Figlio alienato dalla madre affidato a casa famiglia – Repubblica 16.12.2016

Solita copertura mediatica che invita ad accendere la commozione e a spegnere la ragione. Per quanto ci riguarda noi riteniamo credibili le parole dell’avvocato del padre, Federica Mondani: «In questa storia non ci sono vincitori, ma la decisione è per il bene del bambino. Sono sei anni che la ex moglie non fa vedere il figlio al padre: lo ha denunciato 22 volte in cinque anni. Tutte le denunce sono state archiviate»

Ragazzino conteso prelevato a scuola dagli assistenti sociali

Fonte: LUCA MONACO Repubblica 16 dicembre 2016
LOGO-LA-REPUBBLICA«CARLO vieni — dice la maestra interrompendo la lezione — ci sono alcuni signori che ti vogliono intervistare ». La porta dell’aula si chiude dietro le spalle del bimbo, 10 anni appena. Iniziano due ore di angoscia, di lamenti, di lacrime: per Carlo (il nome è di fantasia, ndr) le lezioni ieri sono finite alle 10.30, quando gli assistenti sociali si sono presentanti a scuola accompagnati dagli agenti del commissariato e dell’Anticrimine con il mandato del Tribunale dei minori di prelevare il bambino e portarlo in una casa famiglia. Lontano dallo sguardo dei compagni di scuola i poliziotti hanno provato a tranquillizzarlo, a spiegargli che non si poteva fare altrimenti. Operazione impossibile. Quindi l’hanno sollevato di peso e l’hanno caricato in macchina. Carlo è spaventato. Al momento però non c’è altra soluzione: è l’epilogo dello scontro legale tra i genitori iniziato sei anni fa. Una disputa senza vincitori e con un’unica vittima: il figlio, promessa del tennis, studente con profitto. «È un ragazzo sensibile e intelligentissimo — sottolinea la madre — a scuola va bene, ha tutti 10 in pagella».
L’odissea familiare è iniziata poco prima della separazione dei genitori, nel maggio del 2011. I due professionisti si accusano a vicenda. Lei sostiene che il marito sia violento. Lui incolpa la ex moglie di avergli negato ogni rapporto con il figlio. La causa, passata per il tribunale ordinario, è approdata al tribunale dei minori, che il 14 dicembre scorso ha deciso per trasferimento del bambino in casa famiglia, giudicando la madre «simbiotica e alienante ». A tal punto da «impedire al figlio di coltivare il rapporto col padre ». Una decisione inaccettabile per il legale della donna, Carlo Priolo, che ha già inoltrato una istanza di affidamento alla nonna materna e minaccia di incatenarsi di fronte al tribunale. «Il padre ha maltrattato per anni madre e figlio — accusa il legale — il 7 aprile 2014 ha denunciato la madre per abbandono di minori portando come prove delle foto scattate da alcuni investigatori privati: ritraevano il bambino da solo nel circolo dove prende lezioni di tennis abitualmente». Non solo. «Ha chiesto al tribunale che il bambino fosse portato in una casa famiglia — rileva Priolo — perché lui non può tenerlo: dal 2014 la corte d’Appello gli ha imposto il regime degli incontri protetti, proprio perché è violento».
Accuse che il legale del padre, Federica Mondani, rispedisce al mittente. «In questa storia non ci sono vincitori, ma la decisione è per il bene del bambino — premette l’avvocato — l’abbandono di minore è solo uno degli elementi valutati dal tribunale. Sono sei anni che la ex moglie non fa vedere il figlio al padre: lo ha denunciato 22 volte in cinque anni. Tutte le denunce sono state archiviate ». Mondani precisa che «per incontri protetti si intende la mediazione familiare tramite assistente sociale, proprio perché il padre non riusciva a coltivare un rapporto col figlio, visto che l’opposizione dell’ex moglie».
«Il padre è una brava persona — sottolinea Mondani — la signora è stata giudicata incapace genitorialmente da tre periti del tribunale, due dirigenti dei servizi sociali e da altri due professionisti del sostegno familiare». La battaglia legale continua, mentre Carlo è affidato alle cure di una casa famiglia dove non vuole stare più.

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4 comments for “Figlio alienato dalla madre affidato a casa famiglia – Repubblica 16.12.2016

  1. Stefano
    18 dicembre 2016 at 22:12

    Nonostante la Cassazione abbia stabilito che la pas non può costituire motivo di allontanamento, questi continuano??

  2. batman
    19 dicembre 2016 at 08:57

    Non ricordo una sentenza della Cassazione proprio in questi termini. Ricordo invece un filone che si è affermato di recente che pone l’accento sulla necessità per i giudici di provare i comportamenti manipolatori del genitore, corroborando le affermazioni contenute nelle perizie (basate su teorie scientifiche come quella della PAS oppure come quella citata in questo caso del “legame simbiotico” con il genitore manipolatore) con prove o presunzioni adeguate per una decisione giuridica.

  3. Elvio Di Gianvincenzo
    26 dicembre 2016 at 03:56

    A me è stata sottratta e portata in Venezuela. In televisione si parla solo di femminicidio e non di questo fenomeno che è molto più vasto e drammatico di quello che se ne parla e le femministe tacciono.

  4. 31 dicembre 2016 at 16:59

    Io sono mamma e x me é il contrario,mia figlia da qndo sta cn il padre e i nonni ,che io ahimé ho dovuto lasciare x motivi di salute grave,non vuole venire più con me!sono disperata lotteró x cambiare la cosa e mi colpevolizzo xké pensando di fare il loro bene,loro mi hanno fregata nel momento più brutto x me.

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