Un crudele esperimento che conferma che la PAS è abuso sull’infanzia

L’esperimento “Little Albert” condotto nel 1920 dallo psicologo americano John. B. Watson presso la John Hopkins University dimostrò come i bambini possono essere condizionati alla paura.

Lo psicologo e la sua assistente Rosalie Rayner usarono una barra di metallo ed un topolino bianco.

All’inizio il bambino non era spaventato dal topolino, né da altri animaletti.

Ma ogni volta che il bambino di un anno toccava il topolino, lo psicologo da dietro colpiva con un martello la barra di metallo producendo un forte rumore che spaventava il bambino, portandolo al pianto.  Col passare del tempo, il bambino diventava spaventato alla sola vista del topolino, lo allontanava, cercava di allontanarsi il più possibile, piangeva.

Questo portò Watson a concludere che chi controlla l’ambiente in cui vive un bambino può condizionare a sua volontà le emozioni e le fobie.  Il bambino non venne sottoposto a decondizionamento.

Oggi un tale esperimento è vietato dal codice etico della Associazione degli Psicologi Americani.

L’alienazione genitoriale (plagiare un bambino contro un genitore) è un abuso sull’infanzia, quindi non è possibile sottoporvi un bambino per fare delle osservazioni, lasciando tuttavia adito al rumoroso polverone di quei negazionisti, ignorati dalla comunità scientifica, che tentano di impedire che i bambini siano protetti dalla PAS.

Sebbene manchi una analisi sistematica standardizzata di un ampio numero di casi, purtroppo esistono casi indiscutibili di genitori alienanti che hanno sottratto i figli con false accuse, provocando loro la PAS in assenza di alcun libero contatto con il genitore alienato.

Questi casi di abusi sull’infanzia dolorosamente confermano lo schema generale proposto da Gardener et al.

Il filmato dell’esperimento di Watson:

The Little Albert Experiment

Oggi questo esperimento è considerato immorale; tuttavia si consente a genitori patologici di condizionare alla paura i propri figli, al solo fine di allontanarlo dall’altro genitore.

In altri termini, il medesimo tipo di vile e crudele condizionamento alla paura, descritto nell’esperimento di Little Albert, viene oggi praticato dal genitore alienante, mediante un’analoga tecnica di condizionamento alla paura del proprio figlio, al fine di indurlo a rifiutare qualsiasi tipo di contatto con l’altro genitore.

Nel caso dell’alienazione, invece di usare un forte rumore (come nell’esperimento in seguito descritto), viene utilizzata la maldicenza e l’induzione alla paura verso l’altro genitore, attraverso l’iniezione, nella mente del figlio, di false memorie e di esperienze, non vissute dal bambino, che sono fonte di paure.
Questa forma di crudele condizionamento, è la ragione per cui spesso gli psicologi non riescono a comprendere l’immotivata paura, che il bambino dimostra nei confronti del genitore alienato. Ciò accade, in quanto la paura non ha origine dal mondo interiore del bambino (perché il bambino non ha vissuto le esperienze che teme), ma è stata introdotta dall’esterno, attraverso il condizionamento effettuato dal genitore alienante.

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