vedo la bambina .

  4. Nino Palumbo
    19 ottobre 2012 at 16:00

    Cosa posso fare ?

  5. admin
    21 ottobre 2012 at 07:44

    chiedere giustizia. Non c’è niente altro che si può fare.
    Forse fra chi ha organizzato questa falsa accusa c’è qualche famigerato nome dell’abusologia?

  6. Giacomo
    17 marzo 2013 at 07:43

    Quello che stupisce in queste condanne e l’ammontare irrisorio delle cifre messe in gioco, quasi una istigazione nei confronti delle madri alienanti a perseverare nei loro comportamenti ( comportamenti che non vengono neanche approfonditi più di tanto, non si fa differenza in particolare se tali comportamenti alienanti siano frutto di disturbi mentali di queste donne oppure di pura cattiveria sia nei confronti dell’ex marito sia nei confronti del figlio coinvolto in queste assurdità)
    Altra cosa assai assurda è che non è neanche menzionato un congruo risarcimento a favore dei bimbi che subiscono queste forme di violenza, ma tutti non dicono ” nell’interesse del minore? “

  7. gerardo spira
    24 aprile 2013 at 08:52

    Ho scoperto che nel mondo delle famiglie separate si annida una cultura in cui sulla pelle dei minori, e col beneplacito della giustizia, si sviluppano i più atroci dei delitti.La limitata normativa generica e la disattenta preparazione dei responsabili dei servizi pubblici e della magistratura minorile portano i conflitti alle conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. L’inesistenza della giurisdizione volontaria permette alla magistratura di chiudere i riti in un cerchio magico da cui i genitori ne escono distrutti e il minore trattato come oggetto Nessuno risponde del grande danno provocato dai banali errori di valutazione e di giudizio.Invece di perdere tempo dietro false ed ipotetiche teorie, va alzata una sentita protesta fino a determinare uno tsumani che dalle piazze passando per i tribunali travolga con impeto il Parlamento. Solo così si potra rompere quel cerchio magico inventato per affari.

  8. franco
    1 marzo 2016 at 12:13

    e davvero vergognoso , fanno false denunce e condannano sempre l’uomo , le donne posso fare di tutto da aggressioni ad allontanamento dei figli e nessuno interviene , il tribunale di cagliari dei minori non si e degnato nemmeno di intervenire , le assistenti sociali sono una vergogna non tutelano i minori e continuano a stare e occupare posti di lavoro che dovrebbero lasciare. vergognatevi siete miserabili , io le o persino registrate , assistenti sociali carabinieri e altri e non anno fatto nulla.
    vergogna

  9. Maurizio
    14 marzo 2016 at 20:07

    L’uomo oggi è la parte debole in una coppia che si separa, non per niente i padri separati sono definiti i “nuovi poveri”. Spesso i tribunali non leggono nemmeno l’atto e vanno direttamente al “Si chiede” è questo che spesso dà origine a lacune di giudizio tali da compromettere i diritti del genitore debole che, nella stragrande maggioranza dei casi è il padre. Una presa di giro anche l’affidamento congiunto: se non c’è la disponibilità dal genitore affidatario, chi volesse raggiungere tale obiettivo, è costretto a spese legali. Ancora più infame il fatto che le madri (ferite nell’orgoglio?) spesso scendano in accuse infondate verso gli ex compagni, dimenticando che i figli non sono oggetti di proprietà. Solo l’uomo è tenuto a rispettare i diritti e i doveri? E il dovere di una madre quale dovrebbe essere nei confronti del figlio che HA diritto a frequentare il padre? Anch’io ho una storia assurda e non riesco ancora vedere mio figlio ormai prossimo ai 14 anni e questo perché il tribunale dei minori lo ha affidato ai servizi sociali ma residente con la madre… Ho chiesto incontri protetti e non me li hanno concessi, dopo che l’iter è andato male allora hanno provato con gli incontri protetti ma ormai era compromesso il percorso. Il Tribunale dei Minori mi chiese di firmare per mettere in affido mio figlio in una struttura e toglierlo alla madre interessata dal terzo T.s.o.; lo stesso TM dopo la firma le 2014 ha deciso di affidare il bambino ai servizi sociali ma residente con la madre. Pochi giorni fa il TM arbitrariamente (ma fortunatamente per il bimbo) ha deciso, con la madre al quarto T.s.o., di metterlo finalmente in struttura. Forse proveremo un nuovo percorso di riavvicinamento ma un conto sarebbe stato all’età di 5 anni e un conto è farlo oggi con un figlio adolescente e parecchio, parecchio contrariato visto quello che non è avvenuto in passato.. Spero solo che cambi idea perché in tutta la sua vita l’ho visto solo 20 giorni e non per mia scelta… Comunque interessante il ricorso alla Corte Europea… Rientro appieno nel punto 6 escludendo gli abusi, non è il mio caso. Io ho avuto la sfortuna di incontrare una donna non sana di mente e particolarmente pericolosa, nei sensi che si possono intendere.

  10. gigi
    30 marzo 2016 at 12:37

    Avete detto già tanto. Anche io padre alienato, sepolto vivo da un figlio che ho sempre amato. La ctu conferma che c’è lo zampino della madre i cui comportamenti non hanno fatto altro che tagliarmi fuori dalla vita di mio figlio. La giudiziale tra un po finisce ma io ancora non vedo mio figlio.

  11. franca
    29 luglio 2016 at 17:37

    Io sono forse una vocce fuori dal coro …perche sono madre e sono io a subire l alienazione . In udienza e dopo la ctu mia figlia viene affidata al comune ,collocata presso di me . Nn ho mai ostacolato la relazione con il padre ,e dopo due anni mia figlia mi accusa di picchiarla e il padre la porta via di nascosto gettandomi nel panico . Chiedo al tribunale di appurare la manipolazione ma in attesa mia figlia viene lasciata al padre ,che gia all epoca della convivenza mi picchiava davanti a lei e pur ricchissimo ci lasciava nell indigenza . Tutto documentato in piu querele . Nn vedo e nn sento la bambina da un mese …..i sociali spariti e cosi gli ” amici ” . Che dire ? Nn so piu come difendere mia figlia e me stessa .

  12. Massimo
    22 giugno 2017 at 04:53

    Mia figlia di 22 mesi portata via da casa, in Ucraina , io padre disperato la denuncia per sottrazione di minore, lo stato non fa nulla, dopo 18 mesi la madre riporta in Italia mia figlia a Genova perché sposa un avvocato , chiede affido esclusivo e ottiene tutto!! PER me solo percorso di riavvicinamento con sas.sociali, che mi fanno test genitoriali e poi il Nulla, adesso ho promosso ricorso al tribunale di Genova e poi se non basta Corte europea di giustizia , 13 anni che non vedo mia figlia.

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