El Pais: supplemento sull’alienazione genitoriale.

L’alienazione genitoriale si aggrava con il passare del tempo.  All’inizio è un male lieve: i bambini manipolati mostrano ancora un pensiero indipendente e compiono attacchi di bassa intensità contro il genitore alienato: “sei cattivo”, “sei un’alcolista”.

Al grado medio, i contatti sono più conflittuali, ed i figli li giustificano con razionalizzazioni deboli: “non voglio vederlo perché non mi da il prosciutto che mi piace”, “mi fa arrabbiare perché vuole vedermi”, “mi maltratta psicologicamente in maniera sistematica”.

Se non viene fermato in tempo, la sindrome avanza al grado grave.  Il figlio estremizza gli attacchi, accusa il genitore alienato di maltrattamenti o di abusi; lo psicologo Josè Manuel Aguilar riferisce che in un caso addirittura un bambino raccontava di “quando aveva un anno e quindi è impossibile che ricordasse!”. [...]

La Corte Europea per i Diritti Umani ha sentenziato contro vari paesi in diversi casi di alienazione genitoriale ed il Giudice Francisco Serrano aggiunge “temo che possa venire condannata la Spagna, perché la Giustizia non fa tutto il possibile per garantire il diritto dei genitori ad avere contatti con i propri figli.  Quello che più spaventa è l’uso che alcuni genitori fanno di denunce per violenza come una strategia di alienazione genitoriale”. [...]

Fonte: El Pais, supplemento salute.

 

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