“Dalla parte del padre” un romanzo sull’alienazione parentale

“Dalla parte del padre. Fantasmi sotto il ponte di Calatrava” – Fabio Rossi – Europa Edizioni 2017

Pubblichiamo qui una recensione di Davide Stasi del romanzo “Dalla parte del padre”. Il testo completo della recensione si trova sul blog stalkersaraitu.com.

(31.8.18 Davide Stasi) Come ogni estate, ho colto l’occasione delle ferie per mettermi al pari con le letture. Tra quelle pianificate ho inserito all’ultimo momento “Dalla parte del padre – Fantasmi sotto il ponte di Calatrava” di Fabio Rossi, pubblicato un anno fa da Europa Edizioni, e mai scelta fu più felice. Si tratta, lo dico fin da ora, di un libro che deve essere letto, senza se e senza ma. Un po’ per rendere merito all’editore che ha deciso di dargli diffusione, scelta più unica che rara, ma soprattutto perché esso contiene, nella più profonda e feroce completezza, la storia di ogni uomo e padre che finisce al centro di una separazione conflittuale, con tanto di alienazione. Nel racconto di una vicenda estrema sono infatti comprese tutte le altre vicende, anche quelle a tensione inferiore, in quanto tutte possono sempre degenerare verso eccessi quasi incredibili.

Ed è la prima domanda che, già alla ventesima pagina, il lettore si fa: “ma… è tutto vero?”. Ho contattato l’autore dicendomi incredulo, sebbene di storie atroci ne abbia sentite e ne senta tante. “Non solo è tutto vero”, mi ha risposto, “ma molte cose le ho omesse perché non le ricordavo”. Dunque siamo davanti a un libro-cronaca. Un libro dell’orrore la cui narrazione (per altro stilisticamente sciolta e molto piacevole) si dipana su nove anni di percorso, dalla separazione al termine della vicenda. E’ perfettamente inutile, sebbene abbia preso tre pagine di appunti, riportare qui stralci o esempi: il libro va semplicemente letto nella sua completezza, anche se lungo, anche se i suoi contenuti sono oggettivamente torturanti e suscitano una gigantesca rabbia.

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C’è un’ex moglie irrisolta, palesemente squilibrata, sicuramente pilotata (dai genitori anzitutto, ma non solo), vendicativa, isterica in senso patologico non generico. Soprattutto bisognosa di autorità a cui adeguarsi. Quell’autorità che l’ex marito, per indole, non è riuscito a esprimere durante il matrimonio e che lei cercherà ovunque durante i nove anni di calvario, senza mai trovarla. Poi ci sono due figli minori, le vere vittime di questo terrificante libro dell’orrore, alienati con violenza dalla madre a danno del padre e della parentela paterna. Madre e nonni materni, nel corso del tempo, gli “mangiano il cervello”, come dice più volte l’autore. E così si assiste a scene dove i figli tirano sassate al padre, lo picchiano furiosamente, lo chiamano figlio di puttana, maledetto, ladro. Un’Arancia Meccanica dei sentimenti che passa per la scontata e ovviamente falsa accusa di pedofilia a suo carico.

Ma in realtà non è tutto questo a sconvolgere nel libro di Rossi. Poco prima di accingermi alla lettura ho raccolto la testimonianza di ben tre uomini da tre parti diverse d’Italia con storie assolutamente analoghe. Siamo nel consueto insomma. Il valore aggiunto del libro è nel racconto dettagliatissimo delle azioni e reazioni del sistema all’anomalia di una donna folle, cattiva e alienante che dà corpo alla propria isteria sulle vite accartocciate dei suoi stessi figli. Il sistema dovrebbe darle l’autorità che cerca, imponendo giustizia ed equilibro. Invece la asseconda e la favorisce, anche davanti alle più schiaccianti evidenze (referti, registrazioni audio e video, foto, documenti, perizie). C’è un immenso esercito al suo servizio: gli psi, come li chiama l’autore, CTU, esperti di vario genere, servizi sociali (che l’autore chiama insociali), avvocati, magistrati.

E’ un esercito di persone drammaticamente impreparate per il ruolo che ricoprono, ma soprattutto involontariamente di parte. Di quale parte? L’autore parla di mammismo, una categoria ampia, amplissima, che non si applica solo ai procedimenti separativi ma a un intero vissuto sociale fatto di protezioni, esenzioni dalle responsabilità, facilitazioni. Questo è il mammismo, che nei tribunali civili diventa sostanziale impossibilità, anche davanti a prove schiaccianti, a che una madre possa essere ritenuta indegna e che dei minori possano essere affidati a un padre perché con lui stanno oggettivamente meglio. Nelle oltre 500 pagine del libro c’è tutta intera l’ottusità istituzionale della maternal preference e l’inadeguatezza delle norme che la rendono un’arma devastante contro i figli e la loro felicità.

[…] Alla fine, solo una domanda resta senza risposta: perché l’ha sposata? O meglio: c’erano segnali che sarebbe stato un disastro? Nel libro si accenna che sì, segnali ce n’erano, ma non sono stati colti o valutati a dovere, per diverse circostanze contingenti. Dunque se da un lato il libro pone questioni concrete relative alle leggi e ai professionisti che rendono devastanti situazioni già tese, dall’altro vi è sottesa la questione della riconoscibilità della compagna (o del compagno) giusto per il proprio futuro. C’è un modo per evitare di imbattersi in narcisiste isteriche e pericolose? Ovvero c’è modo di prevenire percorsi torturanti come quello raccontato nel libro?[…]

(Testo completo su stalkersaraitu.com)

Fonte/Credits: stalkersaraitu.com

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1 comment for ““Dalla parte del padre” un romanzo sull’alienazione parentale

  1. Giusi
    9 ottobre 2018 at 06:48

    Esistono anche storie al contrario, esistono padri che scambiano i ruoli perché sanno di poter godere di tutti i benefici che ha la madre nella separazione. Usato con astuzia questo sistema è intercambiabile. Capisco che le percentuali hanno un peso ma per chi si trova nella situazione opposta non è bello.

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