Il Comitato “Femminicidio in vita” riconosce l’alienazione parentale – 14.2.2021

Non sappiamo esattamente chi ci sia dietro al Comitato “Femminicidio in vita“, ma la notizia viene da una fonte attendibile (l’agenzia DIRE). Pare che questo comitato abbia fatto un appello al neo presidente del Consiglio Mario Draghi per renderlo edotto dei gravi rischi che corrono le donne madri a causa della PAS (sindrome di alienazione parentale).

Per supportare la sua posizione il Comitato sviluppa un discorso, in cui viene citata una teoria di cui abbiamo già riferito ampiamente su questo blog, la teoria secondo cui in certi casi i padri violenti manipolano psicologicamente i loro figli per metterli contro le madri. E’ la teoria della “deprivazione materna” (o “maternal alienation”) che ha avuto qualche contributo anche a livello accademico in Australia da parte di una studiosa femminista, Anne Morris.

L’aspetto paradossale dell’appello del Comitato “Femminicidio in vita” è che sembra voler negare che l’alienazione parentale sia un fenomeno esistente, con le solite motivazioni per cui sarebbe un escamotage con cui gli uomini violenti pretendono di privare dell’affidamento dei figli le madri vittime, accusandole di aver manipolato psicologicamente i figli. Ma nello stesso ragionamento vengono infilati argomenti presi dalla teoria della deprivazione materna, che appaiono palesemente una copia della teoria dell’alienazione parentale applicata esclusivamente alle madri.

In altre parole, la cosiddetta “deprivazione materna” non è niente altro che l’alienazione parentale fatta da un padre contro la madre, quando i figli vengono indottrinati a respingerla e disprezzarla, e alla fine prendono le difese del padre anche se questo ha commesso atti di violenza domestica. Non sono casi così frequenti come l’alienazione parentale classica, basata su dinamiche più sottili e spesso praticata dalle madri contro i padri, ma comunque si tratta dello stesso tipo di fenomeno. Ovvero, del rifiuto ingiustificato di un genitore da parte dei figli a causa della manipolazione psicologica operata dall’altro.

Non sappiamo se Draghi leggerà l’appello di “Femminicidio in vita”, ma se dopo averlo fatto cercherà di capirci qualcosa, siamo sicuri che arriverà alla nostra stessa conclusione. La “deprivazione materna” è un fenomeno che coincide esattamente con l’alienazione parentale, che non ha mai fatto differenza di genere e in quanto teoria si applica indistamente a madri e padri.

Come insegnava Occam nel Medioevo, “Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem“. Non serve inventare un nuovo nome per etichettare l’alienazione parentale praticata dai padri contro le madri, perchè l’alienazione parentale concettualmente già descrive questa cosa sia quando a praticarla è il padre, che quando è la madre.

15 febbraio 2021

Vedi anche: storie di madri alienate dai figli

 

 

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